Pensieri sparsi: Come riempire il tempo.

Ho deciso di mettermi a studiare giapponese. Non è la prima volta che ci provo, già un paio di volte avevo tentato la cosa, fermandomi praticamente ai kana (hiragana e katakana sono due forme di sillabari che i giapponesi utilizzano per scrivere integrandoli ai kanji, ovvero gli ideogrammi di derivazione cinese). Ieri ho trovato un’app molto interessante e così, lette anche le recensioni, ho deciso di cimentarmi ancora una volta, per due motivi: ho sempre desiderato poter leggere in lingua originale i libri che tanto mi piacciono, e magari anche guardare gli anime, che vedo spesso sottotitolati, finalmente comprendendo le frasi e non solo qualche parola qua e là; e poi c’è il discorso viaggio in Giappone: mi piacerebbe poter interagire usando la loro lingua quando saró laggiù, anche perché so che i giapponesi non si esprimono facilmente in inglese. Siccome di tempo per imparare ce n’e, allora perché non provare a dedicarmi alla cosa seriamente?

Non so come andrà a finire, ma penso sia il momento giusto per ritentare. Di sicuro non sono una che si lascia andare alla noia!

Per chi fosse interessato il nome della app è JA Sensei!

Confessioni: sogni ad occhi aperti

Viaggiavo in treno oggi pomeriggio, un lungo viaggio iniziato in aereo alcune ore prima. Mentre davanti ai miei occhi scorrevano rapidi paesaggi di vario genere e centri abitati, mi chiedevo, nel guardare delle belle villette con giardino che punteggiavanobla campagna laziale, come sarebbe stato vivere lì. Pensavo che lì ci vivono delle persone, che il mio passaggio da quelle parti era solo effimero, mentre altri chiamano quel posto “casa”.

È una domanda che mi faccio sempre, ogni volta che mi capita di passare per luoghi che non conosco. Chissà se mi ci troverei bene, se potrei chiamarli anche io “casa”. Chissà se la mia vita sarebbe diversa, se vivessi lì, se sarebbe più piena, più completa.

Viaggio più con la fantasia che con il mio corpo, non ci posso fare nulla. Il mio animo è sognatore, quasi sempre insoddisfatto. Perché la realtà non supera mai le aspettative e sognare è tutto ciò che mi resta.

Pensieri sparsi: ritorno a casa

Sono sul treno, appena all’inizio del lungo viaggio che mi porta a casa, dove arriverò stanotte. Sono state due settimane davvero pesanti per vari motivi: da un lato lo stare fuori casa così tanto tempo è prostrante, anche economicamente; dall’altro l’affiancamento è stato per la maggior parte dei versi deludente. Tra le cose che si salvano tre sono molto importanti:

– con i colleghi abbiamo fatto team e ci siamo affiatati

– abbiamo conosciuto il nostro responsabile che ha le idee molto chiare su come vuole farci lavorare, idee che ci piacciono e che sono esattamente l’opposto delle cose viste in questi giorni (per nostra grande fortuna)

– ultima, e questa personale, nell’ultima sede di tirocinio ho conosciuto un collega che lavora nel mio stesso ramo, davvero molto piacevole sotto diversi punti di vista. Mi sa che mi son presa una cottarella a furia di guardare quei bellissimi occhi verdi e quel sorriso. Resterà una bella parentesi in questo lungo viaggio (anche se mi sarebbe piaciuto che la parentesi non si fosse già chiusa).

Stasera riabbraccio la mia Penny, alla pensione è stata benissimo, quando mio padre è andato a prenderla stamattina voleva solo giocare con gli altri cani!

Pensieri sparsi: vortici vorticosi.

La partenza si avvicina. Da un lato sono in fermento per queste due prime settimane di affiancamento, dall’altro sono preoccupata perché devo lasciare Penny in una pensione per cani; anche se l’educatrice cinofila mi ha assicurato che i cuccioli si adattano subito e l’altro giorno quando l’ho portata per fare conoscenza con il luogo lei giocava felice, io mi sento comunque in colpa, come se la stessi abbandonando. Penso che alla fine soffrirò più io di lei!

In questi giorni mi sono sentita come travolta da un ciclone; tra organizzare questo viaggio e il lavoro per chi mi sostituisce e pensare a come impostare le cose per il futuro, mi sono sentita persa. Però ho avuto anche dei momenti divertenti, come oggi pomeriggio.

Un cliente, un signore di 80 anni molto simpatico e divertente, mi ha raccontato i suoi trascorsi di gioventù in termini di donne; abbiamo passato a ridere i tre quarti d’ora del suo appuntamento in ufficio. E poi mi ha detto una frase che davvero mi ha fatto piacere, qualcosa del tipo “Miharu, tu sei una donna vera. Non solo hai una bella personalità e un bel fisico (non ha visto io mio sovrappeso per fortuna!), ma hai una femminilità che ti rende veramente donna. Ti auguro di trovare un uomo che ti apprezzi”. L’ho ringraziato col cuore, mai nessuno aveva apprezzato così la mia femminilità.

Peccato che i miei fans siano sempre over 75!

Pensieri sparsi: medicine spirituali.

Martedì sono andata dal medico.
Responso della visita: sei una pentola a pressione pronta a scoppiare, devi riposare, devi prenderti una vacanza.
Ho risposto che ok, ci stavo pensando, per maggio.
Anche no, ha detto il medico. Meglio cominciare subito con qualche weekend.
Insomma, sono allo stremo, sull’orlo di un esaurimento.
Perciò ho deciso che sì. era il caso di cominciare a pensare a me stessa. E ho iniziato andando dalla parrucchiera mercoledì, non lo facevo da un anno… taglio e tinta. Io che i capelli non li tingo quasi mai ho scelto un bel rosso fiammante. Ci voleva proprio.
Oggi massaggio rilassante che mi era stato regalato per il mio compleanno e che ancora non avevo avuto il tempo di fare. Settimana prossima estetista…
e poi parto. Vado da lui, ma non di mia iniziativa. Quando ha visto in che condizioni versavo mi ha detto chiaramente vieni da me, non voglio che stai da sola.
Ero molto combattuta, ma alla fine ho accettato. Sarà l’occasione per capire cosa provo davvero per lui e cosa lui prova davvero per me.
male che vada passerò un bel weekend in compagnia di una splendida persona, ma se andasse bene… non oso pensarci, ho paura che tutto si rovini.

Evasione.

Lo sguardo che scorre sul profilo dei tetti,
Rincorre le nubi portate dal vento.
La mente le segue e salda le cavalca,
Volando libera,
Lontano,
Staccata dal corpo,
Che sta sul divano, immobile, prigioniero.

Diari di viaggio: Parigi, giorno 2.

10:00 La notte è trascorsa senza intoppi e il risveglio è stato ottimo. La padrona del b&b mi ha preparato la colazione e si è meravigliata che uscissi così presto (alle otto e mezza) Dice che stasera sarò stremata. Probabile, ma voglio approfittare della bella giornata per vedere alcune cose di mio interesse. Ora sono in coda per visitare le catacombe di Parigi: niente a che vedere con quelle di Roma, si tratta di gallerie sotterranee in cui furono accumulati i resti ossei dei defunti parigini nel XVIII secolo. Aprono per le dieci, ma considerando la lunghissima fila sarò fortunata se riuscirò ad entrare tra un’ora. Dopo aver fatto circa 120 gradini si effettua un percorso di un chilometro e mezzo circa, per poi uscire alla luce del sole. Ci sarebbe la possibilità di acquistare un biglietto cumulativo per accedere anche alla cripta archeologica di Notre dame, che ospita le rovine di epoca romana. Ci sto facendo un pensierino…
La mia giornata però non è cominciata con questa coda. Sono stata prima al vicino cimitero di Montparnasse, dove sono sepolti personaggi del calibro di Baudelaire, Sartre e la compagna di lui Simone de Beauvoir. Quando sono uscita di casa Parigi ancora sonnecchiava, ma ora pian piano si sta svegliando. Fortunatamente anche oggi il sole scalda l’aria, ma dove sto per andare fa un po’ freschino!

17:00 Sarei ancora in giro, se non fosse che son stata costretta a far rientro al b&b a causa del cellulare praticamente morto. Mai fidarsi dei caricabatterie da viaggio. Comprato due giorni fa, pagato 20€, ieri funzionava, oggi non si connette al telefono. Per fortuna ero appena arrivata all’ultima tappa di esplorazione della mia giornata. Ma andiamo con ordine.
La fila per le catacombe è stata oltremodo lunga: l’accesso è scaglionato. Sono rimasta in coda due ore e la visita nel complesso è durata un quarto d’ora scarso. In pratica, si percorrono dei corridoi freddi, umidi e tortuosi per arrivare a questo immenso ossario, in cui le ossa sono ordinatamente accumulate, con tanto di targa che riporta il luogo di provenienza. Si fa in fretta a percorrere il tunnel, se non si ha l’audioguida, peraltro non disponibile in italiano, anche perché l’umido e il freddo fanno in fretta a penetrare nelle ossa. Alla fine sono uscita da questo sito giusto in tempo per accomodarmi in una brasserie e mangiare qualcosa.
Dopo pranzo mi sono dedicata al cimitero monumentale di Pére Lachaise, famoso luogo di riposo di personaggi come Oscar Wilde, Moliere, La Fontaine, Jim Morrison. Val davvero la pena visitarlo, perché ci sono delle cappelle e delle statue di una bellezza mozzafiato. Il posto è tutt’altro che lugubre, sembra sospeso nel tempo. Tanta gente camminava tra le tombe con in mano la cartina, alla ricerca del personaggio famoso di proprio interesse.
Conclusa la visita mi sono recata al parco di Belleville. Devo dire che un po’ mi ha deluso… la guida lo presentava come un posto meraviglioso, ma non sono dello stesso parere. Mi ci sono trattenuta davvero poco, non mi sentivo molto a mio agio. Ora attendo che sto dannato aggeggio tecnologico si rianimi a dovere, poi un giretto e cena.

20:00 Ahi Ahi… pensavo fosse il caricabatterie e invece è il mio telefono che ha dei problemi a ricaricare. Ti pareva che non sbarellava lontano da casa… ho fatto un giro veloce nei dintorni; non avevo fame e alla fine ho preso due cose al supermercato qui vicino. Ho consumato la parca cena al tavolino della stanza e ora mi metto comoda. Domani sarà una lunga giornata.

Pensieri sparsi: frenesia pre viaggio.

Sono stati giorni impegnativi, per diversi motivi: qualche inghippo sul lavoro che mi ha dato dei problemi fisici, gli ultimi preparativi prima della settimana di ferie, la gita di ieri al Lucca comics… insomma, alla fine è arrivata domenica e quasi non me ne sono accorta.
Domani parto, vado qualche giorno a Parigi. Sarà il mio primo viaggio da sola, un regalo che ho deciso di farmi per il compleanno imminente. I 18 anni (a gamba!) vanno festeggiati a dovere!
Ho deciso che documenterò a dovere questa esperienza con un diario di viaggio approfondito. Ci tengo particolarmente, sia per la destinazione, sia perché questo racconto della esperienza sarà un po’ come avere qualcuno accanto.
Intanto mi godo questa vigilia, a merenda assaggerò questi cookies al cioccolato fatti in casa, portatimi stamattina da un amico come augurio di buon viaggio, farò un giretto per le ultime commissioni pre partenza e mi caricherò di positività, perché un po’ di strizza ce l’ho comunque.
Ma strizza buona, perché so che andrà tutto bene e mi divertirò da morire.