Pensieri sparsi: oscurato cerebralmente.

Non capisco quelle persone che prima ti dicono che ti vogliono nella loro vita perché sei una bella persona e poi spariscono, non mandano più neanche un messaggio, ma non si perdono neanche un aggiornamento di stato su Whatsapp.

Alla prima scomparsa ho atteso una settimana prima di scrivere e alla domanda se c’erano problemi mi è stato risposto “oscurato emotivamente”, testuali parole. Al che ho detto ok, non diamo fastidio, non siamo invadenti, se ha piacere di condividere, di confrontarsi, di confidarsi, lo farà. Scambio di ulteriori battute per un paio di giorni e poi svanito di nuovo, salvo per i succitati stati.

A questo punto mi sono adeguata e ho lasciato perdere la ricerca di comunicazione. Dopotutto se tu che mi volevi nella tua vita ti sei defilato, che motivo ho io di cercarti? Mi sembra palese che non ti faccia così tanto piacere sentirmi. Misteri della psiche umana.

Senza fiato.

Attirami al tuo petto,
Avvolgimi tra le tue braccia
E dolcemente stringimi.
Sussurrami con dolcezza
La tua voglia di me,
Cerca con le tue labbra
Le mie e lasciami senza fiato.
Travolgimi con la tua
Passione e amami,
Come mai nessuno prima.
Amami e non andare più via.

Pensieri sparsi: telepatia?

Ieri notte, dopo aver pubblicato il mio ultimo articolo sul blog, ho fatto una cosa che non faccio mai: ho preso i versi di un componimento che avevo pubblicato qui e li ho messi sul mio stato di Whatsapp. La seconda persona ad averli visualizzati è stata quella alla quale ancora penso ogni giorno. Mi sono addormentata e ho sognato lui. Stamattina mi ha scritto su Whatsapp. Non lo sentivo da più di un anno, gli avevo detto io che non potevo farcela, che mi faceva troppo male parlare con lui come con un amico qualsiasi. E lui aveva accettato la mia scelta, anche se a malincuore. Qualche mese fa mi ero trattenuta dallo scrivergli, essendo capitata per lavoro nella città in cui vive. E oggi eccolo qui. Non gli ho chiesto perché mi ha scritto, ci ho semplicemente fatto due chiacchiere. Sarà stata telepatia per il mio sogno? Avrà percepito che ogni sera il mio ultimo pensiero va sempre e comunque a lui? Non lo so. Ma so che parlargli mi ha riempito di gioia, anche se abbiamo scritto del più e del meno. E oggi ho sentito un po’ meno la sua mancanza. Continuano a ronzarmi in testa le parole di Venditti: “certi amori non finiscono, a volte fanno dei giri immensi e poi ritornano” Non credo tornerà, ma sicuramente non è mai finito, da parte mia. Forse si è trasformato, ma resta comunque nel mio cuore.

Epistulae: un nuovo mattone.

Alla fine ce l’ho fatta, Tenshi.
Ho resistito all’impulso di chiamarti o scriverti per dirti che ero vicina. Ho vinto il desiderio di vederti ancora una volta. Mi avrebbe fatto male, forse, o forse avrei invece avvertito il nulla dentro, lo stesso nulla che vivo ogni giorno.
In ogni caso stavolta ho deciso di non cedere al desiderio, al masochismo. Mi sono fatta forza e ho posto un nuovo mattone sulla fila che man mano si completa, per erigere il muro tra me e il passato, tra me e te. Devo dimenticarti, lo so che è difficile, che il tuo ricordo spunta sempre quando meno me lo aspetto. Ma devo andare avanti, perché tanto tu non ci sarai più per me, non come io avrei voluto.
Ho amato veramente una sola volta nella vita, ho amato te. E sempre ti amerò, ma comunque devo andare avanti. Non sarai mai più il mio Tenshi (non volevi che ti chiamassi così le ultime volte che ci sentimmo, ma a me non importa), sarai un ricordo oltre il muro.
Vorrei solo che da questo lato del muro ci fosse qualcosa di bello, che mi rendesse facile andare avanti e felice ancora una volta.

Epistulae: Tenshi

Stanotte ti ho sognato.
Non succedeva da tempo, come da un po’ non ti pensavo, almeno non nell’ottica di quanto mi manchi.
Ti ho sognato, dicevo. Mi dicevi che volevi provarci ancora, che quello che era stato in passato non contava, che volevi stare con me. Mi hai baciato, con la stessa passione con cui mi baciavi allora. Ed io mi sentivo così felice, sentivo che la seconda chance che avevo sempre desiderato per noi non era più un’utopia. Ero al settimo cielo, finalmente c’era di nuovo un noi, un futuro, la gioia di creare ciò che non ci era riuscito in passato.
Il mio Angelo era tornato, per rimanere.
Mi sono svegliata…
La tristezza mi ha avvolto con il suo gelido abbraccio.
Lo so che non ci sarà un secondo noi, che non ci sentiremo più, non ci vedremo più. Quando ho potuto parlarti di nuovo, dopo anni, ho capito che non potevo farti tornare nella mia vita. Ho deciso di lasciarti andare perché avrei sofferto troppo se avessi continuato a sentirti. Avevo false speranze e non volevo vivere nel passato sperando in un futuro impossibile per noi.
E sognarti stanotte mi ha acuito quel senso di solitudine che provo senza di te.
Guardo avanti, ma ogni tanto mi volto indietro, anche se non voglio.
In momenti come questi mi dispiace ancora di più non avere trovato una persona che mi facesse dimenticare te.
Non leggerai mai, lo so.
Mi illudo che un giorno potresti, per caso, trovarmi qui, leggere di te e desiderare un noi. Perché tu conosci questo mio nome, conosci questo tuo…
Ma non succederà.

Vago.

Vago,
Senza meta
Vago,
Come un ricordo
Sbiadito,
Che lento svanisce
Tra vacui colori
Di un tempo passato.
E quando il tempo
Sembra aver vinto
E tu quasi svanito,
Ecco, ti sogno.
Sogno i tuoi baci,
Le carezze,
Le tue mani.
Sogno la tua voce,
Il viso,
Il naso.
E vivido ritorni
Cone se ieri fosse
Appena trascorso.
Così vago,
Ti cerco
Invano.

Pensieri sparsi: Ricordi.

Ho guardato un ricordo.
Si chiamano ricordi perché l’unica cosa che si puo fare è rievocarli con la mente.
Non si puo viverli di nuovo, se non col pensiero.
E a volte col leggero aumento del battito del cuore.
Alla fine sono solo parole. Niente di più.
Eteree e fugaci come un battito di ciglia.
Anche l’effetto che producono, se ne producono qualcuno, è momentaneo.
A volte neanche comprensibile.
Quello che resta, l’unica cosa concreta, sono i gesti.
Che diventano ricordi.

Indelebile.

Marchiato a fuoco nel cuore il tuo nome,
Indelebile.
Come il dolore che mi hai causato,
La tristezza che mi hai inflitto,
La solitudine in cui mi hai abbandonato.
Memento di un passato ormai lontano,
Monito per un futuro da non iterare.