Pensieri sparsi: bella Pasqua.

Da venerdì sera mi trascino per casa, con addosso un mal di testa di quelli che vorresti darti un colpo ben assestato per perdere i sensi e riposare. Questo pomeriggio sono crollata a letto e ho dormito per due ore, stanchissima. Mi sento così stremata che il pensiero del martedì che si avvicina mi fa venire la nausea.

Tra due settimane riparto; ieri ho fatto i biglietti dell’aereo, l’appartamento l’ho già prenotato martedì scorso. Non sono entusiasta di ripartire, ma cerco di essere positiva… ma a chi la racconto: continuo a pensare a Occhi Verdi, ogni tanto accedo al suo profilo fb dal mio profilo farlocco che uso per gestire la pagina del lavoro. Accedo e guardo le sue foto, è più forte di me. Nel mio profondo fantastico su di lui, faccio dei film mentali che Ally McBeal spostati proprio, mi illudo che quando lo rivedrò a maggio mi chieda il numero di telefono. Ma poi, guardandomi allo specchio mi vedo sempre più brutta, mi dico figurati se ti ha notato al di là del tuo profilo professionale… fantastico perché fantasticare è l’unica cosa che posso fare, senza delusioni e senza prese in giro.

Insomma, proprio una bella Pasqua.

Soccombo.

Passi pesanti,
Mi trascino,
Ecco il letto.
Esausta,
Scivolo su di esso,
Alla ricerca
Del desiderato
Riposo.
Oppressa
Dal fardello
Non mi muovo,
Non respiro.
Ricerco la mia
Aria,
Ma è svanita,
O è finita.
Ed ecco,
Soccombo.

Pensieri sparsi: stordita.

Oggi è una giornata di quelle da archiviare immediatamente. Mi sveglio dopo un sogno inquietante, uno di quelli che ripropongono le mie paure, e mi sento stordita, al punto da avere serie difficoltà ad alzarmi dal letto. Forse questa sensazione è dovuta al raffreddore che mi tiene nella morsa da venerdì, o forse la causa è il mio solito problema di salute, o ancora una combinazione di entrambi i fattori.
Quale che ne sia stata la causa, comunque, mi sono trascinata al lavoro e ho resistito sino alle 5, annullando un paio di appuntamenti troppo impegnativi e stringendo i denti, mentre sentivo lo stordimento che mi faceva vorticare come un fuscello preda della corrente del fiume in piena.
Quando sono arrivata a casa ero così debole che ho dovuto stendermi. Pensavo di avere la febbre, ma il termometro ha riso mebtre mi restituiva un laconico 36.0°C.
Ho dormito due ore e al risveglio un po’ stavo meglio. Ora guardo trepidante in avanti, alla ricerca del venerdì…

Pensieri sparsi: medicine spirituali.

Martedì sono andata dal medico.
Responso della visita: sei una pentola a pressione pronta a scoppiare, devi riposare, devi prenderti una vacanza.
Ho risposto che ok, ci stavo pensando, per maggio.
Anche no, ha detto il medico. Meglio cominciare subito con qualche weekend.
Insomma, sono allo stremo, sull’orlo di un esaurimento.
Perciò ho deciso che sì. era il caso di cominciare a pensare a me stessa. E ho iniziato andando dalla parrucchiera mercoledì, non lo facevo da un anno… taglio e tinta. Io che i capelli non li tingo quasi mai ho scelto un bel rosso fiammante. Ci voleva proprio.
Oggi massaggio rilassante che mi era stato regalato per il mio compleanno e che ancora non avevo avuto il tempo di fare. Settimana prossima estetista…
e poi parto. Vado da lui, ma non di mia iniziativa. Quando ha visto in che condizioni versavo mi ha detto chiaramente vieni da me, non voglio che stai da sola.
Ero molto combattuta, ma alla fine ho accettato. Sarà l’occasione per capire cosa provo davvero per lui e cosa lui prova davvero per me.
male che vada passerò un bel weekend in compagnia di una splendida persona, ma se andasse bene… non oso pensarci, ho paura che tutto si rovini.

Pensieri sparsi: cuore ballerino

Da sabato convivo con la tachicardia e l’ansia; ho avuto un attacco importante domenica, al punto da dovermi prendere il lexotan, che non toccavo da quasi un anno. Sino arrivata a 143 battiti a riposo e ora sono stremata.
Il mio cuore è ballerino, lo stress non lo regge. Tra il lavoro, la stanchezza, il pensiero per qualcuno che pian piano si sta evolvendo in sentimento, il mio fisico non ce la fa.
Ho bisogno di riposo, di staccare, ho bisogno di non pensare, di lasciarmi andare.

Pensieri sparsi: domeniche invernali.

Stamattina sono andata a fare colazione con una coppia di amici e la loro bambina. Poi, siccome era una splendida giornata con temperature tutt’altro che invernali, abbiamo fatto un salto al parco della mia città. Ci siamo fermati a chiacchierare davanti ad un laghetto e abbiamo assistito ad una scena molto carina. Ho fatto la foto perché volevo immortalarla.

tartarughe

Tartarughine che prendono il sole. Tenerissime!
Mi hanno strappato un sorriso, in questi giorni di stress e malessere. Ho avuto dei giorni alquanto brutti questa settimana, il mio fisico un po’ ne ha risentito. Purtroppo devo mettermi in testa che se non sto tranquilla e serena, il mio corpo ne risente e finisco per stare male anche fisicamente.
Vorrei più domeniche come questa e meno settimane come quella appena trascorsa.

Pensieri sparsi: 2018 di cacca.

Immancabilmente io mi devo ammalare quando meno devo. Successe per il Natale del 2016 ed è successo anche stanotte.
Non vomitavo da anni. Esperienza che sinceramente avrei evitato di ripetere. Aggiungiamo la nausea dalle 4 di stamattina, la dissenteria, i crampi allo stomaco e dulcis in fundo la febbre stasera ed ecco, posso dire di aver iniziato il 2018 veramente in un modo di cacca.
Se il buongiorno si vede dal mattino, non oso pensare come sarà a fine giornata…

Confessioni: incollata alla routine.

Vorrei tanto chiudere gli occhi ed al mio riaprirli ritrovarmi in un altro luogo, in un altro tempo, in un’altra vita.
Mi piacerebbe tanto trovarmi in uno di quei film natalizi, in cui succede come per magia che la protagonista, sfigata sotto ogni punto di vista, dopo un desiderio espresso sotto l’albero e una dormita colossale, si risveglia in un posto nuovo e vive strane avventure, contornata da personaggi particolari e divertenti, e alla fine incontra colui che le donerà di nuovo il sorriso. Salvo poi risvegliarsi e ritrovarsi nello stesso squallido letto su cui si era addormentata. Ma, c’è un ma, ecco che alla porta bussa lui e vissero tutti felici e contenti.
Nel mio caso la storia si ferma all’addormentarsi nel proprio squallido letto. Al massimo sogno, ma poi il risveglio è sempre lo stesso. La routine è sempre la stessa. Sento forte il bisogno di staccare, di cambiare aria per qualche giorno, per distrarmi, ma non mi posso muovere. Sto arrancando a fatica… se solo potessi staccare…

Pensieri sparsi: Salute precaria.

Oggi sono andata dal medico specialista che mi segue da sei anni, cioè da quando sono diventata membro non volontario e permanente del club dei possessori di malattia autoimmune.
Il medico, che ormai mi conosce come le sue tasche e non mi vedeva da quando mi trasferii in altra regione per lavoro, ha prima guardato gli esami clinici, poi mi ha intervistato ed infine visitato accuratamente.
Mi ha guardato negli occhi e mi ha detto:”Se dovessi dar retta ai tuoi esami dovrei dirti che va bene, ma ascoltando tutto il resto devo dirti che no, non va bene”.
Lo immaginavo. Lo stress di questi mesi non mi ha fatto bene e ora tutto il mio corpo ne sta risentendo. Anche parti che in teoria nulla avrebbero a che fare col mio problema hanno il loro daffare.
E niente, si aumenta il dosaggio del farmaco che prendo ogni santo giorno sinché morte non ci separi e si aspetta qualche giorno per vedere gli effetti.
In tutto questo ho la fortuna di essere seguita da un medico disponibile come pochi,che vuole che lo chiami ad ogni minimo problema perché mi vuole monitorare. Fossero tutti così…
Beh dai, ora riposiamo e pensiamo a riprenderci, che l’estate è lunga.

Pensieri sparsi: Fine e inizio.

Faccio le valige. Sbaracco casa. Alla fine ho deciso che il 31 maggio sarà il mio ultimo giorno di lavoro in questo posto, perciò ho iniziato a fare pacchi da spedire a casa mia. Nella mia macchina non ci starebbe tutto, perciò devo portarmi avanti e spedire anticipatamente quello che posso. Domani darò la comunicazione ufficiale. Dovrò anche avvisare il padrone di casa, preparare i moduli per disdire il contratto della luce e dell’acqua, insomma, far fronte a quelle noiose incombenze tipiche di un trasloco.
Non ho tanta roba, ma quando tra te e la tua casa c’è il mare di mezzo anche il poco acquista un certo peso.
Qualcosa sembra muoversi, nel panorama del lavoro. Ho avuto un contatto per un lavoretto da fare a domicilio (la mia professione mi consente di poter lavorare anche a casa del cliente), con cui posso cominciare una volta a casa, e un collega mi vuole vedere perché probabilmente ha bisogno di collaboratori. Dei tanti curricula che ho inviato non ho avuto nessuna risposta, ma non potevo attendere oltre.
Oltre ai problemi di natura economica, si stanno sommando problemi di natura fisica. Mi sto ammalando a causa dello stress e questo non va bene. Temo che se resto troppo in questo posto finirò per stare male sul serio, perciò ho anticipato i tempi del ritorno. La cosa mi solleva alquanto, devo dire. Finalmente ho un senso di leggerezza nel petto, che sino a qualche giorno fa era pesante come se sopra vi fosse un macigno del peso del mondo intero.
Sono un po’ nervosa, perché domani darò questa notizia al lavoro. La settimana scorsa, sbollita l’incazzatura, mi hanno fatto un’offerta, secondo loro buona. Non per me. Un palliativo. Non sono una persona disonesta, se lo fossi avrei accettato e poi alla prima occasione li avrei mollati. Ma non è nella mia indole.
Perciò domani li ringrazierò, educatamente, e dirò loro che il 31 maggio sarà il mio ultimo giorno di collaborazione.
Mi prenderò qualche giorno per sistemare le ultime cose e poi solcherò quel mare che mi riporterà alla mia terra.
A casa.