Pensieri sparsi: gocce di pioggia.

Piove da ieri sera qui. Gocce leggere, serene, continue, che impregnano tutto e appesantiscono la terra. L’umidità ti entra dentro sino alle ossa e l’unica cosa che puoi fare è stringerti nella felpa. Sento le gocce colpire le tegole con un dolce ritmo, mentre sono qui nel letto in attesa di dormire. Domani inizia una nuova settimana, il nuovo lavoro con le sue aspettative mi terranno impegnata e questo silenzio, questo vuoto attorno a me, dentro di me, sarà messo in un angolo dove non mi possa disturbare, almeno sino a venerdì sera. E questo tempo grigio non aiuta il mio umore.

Pensieri sparsi: bella Pasqua.

Da venerdì sera mi trascino per casa, con addosso un mal di testa di quelli che vorresti darti un colpo ben assestato per perdere i sensi e riposare. Questo pomeriggio sono crollata a letto e ho dormito per due ore, stanchissima. Mi sento così stremata che il pensiero del martedì che si avvicina mi fa venire la nausea.

Tra due settimane riparto; ieri ho fatto i biglietti dell’aereo, l’appartamento l’ho già prenotato martedì scorso. Non sono entusiasta di ripartire, ma cerco di essere positiva… ma a chi la racconto: continuo a pensare a Occhi Verdi, ogni tanto accedo al suo profilo fb dal mio profilo farlocco che uso per gestire la pagina del lavoro. Accedo e guardo le sue foto, è più forte di me. Nel mio profondo fantastico su di lui, faccio dei film mentali che Ally McBeal spostati proprio, mi illudo che quando lo rivedrò a maggio mi chieda il numero di telefono. Ma poi, guardandomi allo specchio mi vedo sempre più brutta, mi dico figurati se ti ha notato al di là del tuo profilo professionale… fantastico perché fantasticare è l’unica cosa che posso fare, senza delusioni e senza prese in giro.

Insomma, proprio una bella Pasqua.

Pensieri sparsi: trascinarsi arrancando.

In questi ultimi giorni mi sento svuotata. La mattina apro gli occhi a fatica e l’ultima cosa che vorrei è alzarmi. Sento che più che affrontare le giornate mi trascino arrancando, anche se esternamente riesco a mantenere una parvenza di apparenza. La mia piccola Penny mi concede gli unici momenti di sorriso di questo periodo altrimenti grigio. Se non avessi lei mi sentirei completamente sola.

E poi la notte continuo a sognare qualcuno che neanche sa che esisto, ma poi mi chiedo perché mai lo sogno, se da sveglia neanche io lo cerco.

È un periodo che vedo tutto buio, nero, un tunnel senza fine, da cui non si intravede alcun fondo di luce.

E sospiro, guardo il telefono senza messaggi di chicchessia, poi prendo un libro e con Penny che dorme accanto a me leggo, sprofondando nella storia di qualcuno che non esiste, ma di sicuro più vitale della mia.

Pensieri sparsi: prendere a pugni la stanchezza.

Sono riuscita ad organizzarmi con il lavoro e la palestra e così oggi ho fatto finalmente una lezione di krav maga. Non mi sentivo così bene da un mese… ho scaricato un po’ di tensione e sono contenta di esserci riuscita. In questi ultimi giorni ho iniziato a sentirmi stanca dentro, quella stanchezza che detesto e che mi toglie ma forza di fare amche le cose più semplici; ma stasera, quando ho rimesso i guanti e ho ripreso a dare pugni al sacco, ecco che la stanchezza cattiva è scivolata via, lasciando spazio a quella buona. Ora voglio chiudere gli occhi e provare a sognare il meglio per me.

Anche se so che resterà solo nei sogni.

Pensieri sparsi: fiacca.

Oggi non è stata una giornata impegnativa. L’unica occupazione degna di nota è stata accompagnare la mia migliore amica a fare delle compere per la laurea del fratello. Eppure mi sento stremata. Come se un macigno mi fosse caduto sopra ed io non riuscissi a levarmelo di dosso. Sono quasi giunta al punto di spegnere la luce e mentre scrivo neanche sono le dieci e mezza. Domani potrei riposare… e invece no. Ho un corso nella mia città e zero voglia di prendervi parte.

Forse il mancato riposo dello scorso weekend sta iniziando a farsi sentire. In ogni caso la fiacchezza mi sta avvolgendo col suo bozzolo ed io mi sto lasciando dolcemente cullare da essa, unica compagna di questa mia serata.

Pensieri sparsi: finalmente a letto.

Gli altri il weekend si riposano, io vado oltremare a fare corsi per migliorare il mio lavoro. Finalmente, sebbene sfinita, sono nel mio letto. Di positivo, oltre all’esperienza in sé, il fatto che nessun autista psicopatico mi ha molestato stavolta. Di negativo, la nausea e il mal di pancia, uniti al terrore che la mia colite decidesse di risvegliarsi sull’aereo.

Fortuna che sono sopravvissuta. Fortuna che domani inizio a lavorare tardi.

Pensieri sparsi: piedi gelidi.

Sono a letto, a rigirarmi, mentre fuori è un tripudio di tuoni e lampi e il concerto della pioggia battente sul tetto si è placato, ma non so per quanto.

Sono a letto, che fatico a prendere sonno, come da un paio di notti. Non so perché, io ho sonno, ma non mi assopisco.

Senti i piedi gelidi e penso che sarebbe bello poterli avvicinare furtivamente alle gambe di un lui e dire “me li scaldi?”. Sarebbe bello ascoltare in due il suono della pioggia, il cupo rombo dei tuoni, mentre il sonno giunge, sfiorando la sua mano.

I miei piedi resteranno gelidi.

Pensieri sparsi: breve storia triste.

Mi scoppia la testa. Da questo pomeriggio l’emicrania non mi dà tregua, ora che il lavoro sta prendendo una buona piega io mi riduco a cadavere sul letto.

Che palle…

Almeno avessi qualcuno che mi massaggiasse i piedi o mi facesse delle coccole meritate, me tapina. Ed emicranica.

E niente cena con l’uomo affascinante. Fine della breve storia triste.

Soccombo.

Passi pesanti,
Mi trascino,
Ecco il letto.
Esausta,
Scivolo su di esso,
Alla ricerca
Del desiderato
Riposo.
Oppressa
Dal fardello
Non mi muovo,
Non respiro.
Ricerco la mia
Aria,
Ma è svanita,
O è finita.
Ed ecco,
Soccombo.