Pensieri sparsi: prima che il sonno vinca.

Capita, a volte, quel momento poco prima di addormentarmi, di avere pensieri profondi, di intenso significato, espressione di un sentire sincero. Quando li faccio, vorrei prendere carta e penna e appuntarli, perché so che al mattino dopo andranno inesorabilmente persi. Ma non ci riesco, perché il sonno mi ha già vinto. Così quei pensieri, che siano in prosa o in versi, si inabissano, inghiottiti dall’oblio del sonno, che tutto avvinghia e fa tacere. Grande potere quello del sonno, sia che esso avvolga il nostro corpo con coltri fatate, sia che invece sparisca proprio quando lo si cerca con grande affanno, spossati. In entrambi i casi vince.

Soccombo.

Passi pesanti,
Mi trascino,
Ecco il letto.
Esausta,
Scivolo su di esso,
Alla ricerca
Del desiderato
Riposo.
Oppressa
Dal fardello
Non mi muovo,
Non respiro.
Ricerco la mia
Aria,
Ma è svanita,
O è finita.
Ed ecco,
Soccombo.

Pensieri sparsi: stanca e contenta.

Sono passati quasi 3 mesi da quando sono tornata a casa. Il tempo è volato, grazie anche al lavoro che mi tiene sempre più impegnata. Le cose stanno procedendo bene e sembrano in crescita; non posso che essere soddisfatta e aprirmi a spiragli di ottimismo, almeno per la vita lavorativa.
Quella privata, al solito, è non pervenuta, ma sinceramente ora come ora va bene così.
Un paio di settimane fa ho avuto una buona notizia, sempre sul fronte lavorativo: grazie al mio titolare/socio (direi quasi più la seconda perché lui per primo dice che siamo in società e anche questo mi fa piacere e mi motiva ulteriormente) ho potuto riprendere contatto con una mia passione sportiva di vecchia data, anche se non più da atleta ma dalla parte dello staff. Non dirò altro, preferisco lasciare tutto im generale come ho senpre fatto per certe parti della mia vita. Ma questa faccenda mi ha fatto letteralmente toccare il cielo con un dito.
Mi sto impegnando tanto, sto dando tanto e tanto sto ricevendo, perciò anche se torno a casa ogni sera che è già buio, anche se subito dopo cena mi ritrovo nel mio letto stile balena spiaggiata, anche se mi barcameno tra parte pratica e piccola contabilità del mio lavoro, posso serenamente dire di essere sì stanca, ma contenta.

Pensieri sparsi: Mare, profumo di mare…

Domani pomeriggio mare. Non inzuppo i miei piedini nell’acqua salata dei lidi di casa dal 30 luglio dell’anno scorso. Non vedo l’ora di sentire il fresco della battigia sulla pelle e di immergermi in acque cristalline per puruficare corpo e spirito.
Se potessi cancellare ogni cupo pensiero, ogni macigno che grava sul mio cuore, soltanto con il contatto col mio mare, la catarsi sarebbe completa ed al mio uscire dall’acqua mi sentirei senz’altro più leggera.
Cerco ancora, invano devo ammettere, quella miracolosa sostanza che tutto sana e tutto risolve. Mission impossible, sacro graal del cuore infranto.
Mi consolerò in qualche modo, piedi nella sabbia e occhi verso la cristallina distesa che ho la fortuna di avere a pochi passi da casa.

Temporale.

Ascolto.
Il battere incessante
della pioggia sul tetto,
Il rombo del tuono
che scuote quest’aria,
Il vento che soffia
Furioso tra gli alberi.
Lo vedo.
Il bagliore del lampo
Che lacera la notte,
Il buio trafitto
Dal bianco pugnale,
Il vuoto creato
Dalla luce improvvisa.
Mi stringo.
Avvolgo le coltri
Al corpo che trema,
Respiro pian piano
Tra battiti accesi,
Immagino abbracci
Per tornare alla calma.
E la calma arriva,
Su ali bagnate,
Tra vetri vibranti,
Attraverso strali di luce.
Sognando te.