Pensieri sparsi: Gocce di pioggia.

La pioggia chiacchiera sulle tegole, gorgoglia sulla mia testa. La sento borbottare mentre tocca il tetto, scivolando giù per la grondaia, sino a spargersi per il giardino. Non capisco cosa dice, eppure mi piacerebbe conoscere la sua lingua. Ride ora, o forse piange, o è adirata per una giornata storta? Impossibile saperlo.

Ma qualunque cosa voglia dire, questo suo bussare serenamente qui e lì mi trasmette pace, serenità.

Pensieri sparsi: Uno sguardo oltre.

Cosa significa sentirsi realizzati? Penso che questa sensazione vari sia tra persone diverse, ma anche per la stessa persona, in momenti diversi della vita. Lo scrivo ripensando a quello che è stata la mia vita sinora. Ho raggiunto obiettivi diversi in momenti diversi e ciascuno di essi mi ha fatto sentire realizzata. Ma se devo pensare ad una realizzazione globale, devo dire che non l’ho raggiunta e mi chiedo se a questo mondo ci sia qualcuno pienamente realizzato.

Personalmente mi manca qualcosa per raggiungerla e non so se riuscirò mai ad averla. Non è un qualcosa che si ottiene comprandolo o applicandosi duramente (come con lo studio), credo che per arrivarci sia necessaria una buona dose di fortuna: sì, perché incontrare la persona giusta, quella con cui decidere di passare la vita, con cui magari avere dei figli, alla fine dipende dalla fortuna.

La mia credo si sia esaurita ormai. A volte penso a cosa sarà di me tra venti o trent’anni, quando mi ritroverò da sola, senza più i miei genitori, a trascorrere le giornate in silenzio. Alla fine è così che mi vedo. Se avessi avuto la fortuna di trovare la persona giusta la avrei vista al mio fianco in quegli anni futuri e il trascorrere del tempo sarebbe stato meno pesante, meno doloroso.

Sono riflessioni che ogni tanto faccio, anche e cerco di vivere giorno per giorno non posso fare a meno di volgere lo sguardo oltre, di tanto in tanto. E sento tanta paura al pensiero di morire vecchia e sola.

Pensieri sparsi: Mali di coppia (altrui, per fortuna mia).

Già una volta ho parlato del ragazzo della mia migliore amica forse un paio di anni fa. Ho già espresso il mio parere su di lui nell’articolo Asineria Maschile e penso che il titolo dica tutto.

Ieri notte ho sentito via Whatsapp la mia amica e mi ha lasciato alquanto sconcertata apprendere dell’ennesimo comportamento di merda, diciamolo pure di questa persona. Stai da più di dieci anni con una persona e non la consideri come una di famiglia? Non ho parole. La mia amica, che già stava vivendo un periodo di riflessione nei confronti di questa persona, al sentire tale cosa ha avuto ulteriori dubbi. Dice che si sente distante, che sta pensando che forse si danno troppo per scontati etc. Le ho detto che a mio parere i suoi dubbi derivano dal fatto che uno di 46 anni non può, dopo dieci anni e passa di relazione, continuare a farsi vedere solo il sabato sera, senza pensare a costruire qualcosa per il futuro. Mi ha detto:”può essere”.

Oggi so che si sono visti (dopo che lei gli ha detto che dovevano parlare, dato che lui, non considerandola di famiglia, non riteneva opportuno cenire a trovarla dopo due mesi che non si vedevano), ma non so come la situazione si sia conclusa.

Ci sono dei momenti in cui sento davvero la pesantezza della mia solitudine, ma ce ne sono degli altri, come ora, in cui ringrazio di non essere impelagata in situazioni di coppia come questa. Almeno dormo bene la notte e non mangio fiele per la mancanza di rispetto, di amore, di tutto da parte di qualcuno che non mi merita.

Pensieri sparsi: Miscellanea giornaliera.

Oggi parlavo con mio cugino di vacanze e pensavo che, non potendo purtroppo fare ancora il viaggio in Giappone per cui sto risparmiando e che sto sognando da un po’, mi accontenterei anche solo di un weekend alle terme, ma chissà quando sarà possibile farlo, come anche tante altre cose.

Nel caso la palestra dove vado riapra, ho comunque deciso di non tornarci, almeno per ora. Considerato che il caldo sta arrivando e che con la app della Nike mi sto trovando molto bene (a proposito, ve la consiglio, nel caso cercaste una buona app per allenarvi a casa), ho deciso che proseguirò in questo modo per tutta l’estate e a settembre vedrò com’è la situazione. Tra l’altro ho notato che le sessioni di yoga mi stanno aiutando parecchio a livello articolare, perciò se sarà possibile a settembre vorrei iniziare a farlo seriamente.

Ultimamente sto pensando molto a come utilizzare il mio tempo libero e tra le altre cose ho deciso di dedicarne una parte a provare a far crescere degli ortaggi nel giardino dei miei. Sento il bisogno di fare qualcosa di utile e gratificante, forse perché questa situazione mi ha aiutato a capire il valore delle cose più semplici.

Penso di dover imparare a vivere pensando al presente, invece che al futuro, passo dopo passo, senza fare voli pindarici. Rischio di perdermi delle cose davvero importanti.

Pensieri sparsi: Mio Cug(g)ino…

Sto aiutando mio cugino a realizzare un suo progetto: l’anno scorso ha comprato un b&b nella mia città e mi ha chiesto di dargli una mano col progetto. Ho accettato volentieri, da quando ho cambiato lavoro ho parecchio tempo libero e potergli essere utile mi fa piacere. In questi mesi ha sistemato la casa e ha dato forma alla sua idea di b&b. Tutto procedeva per il meglio, ma questa emergenza sanitaria ha letteralmente bloccato il progetto quando era quasi in dirittura di arrivo. Fortunatamente mio cugino è una persona molto zen, che riesce a trovare il lato positivo anche in una situazione come questa. Al suo posto io avrei già dato di matto non so quante volte.

Siamo davvero due opposti noi, ma credo sia proprio per questo che andiamo molto d’accordo. E ultimamente ho cercato di seguire il suo esempio di essere più zen. Ho iniziato a meditare e a fare yoga e devo dire che la cosa mi aiuta, a parte quando dormo e faccio sogni strani e poi mi ritrovo a sclerare per tre giorni (vedi articoli precedenti).

A tal proposito l’altra sera gli raccontavo la cosa e lui mi dice:”Cugina, metti da parte lo sclero. Ci penso io, dammi un paio di giorni e ti procuro il numero di telefono della persona, così puoi contattarla”.

Pensavo scherzasse, invece oggi mi dice che il numero dovrebbe arrivare presto, ha messo in moto le sue infinite conoscenze per me. È una persona davvero straordinaria, a prescindere da questo gesto; mi piacerebbe essere come lui, meno orso, più ottimista, più aperta al mondo. Non so perché non ci riesco, ma sono umana e in quanto tale fallibile. Mi consola però sapere che su lui posso contare e questo è un grande salvagente per me.

Pensieri sparsi: grigio come il piombo delle nubi.

Non so… sarà la pioggia che cade ininterrotta da tre giorni, sarà questo cielo grigio che invita a tutti fuorché al buonumore, sarà il fatto che sono a casa per la quarta settimana di fila, sarà che tutta questo insieme di cose mette in moto tutta una serie di pensieri; fatto sta che sento l’insoddisfazione prendermi il collo e stringerlo così forte da lasciarmi senza fiato. Forse sono nata nel posto sbagliato, nello stato sbagliato, nel continente sbagliato. Mi sento ptigioniera, e non per via della quarantena.

Non lo so… cerco di fare del mio meglio e comunque sono sempre nella stessa situazione.

In questi giorni mi sto drogando di programmi tv su gente che compra casa. Certo negli U.S.A. è facile comprare e ristrutturare, fanno in fretta con i lavori (le case sono tutte legno e cartongesso, non come qui). Io li guardo e li invidio. Li invidio per la casa, li invidio perché stanno lì, li invidio perché hanno opportunità che io non ho.

Certo, ho un lavoro che mi piace (ma che ora non posso fare, e il lavoro è per me una valvola di sfogo, non mi fa pensare a me, a ciò che mi manca, per un bel numero di ore della mia giornata), ma che altro ho?

Una famiglia? No.

Una vita piena? No.

Non tocco la batteria da più di un mese, mi prende la tristezza solo a pensarci. Il malumore e l’apatia anno preso il sopravvento ed io non vedo la luce in fondo al mio tunnel.

Eppure mi piacerebbe che in fondo al tunnel ci fosse qualcuno o qualcosa che mi facesse dire, ecco, ho voglia di arrivarci. Ma non vedo nulla, il mio motore è a secco e riesco solo a sedermi qui, sul ciglio della mia strada, a sospirare in silenzio, guardando il grigio come piombo delle nubi, che continuano a scaricare pioggia come se non ci fosse un domani.

Pensieri sparsi: come da titolo rubrica.

Alla fine le ferie forzate sono arrivate. Sono a casa da una settimana ormai, ma riesco a sopportare bene la situazione grazie al libro sulla mindfulzen (di cui ho pubblicato la recensione tre giorni fa), che mi ha insegnato a non prendermela per cose per cui non ne valga la pena, agli esercizi che faccio tutti i giorni tempo permettendo (devo farli in veranda perché la casa dei miei è piccola e lo spazio della mia stanza è quasi del tutto occupato dalla mia batteria) e, last but not least, a mia mamma che prepara con o senza il mio aiuto dolci in quantità (quando non lo fa mi rifornisce di zuccheri comprando cioccolato con le nocciole intere o barattoli di crema alla nocciola). Insomma, ho la situazione sotto controllo… o almeno credo (ma non ditelo alla mia bilancia e al mio nutrizionista!).

Cerco di capire quando potrò fare il mio viaggio in Giappone: avevo programmato primavera 2021, ma dubito che sarà fattibile. Forse l’autunno? Vedremo, attenderò con pazienza e consapevolezza interiore.

Ieri notte, poco prima di addormentarmi, ho avuto un bellissimo pensiero, uno di quelli ispirati che dovresti metter subito per iscritto se non vuoi dimenticarlo. Mi succede spesso di averne poco prima di abbandonarmi al sonno. E come tutte le volte non l’ho scritto, così l’ho dimenticato. E per giunta, nonostante morissi di sonno, ho passato un’oretta a rigirarmi nel letto perché non riuscivo ad addormentarmi. Ogni tanto mi succede.

Pensieri sparsi. Appunto.