Pensieri sparsi: Ritorno.

Stasera mi ha chiamato la mia responsabile per dirmi che da domani posso tornare al lavoro. È stata una gioia, dopo quasi due mesi di stop finalmente la mia vita normale riprenderà. Ora non mi resta che impegnarmi come sempre per riabituarmi al ritmo quotidiano, ma vorrei anche mantenere alcune delle cose che in questo periodo ho inserito nella mia vita casalinga, penso che mi farebbero bene.

Pensieri sparsi: Vivo nell’attesa.

In questi giorni vivo nell’attesa di diverse cose: innanzitutto, cosa per me prioritaria, vivo nell’attesa di riprendere a lavorare. Oggi il mio direttore ha convocato tutto lo staff per una riunione e ci ha detto che l’azienda sta facendo il possibile per farci tornare tutti il prima possibile, spera entro una o due settimane. Lo spero anche io, perché il lavoro riempie le mie giornate, ma soprattutto la mia vita: mi fa sentire utile e cerco di farlo con la massima passione, mi manca davvero tanto.

Vivo poi nell’attesa di quel numero di telefono, anche se a dire il vero non ci penso più di tanto, mi son detta vada come vada va bene. Ieri sono andata a trovare mio cugino e mi diceva che ha sentito il sui contatto ieri e gli ha detto che in un paio di giorni dovrebbe procurarlo. Non mi sono soffermata a chiedere oltre, non voglio pensarci troppo e poi magari finire delusa se alla fine non arriva.

Infine vivo nell’attesa che mi arrivino delle cose che ho ordinato online. Ho convinto i miei a prendere il materiale per seminare degli ortaggi da far crescere nei vasi in giardino, perché voglio dedicarmi a delle cose nuove. Chi lo sa, magari divento una contadina (in) provetta!

Pensieri sparsi: di meduse, canzoni e canidi.

Non scrivo qui da un po’ di tempo, in parte perché ho avuto parecchio da fare, in parte perché non sapevo da dove cominciare: tra il nuovo lavoro che ha assorbito la maggior parte della mia attenzione, il saggio di musica che si avvicinava e Penny, che ha dovuto subire un intervento chirurgico urgente, le ore si sono riempite di eventi e di impegni, non lasciando spazio a nient’altro.

Ma ora il saggio è andato, anche se non come avrei voluto (purtroppo non ho potuto suonare il mio pezzo perché la band non aveva il cantante, ne ho suonato un altro che non era di un genere a me congeniale, ma l’ho fatto per aiutare altri allievi e sempre per lo stesso motivimo mi sono ritrovata sul palco anche a cantare, cosa mai fatta prima), Penny si è ripresa e il lavoro sta procedendo, per cui posso tirare un sospiro di sollievo, rilassarmi e dedicarmi finalmente all’estate.

Sempre che non mi ustioni un’altra medusa.

Confessioni: tasche vuote.

È inutile, in qualunque posto io finisca continuo a sentirmi fuori posto. Saranno sciocchezze, ma a me danno da pensare. Cose del tipo che quando la mattina si arriva al lavoro e tutti i colleghi prendono il caffè, io mi sento una intrusa perché caffè non ne bevo; idem dopo pranzo. Fanno il giro, offrono a turno ed io mi sento una cogliona, quella che non prende mai niente e che non offre. Non prendo nulla perché caffè non ne bevo e non ho voglia di prendere altre cose, non offro perché in questo periodo non ho soldi e per me spendere anche solo 10 euro al bar per offrire da bere agli altri è una grande spesa, dato che quei soldi li uso per comprarmi da mangiare, in attesa del primo stipendio.

Stasera l’ennesima cosa che mi ha fatto sprofondare: qualcuno ha buttato lì l’idea di pranzare al bar domani e diverse persone hanno approvato entusiaste. Io ho detto che ho già preparato il mio pranzo, di spendere ulteriori soldi non mi va proprio. Se non avessi dovuto anticipare di tasca 1500 euro e oltre per l’affiancamento, in attesa del rimborso, e se non avessi dovuto spendere altri 500 euro per ripagare il danno che ho fatto con la macchina, sarei più propensa a spendere soldi così, ma sul conto ho solo 40 euro e i soldi da parte li ho accumulati faticosamente per pagare le tasse della partita iva di quest’anno.

Sto cercando di mantenermi a galla come posso, ma mi sento in colpa perché non condivido con gli altri, che magari pensano che sono tirchia, quando così non è.

Confessioni: gira la ruota.

Oggi finalmente ho firmato il contratto di lavoro. Pensavo sarei stata molto più eccitata, invece alla firma ero molto tranquilla. Oggi quindi dovrebbe essere lo spartiacque tra il passato e il futuro, il giorno della svolta. Mi auguro che la ruota abbia girato nel verso giusto e che sia l’inizio di una bella avventura.

Pensieri sparsi: sogni tranquilli (ma anche no)

Quando pensi che finalmente la ruota giri per il verso giusto, ecco che la vita ti dice:”Bazinga!”

Oggi 500 euro sono volati via dalle mie tasche per finire in quelle del tizio che ho tamponato domenica. Giusto perché ero fiduciosa di riuscire ad arrivare tranquilla al primo stipendio. E invece no, sono con l’acqua alla gola e inizio a lavorare giovedì.

Come se ciò non bastasse oggi un cliente mi dice che ha sentiti voci in ambienti vicini all’azienda dove sto andando a lavorare, che vogliono vendere tutto. Il che mi ha alquanto spaventato, considerato che stanno ancora aprendo.

Insomma sono preoccupata. Sembra che io non possa ancora dormire sogni tranquilli.

Pensieri sparsi: bella Pasqua.

Da venerdì sera mi trascino per casa, con addosso un mal di testa di quelli che vorresti darti un colpo ben assestato per perdere i sensi e riposare. Questo pomeriggio sono crollata a letto e ho dormito per due ore, stanchissima. Mi sento così stremata che il pensiero del martedì che si avvicina mi fa venire la nausea.

Tra due settimane riparto; ieri ho fatto i biglietti dell’aereo, l’appartamento l’ho già prenotato martedì scorso. Non sono entusiasta di ripartire, ma cerco di essere positiva… ma a chi la racconto: continuo a pensare a Occhi Verdi, ogni tanto accedo al suo profilo fb dal mio profilo farlocco che uso per gestire la pagina del lavoro. Accedo e guardo le sue foto, è più forte di me. Nel mio profondo fantastico su di lui, faccio dei film mentali che Ally McBeal spostati proprio, mi illudo che quando lo rivedrò a maggio mi chieda il numero di telefono. Ma poi, guardandomi allo specchio mi vedo sempre più brutta, mi dico figurati se ti ha notato al di là del tuo profilo professionale… fantastico perché fantasticare è l’unica cosa che posso fare, senza delusioni e senza prese in giro.

Insomma, proprio una bella Pasqua.

Pensieri sparsi: ritorno a casa

Sono sul treno, appena all’inizio del lungo viaggio che mi porta a casa, dove arriverò stanotte. Sono state due settimane davvero pesanti per vari motivi: da un lato lo stare fuori casa così tanto tempo è prostrante, anche economicamente; dall’altro l’affiancamento è stato per la maggior parte dei versi deludente. Tra le cose che si salvano tre sono molto importanti:

– con i colleghi abbiamo fatto team e ci siamo affiatati

– abbiamo conosciuto il nostro responsabile che ha le idee molto chiare su come vuole farci lavorare, idee che ci piacciono e che sono esattamente l’opposto delle cose viste in questi giorni (per nostra grande fortuna)

– ultima, e questa personale, nell’ultima sede di tirocinio ho conosciuto un collega che lavora nel mio stesso ramo, davvero molto piacevole sotto diversi punti di vista. Mi sa che mi son presa una cottarella a furia di guardare quei bellissimi occhi verdi e quel sorriso. Resterà una bella parentesi in questo lungo viaggio (anche se mi sarebbe piaciuto che la parentesi non si fosse già chiusa).

Stasera riabbraccio la mia Penny, alla pensione è stata benissimo, quando mio padre è andato a prenderla stamattina voleva solo giocare con gli altri cani!

Pensieri sparsi: giro di boa.

È stata una settimana pesante, deludente sotto molti punti di vista, ma fortunatamente ripresasi nel finale. Pensavamo che l’affiancamento si avrebbe aiutato per impostate il futuro lavoro, invece ci ha fatto capire come non vogliamo lavorare. Quando hai una certa esperienza e ti vedi trattato come un tirocinante inesperto, un po’ le palle ti girano a elica, anche se le palle non le hai. Fortunatamente ieri pomeriggio abbiamo incontrato colui che sarà il nostro responsabile, per un corso che è finito stasera. Ed ecco un barlume di speranza, la luce in fondo al tunnel: qualcuno che ti dice in quel modo non si lavora, io voglio fare ben altro. Ti spiega cosa vuole creare e tu finalmente ti senti felice ed entusiasta, perché non potevi desiderare di meglio. Ci ha restituito la serenità e la voglia di crescere professionalmente. Così siamo giunti al giro di boa, da lunedì vedremo un altro ambiente, in un’altra città, in un’ora realtà. Speriamo che il vento del confronto spiri alle nostre spalle e ci spinga verso nuovi orizzonti proficui.

P.s. Oggi ho sentito la titolare della pensione di Penny: la signorina gioca con tutti e si diverte, io invece sento da morire la sua mancanza! La mattina mi sveglio attendendo il suo buongiorno e invece c’è il vuoto. Sogno venerdì prossimo, quando la riabbraccerò.