Pensieri sparsi: Miscellanea giornaliera.

Oggi parlavo con mio cugino di vacanze e pensavo che, non potendo purtroppo fare ancora il viaggio in Giappone per cui sto risparmiando e che sto sognando da un po’, mi accontenterei anche solo di un weekend alle terme, ma chissà quando sarà possibile farlo, come anche tante altre cose.

Nel caso la palestra dove vado riapra, ho comunque deciso di non tornarci, almeno per ora. Considerato che il caldo sta arrivando e che con la app della Nike mi sto trovando molto bene (a proposito, ve la consiglio, nel caso cercaste una buona app per allenarvi a casa), ho deciso che proseguirò in questo modo per tutta l’estate e a settembre vedrò com’è la situazione. Tra l’altro ho notato che le sessioni di yoga mi stanno aiutando parecchio a livello articolare, perciò se sarà possibile a settembre vorrei iniziare a farlo seriamente.

Ultimamente sto pensando molto a come utilizzare il mio tempo libero e tra le altre cose ho deciso di dedicarne una parte a provare a far crescere degli ortaggi nel giardino dei miei. Sento il bisogno di fare qualcosa di utile e gratificante, forse perché questa situazione mi ha aiutato a capire il valore delle cose più semplici.

Penso di dover imparare a vivere pensando al presente, invece che al futuro, passo dopo passo, senza fare voli pindarici. Rischio di perdermi delle cose davvero importanti.

Recensione:”Ninja * Il guerriero ombra”, Joel Levy 14/20

Terzo libro della serie sui ninja, si compone di cinque parti principali, in cui vengono analizzati la storia dei ninja, l’equipaggiamento, l’addestramento al ninjutsu, le operazioni ed infine viene proposto un interessante discorso sulla cultura ninja e le controversie ad essa collegate.

Un surplus di notevole gradimento da parte mia è la presenza di illustrazioni, in parte dipinti giapponesi ed in parte rivisitazioni ex novo, ma in stile giapponese, connesse all’argomento. Gradevole anche la grafica del testo, scritto su uno sfondo che riprende l’antica pergamena, con i numeri dei capitoli in giapponese.

I contenuti sono stati di grande interesse, ho trovato un racconto interessante e approfondito, corredato da una bibliografia posta a fine libro. Vengono raccontati gli aspetti storici, cosa per me molto importante per inquadrare questi fenomeno, e sono poi trattati in maniera approfondita i vari aspetti della cultura ninja.

Anche la parte finale sulle controversie relative alla reale esistenza o meno dei njnja è stata utile. Un libro sia bello che utile, da leggere.

Recensione: “Le abilità del ninja – Storia, tattiche e addestramento “, Antony Cummins 12/20

Si tratta del primo dei tre libri che ho acquistato per approfondire il discorso sui ninja. Lungi dall’essere un libro che racconta veramente la storia degli shinobi, è in realtà una specie di manualetto strutturato in 150 “lezioni”, raggruppate in varie sezioni e prese da alcuni scritti giapponesi sull’argomento. Le lezioni sono sintetiche, fondamentalmente non si parla in maniera approfondita dell’argomenti della lezione (anche perché in diversi casi le fonti non ne dicono gran che). Le lezioni sono corredate di immagini o disegni che aiutano a comprendere ciò che viene descritto. Le varie sezioni trattano di nozioni introduttive sui ninja e poi tecniche di vario tipo (per esempio associate all’acqua, al fuoco, al camuffamento etc).

A me non ha entusiasmato, l’ho visto più una lettura per ragazzini che un testo di approfondimento, anche perché dei tre elementi nel sottotitolo non ho visto una grande ed esaustiva trattazione. Senza le immagini e i disegni (e senza tutte le pagine colorate divisorie delle varie sezioni), la lunghezza del testo sarebbe di molto, ma di molto, accorciata. Mi aspettavo molto di più.

Recensione: “Forse non tutti sanno che in Giapppne…”, Antonio Moscatello 11/20

Questo libro, scritto da Antonio Moscatello, giornalista esperto di Oriente e Giappone, è stato una piacevole sorpresa. Di recente pubblicazione (2019), racconta in 40 capitoli “curiosità, storie inedite, misteri, aneddoti storici e luoghi sconosciuti” e lo fa con un linguaggio semplice, lineare, di facile presa sul lettore. Anche se non si è edotti della cultura giapponese si riesce a comprendere quanto viene narrato senza priblemi. Personalmente ho trovato degli approfondimenti che mi hanno arricchito e fornito nuovi spunti di ricerca per le mie prossime letture inerenti questo paese (anche se, devo dire, mi sarebbe piaciuti anche poter avere un apparato bibliografico a cui fare riferimento alla fine del libri). Finalmente ho trovato qualcuno che mi spiegasse la genealogia divina dello shinto e che mi dicesse dove andare a leggere più nel dettaglio di questi argomenti. Ho approfondito alcuni aspetti inerenti per esempio la figura dell’imperatore e anche degli argomenti che nel leggere la storia del Giappone mi avevano lasciato dubbiosa.

Comunque tra credenze come quella che ritiene i giapponesi discendenti degli alieni, o che Gesù Cristo non sia morto sulla croce (ci ha mandato suo fratello minore a quanto pare) ma se la sia filata in Giappone e lì abbia vissuto sino a veneranda età, e i racconti della pratica dei monaci buddisti di diventare mummie viventi, oltre ad alcuni interessanti excursus sulla storia, la yakuza e la politica attuale, sono arrivata alla fine del libro dispiaciuta per il fatto che non ci fossero altre notizie interessanti da leggere.

Sono davvero soddisfatta di questa lettura, penso possa essere utile sia per chi per la prima volta si avvicina alla cultura di questo paese, sia per chi come me non ne è a digiuno.

Recensione: “Enciclopedia degli spiriti giapponesi”, Shigeru Mizuki, 4/20

Continua il mio percorso tra le opere riguardanti il Giappone.

Shigeru Mizuki era un mangaka, famoso per le sue storie horror, di cui la più note sono Kitaro dei cimiteri e Kappa no Sanpei.

Grande studioso del folclore giapponese, ha scritto e illustrato due opere molto interessanti sul tema, che ho comprato di recente: la prima è questa, che ho finito di leggere proprio ieri; della seconda, Enciclopedia dei mostri giapponesi, scriverò più avanti.

L’Enciclopedia degli spiriti giapponesi presenta la descrizione, in ordine alfabetico, di una miriade di spiriti di vario tipo, ciascuna delle quali è correlata di una illustrazione. Gli spiriti sono classificati in diverse categorie, si va dagli spiriti dei defunti, alle apparizioni di spiriti animaleschi, quali il kitsune (volpe) o il tanuki (cane procione), suddivisi a loro volta in diverse varianti, o dei kami (divinità shintoiste), o ancora alle possessioni spiritiche di oggetti diventati maledetti.

Per ogni nome c’è una storia, raccontata in una pagina, con l’indicazione di varianti a seconda delle zone del Giappone, o di racconti analoghi. Spesso si racconta che, trattandosi di apparizioni non visibili, è difficile la loro rappresentazione grafica, tant’è che, proprio per questo motivo, in parecchi casi le illustrazioni possono apparire alquanto nebulose e di difficile interpretazione. In ogni caso la presenza di tali illustrazioni è per me un sicuro valore aggiunto all’opera.

Grazie a questa enciclopedia è possibile approfondire la conoscenza di una parte importante del folclore giapponese, folclore che spesso troviamo riproposto nei manga e negli anime che oggi leggiamo o guardiamo. Lo consiglio a coloro che vogliono conoscere meglio le tradizioni di questo paese, o anche comprendere meglio determinati personaggi o situazioni presente in anime o manga, qualora ne siano appassionati.

Recensione: “La vita quotidiana in Giappone al tempo dei samurai”, Louis Frédéric 3/20

Ieri sera ho completato la lettura di questo interessante saggio che, utilizzando le testimonianze letterarie e iconografiche dell’arte Giapponese di cinquecento anni (dal 1185 al 1603), fa una ricostruzione dettagliata, per quanto possibile, di come si viveva durante il medioevo giapponese. Vengono ripercorsi tutti gli ambiti della vita comunitaria, dal tipo di abitazione alle attività delle vita quotidiana, dalla religione al modo di condurre le guerre e di amministrare lo stato. Le informazioni fornite, supportate peraltro da un nutrito apparato bibliografico, aiutano senza dubbio as approfondire la conoscenza di un mondo lontano sia nello spazio che nel tempo. Grazie a questo racconto si riesce ad entrare nel profondo della mentalità di questo paese, a comprendere come essa si sia evoluta nel tempo sino ai giorni nostri. Si evidenziano le influenze di altri popoli, in primis Cinesi e Coreani, per arrivare a ciò che gli occidentali portarono in questa terra, sino alla totale chiusura al mondo esterno.

È stata una lettura davvero interessante, peccato che, mentre gli esempi letterari sono stati portati in evidenza con numerose citazioni, di sicuro esaustive e peraltro molto fraxevoli, lo stesso non si può dire della parte artistica presa a modello. Sarebbe stato bello poter esaminare alcune immagini dei riferimenti presenti bel testo, degli emakimono o semplicemente degli esempi di pittura decorativa degli stessi testi.

In ogni caso però alla fine il bilancio è del tutto positivo. Se volete scoprire le piccole cose di un tempo passato, leggete questo libro.

Arigatou gozaimasu!

Recensione: “Storia del Giappone e dei Giapponesi”, Robert Calvet 2/2020

Ho deciso di approfondire vari aspetti della storia e della cultura Giapponese, in vista del viaggio in Giappone che vorrei fare l’anno prossimo. Perciò ho comprato alcuni libri, di cui questo è il primo della lista.

Si tratta di un testo che ripropone la storia del Giappone dall’antichità ai giorni nostri, con excursus su aspetti culturali, come lo sviluppo della letteratura, delle arti figurative, del teatro, della religione buddista e shintoista. Sicuramente dà un’idea dello sviluppo storico di questo paese, epoche varie, lotte intestine, politica interna ed estera, ma personalmente lo trovo carente per quanti cincerne l’apparato iconografico. In tutto il libro (parliamo di 477 pagine), è presente una sola cartina, mentre sono del tutto assenti immagini di qualsiasi tipo. Mi sarei aspettata che nel parlare dei tipi di ceramica venisse mostrata qualche foto per rendere meglio l’idea, e lo stesso vale anche nel momento in cui si parla dello sviluppo delle arti figurative.

Trovo fondamentale la presenza di un apparato di questo tipo in un libro del genere, perché chi si approccia ad un argomento simile ha necessità di fissare i concetti ricorrendo anche all’uso di immagini o carte tematiche. Lo dico con cognizione di causa, avendo studiato la storia di diversi periodi con attenzione all’università.

Non tutti i lettori sono esperti dell’argomento che si va ad approfondire, penso sia anche uno stimolo ulteriore aiutarli a scoprire cose nuove. Certamente la lettura sarebbe stata meno frammentata, visto che spesso ho dovuto mollare il testo per cercare su internet gli argomenti raccontati, per capire meglio.

Spero che il prossimo testo, sulla vita quotidiana al tempo dei samurai, dia maggiori soddisfazioni.