Pensieri sparsi: vaneggiamenti domenicali.

Oggi mi sono arresa alla tv e all’inizio della programmazione natalizia. Ho passato il pomeriggio affossata nella poltrona a guardare film dalla trama così sottile da essere quasi trasparente, tutti accomunati dal fatto di essere ambientati in periodo natalizio. Tra di essi due mi hanno colpito, uno perché riprende un cliché noto al cinema (l’essere intrappolati in un loop temporale, celebre il giorno della marmotta e, per quel che mi riguarda, una puntata di supernatural molto divertente; mi sono sempre chiesta che farei io se mi trovassi in una situazione del genere. Forse impazzirei…), l’altro perché parlava dell’amico immaginario della protagonista da piccola, che si materializza quando lei è in età adulta. Anche io da bambina avevo un amico immaginario, prima della nascita di mia sorella (abbiamo 5 anni di differenza), ma non ne ricordo neanche il nome. Certo, se si materializzasse ora in un gran bel figo innamorato di me non avrei nulla da obiettare! Ma certe cose accadono solo nei film…. E mentre il lieto fine scorreva sullo schermo, io pensavo tra me e me:”ora questo tizio è reale, ma non ha un certificato di nascita, non ha numero di assistenza sanitaria, non ha un titolo di studio. Come diavolo farà a farsi assumere per un lavoro?”. E niente, sono rincoglionita, punto e basta.

Confessioni: incollata alla routine.

Vorrei tanto chiudere gli occhi ed al mio riaprirli ritrovarmi in un altro luogo, in un altro tempo, in un’altra vita.
Mi piacerebbe tanto trovarmi in uno di quei film natalizi, in cui succede come per magia che la protagonista, sfigata sotto ogni punto di vista, dopo un desiderio espresso sotto l’albero e una dormita colossale, si risveglia in un posto nuovo e vive strane avventure, contornata da personaggi particolari e divertenti, e alla fine incontra colui che le donerà di nuovo il sorriso. Salvo poi risvegliarsi e ritrovarsi nello stesso squallido letto su cui si era addormentata. Ma, c’è un ma, ecco che alla porta bussa lui e vissero tutti felici e contenti.
Nel mio caso la storia si ferma all’addormentarsi nel proprio squallido letto. Al massimo sogno, ma poi il risveglio è sempre lo stesso. La routine è sempre la stessa. Sento forte il bisogno di staccare, di cambiare aria per qualche giorno, per distrarmi, ma non mi posso muovere. Sto arrancando a fatica… se solo potessi staccare…