Pensieri sparsi: vaneggiamenti domenicali.

Oggi mi sono arresa alla tv e all’inizio della programmazione natalizia. Ho passato il pomeriggio affossata nella poltrona a guardare film dalla trama così sottile da essere quasi trasparente, tutti accomunati dal fatto di essere ambientati in periodo natalizio. Tra di essi due mi hanno colpito, uno perché riprende un cliché noto al cinema (l’essere intrappolati in un loop temporale, celebre il giorno della marmotta e, per quel che mi riguarda, una puntata di supernatural molto divertente; mi sono sempre chiesta che farei io se mi trovassi in una situazione del genere. Forse impazzirei…), l’altro perché parlava dell’amico immaginario della protagonista da piccola, che si materializza quando lei è in età adulta. Anche io da bambina avevo un amico immaginario, prima della nascita di mia sorella (abbiamo 5 anni di differenza), ma non ne ricordo neanche il nome. Certo, se si materializzasse ora in un gran bel figo innamorato di me non avrei nulla da obiettare! Ma certe cose accadono solo nei film…. E mentre il lieto fine scorreva sullo schermo, io pensavo tra me e me:”ora questo tizio è reale, ma non ha un certificato di nascita, non ha numero di assistenza sanitaria, non ha un titolo di studio. Come diavolo farà a farsi assumere per un lavoro?”. E niente, sono rincoglionita, punto e basta.

Pensieri sparsi: certe cose solo nei film.

Oggi in tv c’era Se scappi ti sposo. Lo so che avrei potuto fare qualcosa di più interessanre tipo andare al mare, ma a me non piace andare al mare da sola, quindi ho passato il pomeriggio davanri alla tv.
Dicevo, c’era Se scappi ti sposo. Lo guardavo con aria indecifrabile, apparentemente neutrale. Almeno sino a quando non è stata detta una frase:
“Garantisco che per noi ci saranno tempi duri.
Garantisco che uno di noi o tutti e due alla fine si stancherà.
Ma garantisco anche che se non ti chiederò di essere mia per sempre lo rimpiangerò per tutta la vita”.
Ed in quel momento ho pensato: certe cose solo nei film.
Se la storia fosse stata reale, o quanto meno realistica, una frase così poetica, così profonda non sarebbe stata pronunciata.
Perché? Semplice: perché l’uomo di turno avrebbe detto sei speciale, sei una brava persona, meriti il meglio, meriti di essere felice, il tutto seguito dal fatidico ma avversativo, preludio della scontata conclusione: io non posso farlo, non sei tu, sono io… et similia.
Insomma: certe cose solo nei film.