Pensieri sparsi: petali di anima.

Stasera, mentre annaffiavo i fiori nel giardino dei miei, mi sono soffermata ad osservare delle piccole rose bianche, che ho comprato quando sono tornata a casa due anni fa. Sono in un vaso e ora che il caldo sta iniziando a farsi sentire (e finalmente direi!) stanno sbocciando. Ho catturato così questa immagine.

La piccola rosa bianca, imperlata dall’acqua fresca, mi ha fatto pensare nella sua delicatezza e purezza ad un’anima. Basta un po’ di freddo o di vento perché essa deperisca sino ad avvizzire; allo stesso modo se un dolore, una sofferenza, un evento traumatico colpiscono l’anima, essa può risentirne al punto da sfiorire inesorabilmente.

Di conseguenza ho pensato alla mia anima, alle tempeste che ha attraversato. Molti petali sono caduti, ma qualcosa ancora resiste: il nucelo del bocciolo. Prendermi cura di quel nucleo è la cosa più importante.

Pensieri sparsi: tutto si sistemerà.

Questa settimana non è stata migliore della precedente. Come se non bastasse la situazione tesa con i miei genitori, tutto è ulteriormente peggiorato quando Penny ha iniziato a stare male: gastroenterite.

Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che non ce la facesse e mi ha preso lo sconforto. Vederla stare male mi ha fatto piangere. Fortunatamente con le cure adatte e tempestive si è ripresa.

Giovedì ho potuto tirare un sospiro di sollievo. La sua vitalità è strepitosa, mi ha ridonato il sorriso. E vedeste con che occhi mi guarda: puro amore.

È adorabile, affettuosissima, desiderosa di giocare e di ricevere le mie coccole. È con me da una settimana ed io non mi sento più così sola.

Con i miei ho avuto una discussione venerdì sera. Non avevo mai discusso così pesantemente con loro, sono stata male tutta la settimana e venerdì c’è stato l’apice di questo climax negativo.

Ho anche iniziato a cercare casa, ma qui è molto difficile trovarne. Affittano per lo più da settembre a giugno e poi molti proprietari non vogliono cani in casa. Sto continuando a cercare, anche se non so se potrò permettermelo economicamente. Lo so che i miei mi vogliono bene, ma io ho bisogno di avere la mia vita e i miei spazi.

L’unica nota positiva della settimana, a parte il riprendersi di Penny, è stata la mail con cui mi hanno comunicato di avermi ammesso ad un corso di formazione per il personale della struttura presso cui ho fatto il colloquio di lavoro. Non so ancora se questo corso significa che sono stata presa, o se prevede ancora degli step di selezione, ma comunque ho fatto un ulteriore passo avanti. Scoprirò qualcosa venerdì prossimo. Se tutto finisse per il meglio finalmente avrei una sicurezza economica che ancora mi manca, e se così fosse invece di cercare una casa in affitto stringerei i denti qualche mese per risparmiare il tanto sufficiente da consentirmi di avere un anticipo per comprare una casa. Ma è tutto un se… per ora devo stare con i piedi per terra.

Ho parlato col mio socio del corso e dei colloqui che ho fatto. Mi ha detto che se mi prendono devo assolutamente accettare; è felice per questa opportunità che mi si prospetta, anche se da un lato gli dispiace.

Devo solo andare avanti un passo dopo l’altro. Presto saprò e tutto si sistemerà, in un modo o nell’altro.

Pensieri sparsi: addio felino

Non c’è che dire, negli affetti sono proprio sfortunata, che si tratti di persone o animali. A maggio ho preso 4 gattini, ho pensato che stando in giardino prendendone 4 avrei avuto statisticamente una probabilità maggiore che me ne rimanesse qualcuno in più. Dopo una settimana Chimera, la gattina più piccola e più bella sparisce. Dopo tre mesi spariscono anche Posi e Creamy.Mi era rimasto solo lui, Nega, affettuoso in modo anomalo per un gatto. Ci seguiva come un cagnolino, era assetato di carezze, non se ne stancava mai. Era un bravo cacciatore e di carattere tranquillo. Ieri è sparito; ho pensato sarà il primo calore, ma dentro avevo un brutto presentimento. La mia vicina di casa lo ha trovato oggi, a bordo strada. Nessun segno di trauma. Non so che gli sia successo, forse è stato avvelenato. Ciò che so è che sono terribilmente triste e dispiaciuta. Non meritava di morire così. E mi sento così sola; mi faceva tanta compagnia. Mi aspettava ogni sera, sentiva la macchina arrivare e correva in giardino a salutarmi. Due giorni fa aveva compiuto nove mesi.

Ciao piccolo Nega.

Ossidiana.

Si è fermato
Il mio cuore,
Spezzato.
Non batte,
Non sente,
Non prova più
Amore.
Più duro dell’ossidiana,
Più nero della notte
Più buia,
Semplice pietra
Incapace di vita.
È un peso
Nel petto,
Freddo come ghiaccio,
Ma impossibile
Da sciogliere.
Un grumo di carbone
Rattrappito
Dal dolore,
Privato di
Speranza.

Confessioni: così deve andare.

E quando penso di essere riuscita a superarla, parlo di te e la notte ti sogno. Sogno di mettere in atto quella intenzione che non posso assecondare, sogno che ti rivedo e il mio cuore batte ancora per te.
E al risveglio sto così male… perché il mio cuore continua a restare muto per il resto del mondo, ma non per te, anche se non ci sarà più un noi, anche se ci ho messo 6 anni a non pensarti più ogni giorno.
Dunque è così che deve andare. E mi distrugge.

Confessioni: disfatta.

È stato un weekend devastante.
Seguendo il consiglio del medico ho deciso di staccare per due giorni ne ho approfittato per andare a vedere la persona per cui sentivo quel bel feeling… dovevo farlo, dovevo capire se era vero o se era solo l’ennesima illusione della mia testa.
Risultato: mi sono ritrovata davanti un uomo dal cuore d’oro, innamorato di me… ma io niente.
Ci sono rimasta malissimo, per lui e per me.
L’ho fatto soffrire ed ho sofferto nel vederlo star male, al punto da sentirmi molto male.
È stato tremendo, sono tornata a cada totalmente disfatta. Mai mi aveva addolorato così un evento.
E alla fine ho avuto la conferma di ciò che più temevo: non mi innamoro.
Faccio schifo, a me stessa prima di tutto.

Aria.

Parole inespresse
Mi tengo nel petto,
Mi logorano l’anima
Mi lacerano dentro.
Il freddo accompagna
Il mio incedere
silente,
Tristezza mi opprime
e sola cammino.
L’amore mi manca,
come aria ai polmoni.
Mi soffoca solitudine,
pesante compagna.

Pensieri sparsi: tempo di addobbi.

In questo weekend mi sono data da fare per rendere la casa più natalizia. Perciò venerdì mattina ho tirato fuori dal magazzino albero e decorazioni e ho messo in atto la mia opera.

Ho fatto tutto sola soletta, ero a casa da sola e mi ci sono dedicata con calma. Ho messo le palline colorate, le decorazioni di famiglia (ricordi di battesimi e altre cose) e come ultimo tocco ho aggiunto il collare della piccolina. È strano non averla con noi quest’anno, mettere anche il suo collare con la targhettina lì nel mezzo dell’albero è stato un modo per ricordarla e per tenerla comunque con noi.
Sicuramente ci saranno persone che troveranno questa cosa ridicola, ma penso chr chi ha avuto un cane che ha amato come un membro della propria famiglia capirà questo mio gesto e il vuoto che sento dentro.