Senza fiato.

Attirami al tuo petto,
Avvolgimi tra le tue braccia
E dolcemente stringimi.
Sussurrami con dolcezza
La tua voglia di me,
Cerca con le tue labbra
Le mie e lasciami senza fiato.
Travolgimi con la tua
Passione e amami,
Come mai nessuno prima.
Amami e non andare più via.

Pensieri sparsi: telepatia?

Ieri notte, dopo aver pubblicato il mio ultimo articolo sul blog, ho fatto una cosa che non faccio mai: ho preso i versi di un componimento che avevo pubblicato qui e li ho messi sul mio stato di Whatsapp. La seconda persona ad averli visualizzati è stata quella alla quale ancora penso ogni giorno. Mi sono addormentata e ho sognato lui. Stamattina mi ha scritto su Whatsapp. Non lo sentivo da più di un anno, gli avevo detto io che non potevo farcela, che mi faceva troppo male parlare con lui come con un amico qualsiasi. E lui aveva accettato la mia scelta, anche se a malincuore. Qualche mese fa mi ero trattenuta dallo scrivergli, essendo capitata per lavoro nella città in cui vive. E oggi eccolo qui. Non gli ho chiesto perché mi ha scritto, ci ho semplicemente fatto due chiacchiere. Sarà stata telepatia per il mio sogno? Avrà percepito che ogni sera il mio ultimo pensiero va sempre e comunque a lui? Non lo so. Ma so che parlargli mi ha riempito di gioia, anche se abbiamo scritto del più e del meno. E oggi ho sentito un po’ meno la sua mancanza. Continuano a ronzarmi in testa le parole di Venditti: “certi amori non finiscono, a volte fanno dei giri immensi e poi ritornano” Non credo tornerà, ma sicuramente non è mai finito, da parte mia. Forse si è trasformato, ma resta comunque nel mio cuore.

Pensieri sparsi: morto porta vivo.

Ieri notte ho fatto un sogno alquanto strano ed inquietante: ero nella casa dove sono cresciuta e nella camera da letto dei miei dormivano il mio ex Tenshi e sua sorella. Io non potevo vederli perché erano interamente coperti, ma sapevo che c’erano. Mi sono avvicinata dove sapevo stava lui, ho scostato le coperte e gli ho dato un bacio sulle labbra, quasi come se dovessi salutarlo perché stavo per uscire. Lui era sveglio e ha ricambiato il bacio senza dire nulla. Mi sono quindi affacciata alla finestra e ho guardato per strada, doce ho visto una macchina scura parcheggiata; accanto ad essa il mio nonno materno e un mio zio, che aspettavo mio padre. Sono saliti sulla macchina e lo hanno portato via.

Ed è a questo punto che mi sono svegliata, piuttosto inquieta. Perché mio nonno e mio zio sono morti. Il sogno mi ha lasciato un senso di angoscia, che mi è rimasto addosso per un bel po’. Mia madre dice che se sogni qualcuno che è morto significa che ha bisogno di preghiere, ma anche che morto porta vivo.

Chi lo sa…

Pensieri sparsi: una bella sorpresa

Sabato ho visto un amico carissimo. L’ultima volta che ci siamo incontrati per fare due chiacchiere è stato poco prima di Natale; da allora solo contatti virtuali, eccezion fatta per un breve istante al funerale di sua madre, poco più di un mese fa.

Era insieme alla sua fidanzata, una ragazza brasiliana davvero in gamba, di cui lui mi aveva tanto parlato ma che io avevo visto una volta soltanto, di sfuggita. Allora avevamo comunicato in inglese, sabato invece abbiamo parlato in italiano e devo dire che lo parla davvero bene. Lei è qui da aprile, sapevo che poteva restare solo tre mesi, per questioni di visto, e invece mi hanno dato la bella notizia che si sono sposati in comune, così lei può restare qui con lui. Non hanno fatto feste, neanche portano la fede, dicono che la metteranno qua do si sposeranno in chiesa. Ho fatto loro gli auguri, sono felice per il mio amico, penso che meriti di essere tanto felice perché è un ragazzo come pochi e sono certa che lei sia la persona giusta per lui. Mi hanno fatto tanta tenerezza, sono così semplici nel loro volersi bene… hanno dimostrato che le distanze si possono superare e si può avere il lieto fine.

Ogni tanto qualcosa riesce a scaldare questo cuore solitario.

Epistulae: un nuovo mattone.

Alla fine ce l’ho fatta, Tenshi.
Ho resistito all’impulso di chiamarti o scriverti per dirti che ero vicina. Ho vinto il desiderio di vederti ancora una volta. Mi avrebbe fatto male, forse, o forse avrei invece avvertito il nulla dentro, lo stesso nulla che vivo ogni giorno.
In ogni caso stavolta ho deciso di non cedere al desiderio, al masochismo. Mi sono fatta forza e ho posto un nuovo mattone sulla fila che man mano si completa, per erigere il muro tra me e il passato, tra me e te. Devo dimenticarti, lo so che è difficile, che il tuo ricordo spunta sempre quando meno me lo aspetto. Ma devo andare avanti, perché tanto tu non ci sarai più per me, non come io avrei voluto.
Ho amato veramente una sola volta nella vita, ho amato te. E sempre ti amerò, ma comunque devo andare avanti. Non sarai mai più il mio Tenshi (non volevi che ti chiamassi così le ultime volte che ci sentimmo, ma a me non importa), sarai un ricordo oltre il muro.
Vorrei solo che da questo lato del muro ci fosse qualcosa di bello, che mi rendesse facile andare avanti e felice ancora una volta.

Pensieri sparsi: rotolano e si sovrappongono.

Viaggio con la mente, alla ricerca di un qualcosa che non c’è. Nessuna soluzione, nessun finale ad effetto o confortante. Solo io e i miei sogni irrealizzabili. Ieri sono arrivata a chiedere ad un amico di farmi da paraninfo per farmi conoscere qualcuno. Dice che ha un amico da presentarmi. Non so… non mi faccio illusioni, perché tanto so che finirei per restare delusa. E domani andrò nella città dove il mio personale spezzacuore vive, ma sarò forte e non lo cercherò. Lo terrò fuori, lontano dagli occhi e dal mio cuore rabberciato.
Non lo so perché scrivo tale sequenza di pensieri. Forse perché non riesco a confessarli a nessuno. Solo il mio diario online in forma anonima accoglie questi miei scritti. Meglio dormire. Domani sera mi attende un viaggio di 300 km. Verso sud.

Confessioni: così deve andare.

E quando penso di essere riuscita a superarla, parlo di te e la notte ti sogno. Sogno di mettere in atto quella intenzione che non posso assecondare, sogno che ti rivedo e il mio cuore batte ancora per te.
E al risveglio sto così male… perché il mio cuore continua a restare muto per il resto del mondo, ma non per te, anche se non ci sarà più un noi, anche se ci ho messo 6 anni a non pensarti più ogni giorno.
Dunque è così che deve andare. E mi distrugge.

Pensieri sparsi: sogni distorti

Stanotte ho sognato lui, pietra di paragone instancabile, ricordo che fatico a lasciare andare. Quando sembra che tutto sia passato, che le cose migliorino, che il mio sguardo solitario si rivolga al mio presente ed al mio futuro, ecco che lui ricompare. Nei miei sogni.
Guardavo il pc, connessa ad internet su non so che sito di gioco online, forse quello dove ci eravamo conosciuti quasi dieci anni fa. E mentre lo guardavo una scritta compare: il suo nome e lui che digita ti amo.
Come mi ami!
Ma non è possibile!, penso io. E freneticamente cerco di rintracciarlo, di chiamarlo al numero di telefono che ho. Rocambolescamente appare, su non so che navicella che vortica per lo spazio-tempo. Ribadisce il concetto, mi attira a sé, con passione mi bacia e chiaramente vuol fare l’amore con me.
La confusione mi assale e con essa la paura di perderlo ancora. Si susseguono altri eventi nebulosi…
E poi apro gli occhi.
Col vuoto nel petto e la sensazione di tristezza che mi incombe sul capo, più la sensazione che mi sia passato sopra un treno.
Giuro che non ho bevuto!

Pensieri sparsi: per una volta nella vita

Tre giorni fa ero piena di dubbi. Sentuvo da parte mia un certo feeling per una persona, ma non volevo farmi un film mentale perché avevo l’impressione che la cosa fosse reciproca, ma avevo paura di sbagliarmi. Facevo pensieri su di lui ed ero allo stesso tempo molto combattuta, essendo lui impegnato.
Ieri ho avuto la conferma che non mi sbagliavo. Io piaccio a lui come lui piace a me. Molto.
Devo andare nella sua città per un corso e mi ha invitato a cena, solo io e lui.
È diverso da tutti quelli che ho conosciuto sinora… dopo che passi 10 anni ad incontrare persone che vogliono solo una cosa da te, che pensano solo a se stessi, che non vedono oltre il tuo corpo, conoscere qualcuno che la pensa in modo diverso ti spiazza. E ti fa pensare allora c’è speranza per me…
Io ho delle remore perché ripeto, lui è impegnato. Lui mi ha detto che non è uno sprovveduto; sa esattamente in che situazione si trova ma non vuole restare col mio stesso dubbii.
Ma se fosse quello giusto? E se fossi quella giusta?
Non smetto di pensare a lui da giorni… lo sogno la notte, anche stanotte.
Gli ho detto che non mi innamoro facilmente, che da anni non sento le farfalle nello stomaco. E questa cosa lo ha colpito.
Ho paura…
Che sia quello giusto.
Che sia l’ennesima fregatura.
Che mi faccia sentire le farfalle nello stomaco.
Che non me le faccia sentire.
Di innamorarmi di lui.
Che si innamori di me.
Di amare ancora.
Di non saper amare più.
Ma nonostante tutto io voglio tentare. Lo so che inevitabilmente qualcuno soffrirà alla fine, oer la felicità di altri.
Ma stavolta vorrei essere io quella felice.
Per una volta nella vita.

Epistulae: Tenshi

Stanotte ti ho sognato.
Non succedeva da tempo, come da un po’ non ti pensavo, almeno non nell’ottica di quanto mi manchi.
Ti ho sognato, dicevo. Mi dicevi che volevi provarci ancora, che quello che era stato in passato non contava, che volevi stare con me. Mi hai baciato, con la stessa passione con cui mi baciavi allora. Ed io mi sentivo così felice, sentivo che la seconda chance che avevo sempre desiderato per noi non era più un’utopia. Ero al settimo cielo, finalmente c’era di nuovo un noi, un futuro, la gioia di creare ciò che non ci era riuscito in passato.
Il mio Angelo era tornato, per rimanere.
Mi sono svegliata…
La tristezza mi ha avvolto con il suo gelido abbraccio.
Lo so che non ci sarà un secondo noi, che non ci sentiremo più, non ci vedremo più. Quando ho potuto parlarti di nuovo, dopo anni, ho capito che non potevo farti tornare nella mia vita. Ho deciso di lasciarti andare perché avrei sofferto troppo se avessi continuato a sentirti. Avevo false speranze e non volevo vivere nel passato sperando in un futuro impossibile per noi.
E sognarti stanotte mi ha acuito quel senso di solitudine che provo senza di te.
Guardo avanti, ma ogni tanto mi volto indietro, anche se non voglio.
In momenti come questi mi dispiace ancora di più non avere trovato una persona che mi facesse dimenticare te.
Non leggerai mai, lo so.
Mi illudo che un giorno potresti, per caso, trovarmi qui, leggere di te e desiderare un noi. Perché tu conosci questo mio nome, conosci questo tuo…
Ma non succederà.