Pensieri sparsi: happy(?) birthday.

Oggi è il mio compleanno. Per me questo giorno è sempre difficile, non so perché, ma lo vivo con un po’ di tristezza. Non sono una di quelle persone che riceve migliaia di auguri, anzi. Anche quest’anno avrò raggiunto a mala pena la decina di persone che si sono ricordate di me. Mi fa piacere che almeno loro mi abbiano dedicato un pensiero, un minuto del loro tempo.

Al lavoro nessuno dei colleghi si è ricordato, neanche quelle due o tre persone con cui ho legato di più, una delle quali ha compiuto gli anni proprio ieri. A lei tutti hanno fatto gli auguri.

Lo so, è una cazzata, ma ci sono rimasta male comunque. Forse perché io ricordo le ricorrenze delle persone a cui tengo, la fessa.

Alla fine è sempre la solita storia… devo essere davvero sbagliata.

Pensieri sparsi: un nuovo capitolo

Oggi ho avuto delle ottime notizie, eppure non ho reagito come avrei dovuto. L’azienda per cui avevo fatto i colloqui mi ha comunicato che mi assumerà, con contratto a tempo indeterminato full time. La prossima settimana mi invieranno la lettera di preassunzione, dopodiché ad aprile e a maggio dovrò andare a Roma per l’inquadramento. A metà maggio firmerò il contratto e un nuovo capitolo del libro della mia vita comincerà.

Eppure non ho esultato, al sentire la notizia. Ho pensato che dovevo organizzare le cose nello studio per trovare chi mi sostituisca quando sarò a Roma e poi quando inizierò col nuovo lavoro.

Ho anche pensato a Penny: purtroppo sarò obbligata a lasciarla in una penione per cani, cosa che mi disturba alquanto. I miei non possono tenerla, ormai mia mamma è in pianta stabile da mia nonna e Penny darebbe solo fastidio, con la sua esuberanza di cucciola. Stasera ho chiamato la mia migliore amica e le ho chiesto se poteva prendersi cura lei di Penny, venendo a stare da me per il tempo necessario. Naturalmente ha detto di no; non che mi aspettassi il contrario, sia ben chiaro, ma ci ho provato perché l’idea di lasciarla con degli sconosciuti non mi va.

E invece dovrò farlo. Continuo a oensare che soffrirà, che penserà che la sto abbandonando e mi viene da piangere al pensiero.

Così una giornata che doveva essere lieta è diventata fonte di tristezza. Mi sento una merda.

Pensieri sparsi: un anno in più.

Oggi mi sono svegliata con l’umore sotto le scarpe, come ad ogni mio compleanno. Non lo so perché, ma ogni anno questo giorno sento la tristezza più degli altri. Mi guardo allo specchio e vedo che la mia vita è sempre ferma al palo; la cosa mi tormenta e mi rende cupa più del solito. Ho sperato che la giornata finisse in fretta perché non vedevo l’ora di rintanarmi nel mio letto, così quando sono tornata a casa per cena ho tirato un sospiro di sollievo.

Avevo appena finito di cenare che mi squilla il telefono: era la mia migliore amica. Mi dice :”aprimi, sono fuori!” (Il citofono è fuori uso). Esco in giardino e me la trovo davanti al buio, illuminata dalle candeline della torta che reggeva in mano.

Per poco non mi metto a piangere. È stato un gesto bellissimo, nessuno aveva mai fatto una cosa del genere per me prima d’ora. Mi ha anche messo le candeline degli Avengers! Amici così sono rari da trovare.

Ha detto che così la mia giornata sarebbe stata più felice. Lo è stata davvero. Mi ha commosso tantissimo, a pensarci ora mi scendono le lacrime.

Grazie Fra.

Pensieri sparsi: una bella sorpresa

Sabato ho visto un amico carissimo. L’ultima volta che ci siamo incontrati per fare due chiacchiere è stato poco prima di Natale; da allora solo contatti virtuali, eccezion fatta per un breve istante al funerale di sua madre, poco più di un mese fa.

Era insieme alla sua fidanzata, una ragazza brasiliana davvero in gamba, di cui lui mi aveva tanto parlato ma che io avevo visto una volta soltanto, di sfuggita. Allora avevamo comunicato in inglese, sabato invece abbiamo parlato in italiano e devo dire che lo parla davvero bene. Lei è qui da aprile, sapevo che poteva restare solo tre mesi, per questioni di visto, e invece mi hanno dato la bella notizia che si sono sposati in comune, così lei può restare qui con lui. Non hanno fatto feste, neanche portano la fede, dicono che la metteranno qua do si sposeranno in chiesa. Ho fatto loro gli auguri, sono felice per il mio amico, penso che meriti di essere tanto felice perché è un ragazzo come pochi e sono certa che lei sia la persona giusta per lui. Mi hanno fatto tanta tenerezza, sono così semplici nel loro volersi bene… hanno dimostrato che le distanze si possono superare e si può avere il lieto fine.

Ogni tanto qualcosa riesce a scaldare questo cuore solitario.

Diari di viaggio: Milano.

Questo weekend sono stata a Milano con un’amica. Motivo principale del viaggio mordi e fuggi la mostra su Harry Potter, ma naturalmente ne abbiamo approfittato per vedere anche altre cose. Era la mia terza volta in questa città: la prima fu otto anni fa, ma vidi ben poco, giusto il duomo (allora si entrava gratis) e la zona circostante. Gustai uno dei fantastici panzerotti di Luini, questo lo ricordo bene. La seconda volta fu l’anno scorso, quando a gennaio andai a vedere la mostra dei pittori giapponesi a palazzo reale. Anche allora ero concentrata in altre occupazioni, per cui della città non vidi nulla. Ma questa volta mi sono rifatta, almeno in parte (motivo questo per farci una puntatina una quarta volta).

Dopo la sveglia alle 5 e l’aereo alle 7, lasciati i bagagli in hotel abbiamo puntato verso il Castello Sforzesco, che ci è piaciuto molto, sia per il complesso architettonico in sé che per i musei al suo interno.

Purtroppo non siamo riuscite a vederli tutti, perché alle due ci attendeva la prenotazione per Harry Potter – The exhibition. Devo dire che non siamo rimaste deluse: abbiamo potuto ammirare gli abiti e gli oggetti di scena, oltre che le riproduzioni a grandezza reale usate nel film di Dobby, Aragog e Fierobecco.

Belli, se così so può dire, e molto inquietanti il dissennatore e la statua della morte con tanto di falce, che troneggiava nella tomba dei Riddle nel cimitero di Harry Potter e il Calice di fuoco. E poi che dire dei costumi di Bellatrix, di Silente, degli abiti di gala del ballo del ceppo, o delle mandragole, della sala delle pozioni con il libro del principe mezzosangue e il costume di Piton!

E ancora le divise di quiddich, il quadro e le foto di Allock, e Fanny, la teca con gli Orcrux… se avete letto i libri e visto i film potete ben capire perché ci siamo fatte fotografare come due ragazzine con tanto di bacchetta in mano e tunica e sciarpa di Hogwarts indosso! Fotografie rigorosamente stampate, anche in formato di manifesto segnaletico! Per non parlare degli acquisti fatti allo shop a fine mostra: un bel portachiavi a forma di boccino d’oro, una penna a forma di bacchetta di silente (quella vera costava un po’ troppo, 40€…) e una tazza con Dobby che dichiara ancora una volta di essere un elfo libero.

Se non si è capito sono tornata adolescente per un paio d’ore!

Dopo la mostra abbiamo deciso di visitare il cimitero monumentale, ma abbiamo dovuto desistere presto per via della pioggia improvvisa. Quindi via in hotel e poi cena in un ristorante giapponese poco lontano, molto carino e dai prezzi non eccessivi.

Ieri abbiamo dedicato la giornata a piazza duomo e dintorni. Ci siamo godute la mostra sugli impressionisti a palazzo reale, per poi entrare nel duomo. Lo ricordavo più buio, a dire il vero. Ma sempre bellissimo.

Dopo aver vagato per i piani della rinascente senza una meta apparente ecco la delusione cocente: Luini era chiuso. Avevo promesso alla mia amica di farle assaggiare i tanto decantati panzerotti, ma la domenica Luini non dà da mangiare. Altro motivo per tornare a Milano ancora una volta.

E così, tra un giro e un pezzo di anguria, abbiamo recuperato i bagagli e ripreso la direzione di casa.

Piccola considerazione: Milano è bella, ma la gente troppo nervosa. Ci credo che poi vengono tutti in vacanza da noi… ma almeno il nervosismo potrebbero lasciarlo a casa.

Confessioni: una penna in mano.

Da un po’ ci penso, soprattutto la sera quando mi ritrovo nel mio letto a leggere. Mi dico che sarebbe bello buttare giù nuove idee, nuove storie. E si è ripresentata nella mente l’idea di scrivere una storia a quattro mani con un amico, ex compagno di liceo, collega di studi universitari, giornalista grande amante del cinema e ora appena specializzato in archeologia. Così ieri gli ho scritto e gli ho chiesto se la cosa poteva interessarlo. Mi ha detto che se ne può parlare e vedere se è possibile. Sarei curiosa di vedere che ne viene fuori.
È da tanto che non scrivo una storia, forse è il momento di riprendere la penna in mano (metaforicamente parlando).

Pensieri sparsi: gocce di dispiacere.

Ieri sera sono uscita con 3 amici. Non uscivo a cena dal mese di agosto, un po’ perché non ho tanti soldi (diciamo che sono molto a stecchetto, ma per fortuna stando a casa dei miei riesco a respirare un po’),un po’ perché difficilmente ho compagnia per le uscite notturne.
Sono stata molto bene in loro compagnia e sono un po’ dispiaciute perché due di loro, che sono una coppia che lavora nella mia città ma viene dal centro Italia, potrebbero ritornare a casa per una nuova opportunità lavorativa.
E’ un vero peccato quando conosci delle persone con cui ti trovi bene e poi devi distaccartene per cause di forze maggiore. L’altro amico ha detto “Allora andremo a trovarli!”. Sarebbe divertente, anche perché la loro città di origine è davvero bella.
E’ così difficile per me farmi dei nuovi amici e quando poi ci riesco veniamo separati dalle circostanze…

Pensieri sparsi: se ci si tiene davvero.

Ieri sera mi sono davvero arrabbiata con un amico e non succedeva da tempo.
Andiamo con ordine. Un paio di settimane fa ho saouto di dovermi sposrare per questo weekend per fare un corso per lavoro a 100 km da casa. Ho colto l’occasione per avvisare il mio amico Ryu, perché non ci vedevamo da fine giugno (quella volta solo tre quarti d’ora dopo 6 anni di lontananza) e mi aveva detto che voleva vedermi per oassare una serata insieme. Fatto sta che gli comunico questa cosa e gli chiedo se ha già altri impegni. Lui mi assicura di essere libero e così queste ultime due settimane ci sentiamo diverse volte per parlare della cosa, da ultimo giovedì.
Ieri sera, dopo la fine del corso, arrivo al mio b&b e gli mandi qualche messaggio su whatsapp, a cui nin risponde; eppure vedo che ogni tanto si connette all’app. Comincio ad insospettirmi, ancora di più quando sulla mia bacheca di fb compare una foto di l8 con altre oersine che organizzano un evento per ieri sera: il gelo…
Aspetto, mando altri due messaggi a distanza di un’ora tra loro e poi alla fine alle otto mi risponde, scusandosi perché si era dimenticato (!) di dover fare questa cosa e che era proprio ieri e mi oropone dk orednere la maccnina e farmi più di 40 km (80 col ritorno) per andare in sto posto dove sarei stata da sola perché lui era alla cassa, questo dopo i 100 km della mattina più la giornata di studio. Ho detto di no, che non avevo viglia di guidare, e gli ho augurato la buona serata, mentre dentro ribollivo.
Menomale non mi ero ancora preparata… ho cenato un kebab fattomi recapitare a domicilio, arrivato cin un’ora di ritardo su quella prevista.
Sonno molto dispiaciuta per diversi motivi: primo perché se ci tieni davvero cazzo te lo ricordi se hai un imoegno o no; secondo perché per essee libera per lui ho rinciato a dire ad altre persone che ero in città; terzo perché sarò fatta male io, ma quando prendo un impegno mi assicuro che sia tutto ok per portarlo a termine.
Detto questo, se anche gli avessi dettk di sì, che sarei andata, ka oersona a mezza otte non aveva ancora visto la mia risposta, perciò avrei pure rischiato di farmi un viaggio a vuoto per nulla.
E poi si meravigliano se ho un carattere di merda, se mi incazzo e se esco poco. Se quando esco i risultati sono questi oreferisco starmene a casa.
Buona domenica.

Pensieri sparsi: weekend.

Alla fine il weekend è arrivato. Le nubi addensate sulla mia testa si sono diradate e finlmente posso tirare un sospiro di sollievo.
Stasera, nel tornare a casa, mi sono fermata a comprare una pizza e del gelato artigianale: volevo farmi sommergere dal cibo di conforto. Il gelato era delizioso, unica consolazione al mio male di vivere qui. Sulla pizza sorvolo. Non mangio una pizza decente da quando sono venuta in questo posto. Non la sanno fare, è inutile sperarci.
Avevo solo voglia di abbuffarmi di cose che mi piacciono, per stare un pochino meglio. Era l’unico sfizio che potevo togliermi, dato che per avere il calore di un misero abbraccio devo aspettare ancora un mese.
Un mio caro amico l’altra sera mi ha scritto che quando tornerò a casa si darà da fare per trovarmi un fidanzato. È così tenero a preoccuparsi per me. Sa che ci soffro a stare da sola e vuole vedermi felice. Anche io vorrei esserlo, ma più la mia vita va avanti più mi rendo conto che la felicità è cosa per pochi. Io dubito di far parte di quel fortunato club, considerando tutti gli eventi della mia esistenza.
Ci sbattiamo tanto per non andare a fondo, per raggiungere la riva e respirare, ma alla fine l’unica cosa che ci resta addosso è la fredda umidità della solitudine, che ci è penetrata sin dentro le ossa.