Pensieri sparsi: Vivo nell’attesa.

In questi giorni vivo nell’attesa di diverse cose: innanzitutto, cosa per me prioritaria, vivo nell’attesa di riprendere a lavorare. Oggi il mio direttore ha convocato tutto lo staff per una riunione e ci ha detto che l’azienda sta facendo il possibile per farci tornare tutti il prima possibile, spera entro una o due settimane. Lo spero anche io, perché il lavoro riempie le mie giornate, ma soprattutto la mia vita: mi fa sentire utile e cerco di farlo con la massima passione, mi manca davvero tanto.

Vivo poi nell’attesa di quel numero di telefono, anche se a dire il vero non ci penso più di tanto, mi son detta vada come vada va bene. Ieri sono andata a trovare mio cugino e mi diceva che ha sentito il sui contatto ieri e gli ha detto che in un paio di giorni dovrebbe procurarlo. Non mi sono soffermata a chiedere oltre, non voglio pensarci troppo e poi magari finire delusa se alla fine non arriva.

Infine vivo nell’attesa che mi arrivino delle cose che ho ordinato online. Ho convinto i miei a prendere il materiale per seminare degli ortaggi da far crescere nei vasi in giardino, perché voglio dedicarmi a delle cose nuove. Chi lo sa, magari divento una contadina (in) provetta!

Pensieri sparsi: Miscellanea giornaliera.

Oggi parlavo con mio cugino di vacanze e pensavo che, non potendo purtroppo fare ancora il viaggio in Giappone per cui sto risparmiando e che sto sognando da un po’, mi accontenterei anche solo di un weekend alle terme, ma chissà quando sarà possibile farlo, come anche tante altre cose.

Nel caso la palestra dove vado riapra, ho comunque deciso di non tornarci, almeno per ora. Considerato che il caldo sta arrivando e che con la app della Nike mi sto trovando molto bene (a proposito, ve la consiglio, nel caso cercaste una buona app per allenarvi a casa), ho deciso che proseguirò in questo modo per tutta l’estate e a settembre vedrò com’è la situazione. Tra l’altro ho notato che le sessioni di yoga mi stanno aiutando parecchio a livello articolare, perciò se sarà possibile a settembre vorrei iniziare a farlo seriamente.

Ultimamente sto pensando molto a come utilizzare il mio tempo libero e tra le altre cose ho deciso di dedicarne una parte a provare a far crescere degli ortaggi nel giardino dei miei. Sento il bisogno di fare qualcosa di utile e gratificante, forse perché questa situazione mi ha aiutato a capire il valore delle cose più semplici.

Penso di dover imparare a vivere pensando al presente, invece che al futuro, passo dopo passo, senza fare voli pindarici. Rischio di perdermi delle cose davvero importanti.

Pensieri sparsi: una gioia!

A metà marzo, quando è cominciata questa storia, improvvisamente è venuta meno la mia voglia di suonare. Il solo guardare la batteria (e mi tocca guardarla ogni giorno, dato che è nella mia camera da letto) mi faceva sentire la nausea. Non so perché, ma non riuscivo neanche a pensare di sedermi sullo sgabello, prendere le bacchette e cominciare a suonare. Ho avuto un vero e proprio rifiuto, gli unici momenti in cui ascoltavo la musica era durante gli allenamenti giornalieri in giardino.

Due settimane fa ho provato a fare un po’ di esercizio con le bacchette e il pad, quasi costringendomi, ma è durato un quarto d’ora scarso e ho messo tutto via. Mia madre poi mi ha detto che sentiva la mancanza della batteria e questa cosa mi ha fatto sorridere.

Poi qualche giorno fa ha iniziato a risuonarmi in testa As I am dei Dream Theater e, anche se so di non essere in grado di suonarla in maniera minimamente decente, mi è venuta una dannata voglia di provarci.

E così oggi pomeriggio ho messo da un lato ago e filo (ultimamente ho ripreso a ricamare) e li ho prontamente sostituiti con le mie bacchette. E mentre provavo a suonarla mi è quasi venuto da piangere: un’emozione che non sentivo da tanto, che mi partiva dal petto e mi scaldava il cuore, mi ha fatto sentire viva. È stato un piacere dedicarmi di nuovo alla musica, a volte una gioia arriva!

Pensieri sparsi: Mio Cug(g)ino…

Sto aiutando mio cugino a realizzare un suo progetto: l’anno scorso ha comprato un b&b nella mia città e mi ha chiesto di dargli una mano col progetto. Ho accettato volentieri, da quando ho cambiato lavoro ho parecchio tempo libero e potergli essere utile mi fa piacere. In questi mesi ha sistemato la casa e ha dato forma alla sua idea di b&b. Tutto procedeva per il meglio, ma questa emergenza sanitaria ha letteralmente bloccato il progetto quando era quasi in dirittura di arrivo. Fortunatamente mio cugino è una persona molto zen, che riesce a trovare il lato positivo anche in una situazione come questa. Al suo posto io avrei già dato di matto non so quante volte.

Siamo davvero due opposti noi, ma credo sia proprio per questo che andiamo molto d’accordo. E ultimamente ho cercato di seguire il suo esempio di essere più zen. Ho iniziato a meditare e a fare yoga e devo dire che la cosa mi aiuta, a parte quando dormo e faccio sogni strani e poi mi ritrovo a sclerare per tre giorni (vedi articoli precedenti).

A tal proposito l’altra sera gli raccontavo la cosa e lui mi dice:”Cugina, metti da parte lo sclero. Ci penso io, dammi un paio di giorni e ti procuro il numero di telefono della persona, così puoi contattarla”.

Pensavo scherzasse, invece oggi mi dice che il numero dovrebbe arrivare presto, ha messo in moto le sue infinite conoscenze per me. È una persona davvero straordinaria, a prescindere da questo gesto; mi piacerebbe essere come lui, meno orso, più ottimista, più aperta al mondo. Non so perché non ci riesco, ma sono umana e in quanto tale fallibile. Mi consola però sapere che su lui posso contare e questo è un grande salvagente per me.

Confessioni: Causa persa.

Il problema di questo periodo è che stando a casa inevitabilmente finisco per pensare; anche se cerco di tenermi impegnata, arrivano quei momenti in cui il mio cervello parte con le seghe mentali. Sono tre giorni che continuo a pensare sempre alla stessa cosa, soprattutto la sera, tanto che fatico ad addormentarmi e quando ci riesco faccio sogni astrusi che mi svegliano nel cuore della notte. E allora ricomincio a pensarci, anche se so che non posso fare nulla per risolvere la cosa, non avendo un appiglio, uno straccio di contatto che mi permetta di dire:”Toh, ti sei tolta il pensiero”.

Stavolta non posso farlo e forse proprio per questi motivo continuo a tormentarmi, io che sono una di quelle persone che, tolto il dente, levato il dolore. Non lo so, forse è solo un modo per canalizzare la frustrazione del periodo da qualche parte e non lasciarla aleggiare sulla mia testa, ma se così fosse non funziona gran che. O forse è colpa del Genji monogatari, che racconta solo degli amori di Hikari Genji, felici o meno, ma pur sempre amori. Ed io di amore non ne ho.

Mah… per forza che mi attirano i tipi problematici, anche se, in questo caso, non lo vedo da quasi 10 anni. Sono una causa persa.

Paradosso.

Vuoi che ti guardi,
Ma io sono cieca.
Vuoi che ti ascolti,
Ma non posso sentire.
Vuoi che ti tocchi,
Anestesia è il mio nome.
Vuoi che senta il tuo profumo,
Il mio cognome è anosmia.
Inutile sentire il tuo sapore,
L’ageusia è mia invenzione.
Sono il Nulla e Nulla sento.
O, forse, il Nulla sei tu.
Impossibile percepirti,
Se il tuo cuore non batte.