Pensieri sparsi: Ritorno.

Stasera mi ha chiamato la mia responsabile per dirmi che da domani posso tornare al lavoro. È stata una gioia, dopo quasi due mesi di stop finalmente la mia vita normale riprenderà. Ora non mi resta che impegnarmi come sempre per riabituarmi al ritmo quotidiano, ma vorrei anche mantenere alcune delle cose che in questo periodo ho inserito nella mia vita casalinga, penso che mi farebbero bene.

Pensieri sparsi: Gocce di pioggia.

La pioggia chiacchiera sulle tegole, gorgoglia sulla mia testa. La sento borbottare mentre tocca il tetto, scivolando giù per la grondaia, sino a spargersi per il giardino. Non capisco cosa dice, eppure mi piacerebbe conoscere la sua lingua. Ride ora, o forse piange, o è adirata per una giornata storta? Impossibile saperlo.

Ma qualunque cosa voglia dire, questo suo bussare serenamente qui e lì mi trasmette pace, serenità.

Vaneggiamenti: Stupida allergia.

Sembra pianto ma non è
È soltanto l’allergia!
Se ti gratti o starnutisci
Arriva subito l’allergia!

No, non sono impazzita. È che mentre mi grattavo l’occhio per questa dannata congiuntivite allergica, che non vedevo da anni, mi è venuta da canticchiare questa cosa in stile simil Pollon, più che altro per sfogare il disappunto in qualche modo.

Stupida allergia.

Pensieri sparsi: Le alternative non mancano.

Sono stremata. Tra ieri e oggi ho aiutato mio padre a rifare la staccionata del giardino ed è stata una grande soddisfazione, ma la mia povera schiena chiede pietà. Certo che mi do alle attività più disparate… sicuro se volessi cambiare vita ancora una volta avrei l’opportunità di scegliere tra varie alternative, però devo dire che l’idea, se mai mi servisse un piano b, di volare in un’isoletta sperduta e aprire un chiringuito sulla spiaggia, trascorrendo il tempo senza fretta, godendomi ogni istante di serenità, è sempre in pole position.

Magari quell’isoletta sperduta potrebbe essere di mia proprietà e il chiringuito solo uno svago, chi lo sa. Certo, se mai incontrassi un riccone in vena di regali, tutto sarebbe più semplice.

Però sognare alla fine non costa nulla, mantiene vive le speranze di un futuro diverso, forse migliore, chi lo sa.

Male che vada, potrei sempre darmi alla cucina, o al ricamo, o alle riparazioni casalinghe, o alla coltivazione di ortaggi. Le alternative non mancano!

Mai più mio.

Ti rivedo nei miei occhi
Riflessi allo specchio,
Quando la notte mi opprime
E il sonno non arriva.
Non vai più via,
Neanche se li chiudo,
O se per un istante
Il buio mi riprende.
Un battito di ciglia
E sei lì, a fissarmi
Dalle mie iridi assonnate,
Troppo lontano
Per raggiungerti.
Mai più mio.

Pensieri sparsi: C’est la vie.

Mi sto dedicando al tentativo di far crescere delle piantine da orto in vaso. Tentativo è la parola giusta, perché non ho proprio un bel pollice verde (chiedetelo al povero bonsai regalatomi per il compleanno), ma mi ci sto mettendo d’impegno. Mi piacerebbe poter dire che mangio ciò che ho prodotto con le mie mani, sarebbe davvero una grande soddisfazione.

In questo periodo sto cercando di rendere le mie giornate piene in qualunque modo, per non pensare a tante cose, e per la maggior parte del tempo ci riesco. Ma poi arriva la notte, mi metto a letto e allora ecco che riprendo a macinare pensieri vorticosi, sino a che non arriva il momento di dormire. Non sempre il sonno è sereno, a volte faccio davvero fatica ad addormentarmi e quando ci riesco i sogni sono agitati, o molto brutti, al punto che mi sveglio spaventata e poi riaddormentarmi è difficile. Ci vorrebbe un bel sonnifero, o una bella botta in testa e passa la paura, ma non avendo il primo né chi sarebbe disposto a farmi vedere le stelle, mi tocca adattarmi e aspettare che il momento passi. C’est la vie.

Pensieri sparsi: Si vive lo stesso.

E niente… credo proprio che quel numero di telefono non sarà mio, dopotutto. Ieri sera mio cugino mi ha detto che ancira non aveva saputo nulla dalla persona a cui aveva chiesto e l’avrebbe sentita. Ma non mi faccio illusioni. Fortuna che non ci ho perso tempo pensandoci troppo, pazienza. Si vive lo stesso.

Pensieri sparsi: Come riempire il tempo.

Ho deciso di mettermi a studiare giapponese. Non è la prima volta che ci provo, già un paio di volte avevo tentato la cosa, fermandomi praticamente ai kana (hiragana e katakana sono due forme di sillabari che i giapponesi utilizzano per scrivere integrandoli ai kanji, ovvero gli ideogrammi di derivazione cinese). Ieri ho trovato un’app molto interessante e così, lette anche le recensioni, ho deciso di cimentarmi ancora una volta, per due motivi: ho sempre desiderato poter leggere in lingua originale i libri che tanto mi piacciono, e magari anche guardare gli anime, che vedo spesso sottotitolati, finalmente comprendendo le frasi e non solo qualche parola qua e là; e poi c’è il discorso viaggio in Giappone: mi piacerebbe poter interagire usando la loro lingua quando saró laggiù, anche perché so che i giapponesi non si esprimono facilmente in inglese. Siccome di tempo per imparare ce n’e, allora perché non provare a dedicarmi alla cosa seriamente?

Non so come andrà a finire, ma penso sia il momento giusto per ritentare. Di sicuro non sono una che si lascia andare alla noia!

Per chi fosse interessato il nome della app è JA Sensei!