Confessioni: incollata alla routine.

Vorrei tanto chiudere gli occhi ed al mio riaprirli ritrovarmi in un altro luogo, in un altro tempo, in un’altra vita.
Mi piacerebbe tanto trovarmi in uno di quei film natalizi, in cui succede come per magia che la protagonista, sfigata sotto ogni punto di vista, dopo un desiderio espresso sotto l’albero e una dormita colossale, si risveglia in un posto nuovo e vive strane avventure, contornata da personaggi particolari e divertenti, e alla fine incontra colui che le donerà di nuovo il sorriso. Salvo poi risvegliarsi e ritrovarsi nello stesso squallido letto su cui si era addormentata. Ma, c’è un ma, ecco che alla porta bussa lui e vissero tutti felici e contenti.
Nel mio caso la storia si ferma all’addormentarsi nel proprio squallido letto. Al massimo sogno, ma poi il risveglio è sempre lo stesso. La routine è sempre la stessa. Sento forte il bisogno di staccare, di cambiare aria per qualche giorno, per distrarmi, ma non mi posso muovere. Sto arrancando a fatica… se solo potessi staccare…

Surf.

Miharu no Tamashin (Miharu's soul)

Un’onda,
Vorresti arrivasse,
Regina del mare,
Montante di schiuma.
La senti,
Salir dall’abisso,
Gonfiarsi alle spalle,
Arcuarsi alla cresta.
E gli occhi,
Sinora socchiusi,
protetti dal sole,
La fissano un istante.
Veloce nel riflesso,
Il balzo sulla tavola,
Il fragore del mare,
Il corpo si libra.
Leggero avanzi,
Sinuoso ti muovi,
Rapito dall’acqua,
Libero ora di volare.
Libero.
Sino alla prossima onda.

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