Inaccessibile.

Inaccessibile, sei,
Come il Fujiyama
Ricoperto di neve.
Inutile il tentativo
Di raggiungere la vetta
Impervia,
Sommersa dalla valanga
Del tuo silenzio
Profondo.
E resto a valle,
A studiarti,
A cercare di capirti
Invano, forse.

Mai più mio.

Ti rivedo nei miei occhi
Riflessi allo specchio,
Quando la notte mi opprime
E il sonno non arriva.
Non vai più via,
Neanche se li chiudo,
O se per un istante
Il buio mi riprende.
Un battito di ciglia
E sei lì, a fissarmi
Dalle mie iridi assonnate,
Troppo lontano
Per raggiungerti.
Mai più mio.

Paradosso.

Vuoi che ti guardi,
Ma io sono cieca.
Vuoi che ti ascolti,
Ma non posso sentire.
Vuoi che ti tocchi,
Anestesia è il mio nome.
Vuoi che senta il tuo profumo,
Il mio cognome è anosmia.
Inutile sentire il tuo sapore,
L’ageusia è mia invenzione.
Sono il Nulla e Nulla sento.
O, forse, il Nulla sei tu.
Impossibile percepirti,
Se il tuo cuore non batte.