Pensieri sparsi: Ritorno.

Stasera mi ha chiamato la mia responsabile per dirmi che da domani posso tornare al lavoro. È stata una gioia, dopo quasi due mesi di stop finalmente la mia vita normale riprenderà. Ora non mi resta che impegnarmi come sempre per riabituarmi al ritmo quotidiano, ma vorrei anche mantenere alcune delle cose che in questo periodo ho inserito nella mia vita casalinga, penso che mi farebbero bene.

Pensieri sparsi: Gocce di pioggia.

La pioggia chiacchiera sulle tegole, gorgoglia sulla mia testa. La sento borbottare mentre tocca il tetto, scivolando giù per la grondaia, sino a spargersi per il giardino. Non capisco cosa dice, eppure mi piacerebbe conoscere la sua lingua. Ride ora, o forse piange, o è adirata per una giornata storta? Impossibile saperlo.

Ma qualunque cosa voglia dire, questo suo bussare serenamente qui e lì mi trasmette pace, serenità.

Pensieri sparsi: Le alternative non mancano.

Sono stremata. Tra ieri e oggi ho aiutato mio padre a rifare la staccionata del giardino ed è stata una grande soddisfazione, ma la mia povera schiena chiede pietà. Certo che mi do alle attività più disparate… sicuro se volessi cambiare vita ancora una volta avrei l’opportunità di scegliere tra varie alternative, però devo dire che l’idea, se mai mi servisse un piano b, di volare in un’isoletta sperduta e aprire un chiringuito sulla spiaggia, trascorrendo il tempo senza fretta, godendomi ogni istante di serenità, è sempre in pole position.

Magari quell’isoletta sperduta potrebbe essere di mia proprietà e il chiringuito solo uno svago, chi lo sa. Certo, se mai incontrassi un riccone in vena di regali, tutto sarebbe più semplice.

Però sognare alla fine non costa nulla, mantiene vive le speranze di un futuro diverso, forse migliore, chi lo sa.

Male che vada, potrei sempre darmi alla cucina, o al ricamo, o alle riparazioni casalinghe, o alla coltivazione di ortaggi. Le alternative non mancano!

Pensieri sparsi: C’est la vie.

Mi sto dedicando al tentativo di far crescere delle piantine da orto in vaso. Tentativo è la parola giusta, perché non ho proprio un bel pollice verde (chiedetelo al povero bonsai regalatomi per il compleanno), ma mi ci sto mettendo d’impegno. Mi piacerebbe poter dire che mangio ciò che ho prodotto con le mie mani, sarebbe davvero una grande soddisfazione.

In questo periodo sto cercando di rendere le mie giornate piene in qualunque modo, per non pensare a tante cose, e per la maggior parte del tempo ci riesco. Ma poi arriva la notte, mi metto a letto e allora ecco che riprendo a macinare pensieri vorticosi, sino a che non arriva il momento di dormire. Non sempre il sonno è sereno, a volte faccio davvero fatica ad addormentarmi e quando ci riesco i sogni sono agitati, o molto brutti, al punto che mi sveglio spaventata e poi riaddormentarmi è difficile. Ci vorrebbe un bel sonnifero, o una bella botta in testa e passa la paura, ma non avendo il primo né chi sarebbe disposto a farmi vedere le stelle, mi tocca adattarmi e aspettare che il momento passi. C’est la vie.

Pensieri sparsi: Si vive lo stesso.

E niente… credo proprio che quel numero di telefono non sarà mio, dopotutto. Ieri sera mio cugino mi ha detto che ancira non aveva saputo nulla dalla persona a cui aveva chiesto e l’avrebbe sentita. Ma non mi faccio illusioni. Fortuna che non ci ho perso tempo pensandoci troppo, pazienza. Si vive lo stesso.

Pensieri sparsi: Come riempire il tempo.

Ho deciso di mettermi a studiare giapponese. Non è la prima volta che ci provo, già un paio di volte avevo tentato la cosa, fermandomi praticamente ai kana (hiragana e katakana sono due forme di sillabari che i giapponesi utilizzano per scrivere integrandoli ai kanji, ovvero gli ideogrammi di derivazione cinese). Ieri ho trovato un’app molto interessante e così, lette anche le recensioni, ho deciso di cimentarmi ancora una volta, per due motivi: ho sempre desiderato poter leggere in lingua originale i libri che tanto mi piacciono, e magari anche guardare gli anime, che vedo spesso sottotitolati, finalmente comprendendo le frasi e non solo qualche parola qua e là; e poi c’è il discorso viaggio in Giappone: mi piacerebbe poter interagire usando la loro lingua quando saró laggiù, anche perché so che i giapponesi non si esprimono facilmente in inglese. Siccome di tempo per imparare ce n’e, allora perché non provare a dedicarmi alla cosa seriamente?

Non so come andrà a finire, ma penso sia il momento giusto per ritentare. Di sicuro non sono una che si lascia andare alla noia!

Per chi fosse interessato il nome della app è JA Sensei!

Pensieri sparsi: Uno sguardo oltre.

Cosa significa sentirsi realizzati? Penso che questa sensazione vari sia tra persone diverse, ma anche per la stessa persona, in momenti diversi della vita. Lo scrivo ripensando a quello che è stata la mia vita sinora. Ho raggiunto obiettivi diversi in momenti diversi e ciascuno di essi mi ha fatto sentire realizzata. Ma se devo pensare ad una realizzazione globale, devo dire che non l’ho raggiunta e mi chiedo se a questo mondo ci sia qualcuno pienamente realizzato.

Personalmente mi manca qualcosa per raggiungerla e non so se riuscirò mai ad averla. Non è un qualcosa che si ottiene comprandolo o applicandosi duramente (come con lo studio), credo che per arrivarci sia necessaria una buona dose di fortuna: sì, perché incontrare la persona giusta, quella con cui decidere di passare la vita, con cui magari avere dei figli, alla fine dipende dalla fortuna.

La mia credo si sia esaurita ormai. A volte penso a cosa sarà di me tra venti o trent’anni, quando mi ritroverò da sola, senza più i miei genitori, a trascorrere le giornate in silenzio. Alla fine è così che mi vedo. Se avessi avuto la fortuna di trovare la persona giusta la avrei vista al mio fianco in quegli anni futuri e il trascorrere del tempo sarebbe stato meno pesante, meno doloroso.

Sono riflessioni che ogni tanto faccio, anche e cerco di vivere giorno per giorno non posso fare a meno di volgere lo sguardo oltre, di tanto in tanto. E sento tanta paura al pensiero di morire vecchia e sola.

Pensieri sparsi: Mali di coppia (altrui, per fortuna mia).

Già una volta ho parlato del ragazzo della mia migliore amica forse un paio di anni fa. Ho già espresso il mio parere su di lui nell’articolo Asineria Maschile e penso che il titolo dica tutto.

Ieri notte ho sentito via Whatsapp la mia amica e mi ha lasciato alquanto sconcertata apprendere dell’ennesimo comportamento di merda, diciamolo pure di questa persona. Stai da più di dieci anni con una persona e non la consideri come una di famiglia? Non ho parole. La mia amica, che già stava vivendo un periodo di riflessione nei confronti di questa persona, al sentire tale cosa ha avuto ulteriori dubbi. Dice che si sente distante, che sta pensando che forse si danno troppo per scontati etc. Le ho detto che a mio parere i suoi dubbi derivano dal fatto che uno di 46 anni non può, dopo dieci anni e passa di relazione, continuare a farsi vedere solo il sabato sera, senza pensare a costruire qualcosa per il futuro. Mi ha detto:”può essere”.

Oggi so che si sono visti (dopo che lei gli ha detto che dovevano parlare, dato che lui, non considerandola di famiglia, non riteneva opportuno cenire a trovarla dopo due mesi che non si vedevano), ma non so come la situazione si sia conclusa.

Ci sono dei momenti in cui sento davvero la pesantezza della mia solitudine, ma ce ne sono degli altri, come ora, in cui ringrazio di non essere impelagata in situazioni di coppia come questa. Almeno dormo bene la notte e non mangio fiele per la mancanza di rispetto, di amore, di tutto da parte di qualcuno che non mi merita.

Pensieri sparsi: Vivo nell’attesa.

In questi giorni vivo nell’attesa di diverse cose: innanzitutto, cosa per me prioritaria, vivo nell’attesa di riprendere a lavorare. Oggi il mio direttore ha convocato tutto lo staff per una riunione e ci ha detto che l’azienda sta facendo il possibile per farci tornare tutti il prima possibile, spera entro una o due settimane. Lo spero anche io, perché il lavoro riempie le mie giornate, ma soprattutto la mia vita: mi fa sentire utile e cerco di farlo con la massima passione, mi manca davvero tanto.

Vivo poi nell’attesa di quel numero di telefono, anche se a dire il vero non ci penso più di tanto, mi son detta vada come vada va bene. Ieri sono andata a trovare mio cugino e mi diceva che ha sentito il sui contatto ieri e gli ha detto che in un paio di giorni dovrebbe procurarlo. Non mi sono soffermata a chiedere oltre, non voglio pensarci troppo e poi magari finire delusa se alla fine non arriva.

Infine vivo nell’attesa che mi arrivino delle cose che ho ordinato online. Ho convinto i miei a prendere il materiale per seminare degli ortaggi da far crescere nei vasi in giardino, perché voglio dedicarmi a delle cose nuove. Chi lo sa, magari divento una contadina (in) provetta!