Pensieri sparsi: il vuoto nel cuore.

Comincio a pensare di avere una qualche maledizione addosso. Perché non riesco a spiegarmi altrimenti il fatto che ogni volta che mi prendo cura di un felino questi finisce male. Ieri mattina, dopo due giorni di terribile quanto improvvisa malattia, il mio piccolo Raj è morto. È stato orribile vederlo soffrire così, per una forma di panleucocitopenia fulminante: in parole povere una gastroenterite felina che gli ha causato la perdita totale dei globuli bianchi, con esito letale. Avrei dovuto vaccinarlo questo mese, ma si è ammalato prima. E ora mi sento uno schifo per vari motivi: mi sento in colpa per non averlo vaccinato prima, ma non ho potuto farlo dapprima perché quando l’ho trovato era malato e dovevo curarlo prima di farlo vaccinare, e poi perché negli ultimi due mesi ho avuto delle spese importanti e non avevo i soldi per farlo. E ora lui non c’è più. Non entro nei dettagli su come sono state le sue ultime ore, al solo pensiero mi vengono ancora le lacrime. Ci eravamo affezionati tutti a lui, era un gattino delizioso, affettuoso e con Penny erano come fratelli. Lei è triste, ieri si è accorta che stava male e quando l’ho riportato a casa (è morto in clinica) è andata dritta al trasportino per cercarlo. Ma non volevo lo vedesse e così l’ho tenuta lontana. Lo ha cercato ieri e anche oggi, si vede che gli manca. E poi dicono che i cani non capiscono… Aveva solo 5 mesi, il piccolo Raj.

Io non credo in nessun dio, ma voglio credere che ci sia un posto dove ora Raj è accolto da tutti i miei gatti precedenti e dalla mia cagnolina Briciola. Questi pensiero mi rende più facile accettare il fatto che non ci sia più. Probabilmente non tutti coloro che leggeranno mi comprenderanno, ma chi ha avuto un cane o un gatto sa cosa si prova quando ci lascia, che vuoto si crea nel nostro cuore.

Pensieri sparsi: apatia.

Non scrivo qui da un po’, non perché sia stata particolarmente impegnata, ma perché ultimamente sono in preda all’apatia e mi costa una grande fatica fare qualsiasi cosa. Sarà anche perché sono molto stanca e perché negli ultimi mesi mi capita spesso di dormire male, in pratica un cane che si morde la coda. Sto leggendo un libro, ma la cosa sta andando un po’ a rilento perché non mi sento molto coinvolta dalla lettura. Strano, perché in genere i libri li divoro. Sarà tutta una congiuntura astrale strana, passerà, come passerà tutto il resto.

Pensieri sparsi: non ce la faccio piùùù!

Credo di avere qualche problema. Sono diverse notti, forse già un paio di settimane, che non faccio altro che sognare il mio lavoro. A volte mi ritrovo in azienda a svolgere le mie mansioni, altre volte sono nei posti più assurdi, altre ancora sogno strane peripezie con i colleghi. Anche se insigni si svolgono nelle maniere più disparate, la costante comune è la sensazione di ansia che permea tutto il contesto. Ansia e fatica. Sta di fatto che quando mi sveglio, dopo questi sogni agitati, mi sento uno straccio, peggio di quando mi sono coricata. Non riesco a trovare una valvola di sfogo che mi faccia allentare tutto questi stress che mi porto sulle spalle. A momenti mi sento come la famosa Magda, che nel crescendo di follia del marito Furio inizia a dire in un sussurro, per poi gridarlo:”Non c’è la faccio più!” (leggi con accento torinese).

Pensieri sparsi: alla frutta.

Sono davvero arrivata alla frutta. Sono così stanca che non ho neanche la forza di ridere. Oggi ho ordinato degli integratori della Aboca per i periodi di forte stress fisico e mentale, spero mi tirino su, perché così non posso andare avanti. Appena la situazione sarà più vivibile ho in programma un weekend a Roma per distrarmi un po’ e poi quando si potrà viaggiare voglio andare una settimana a Tenerife a staccare la spina da tutto questo. Oggi ho fatto la prima delle due somministrazioni di vaccino, la seconda sarà il 31. Non vedo l’ora di arrivare a fine mese. Così sarò più tranquilla.

Pensieri sparsi: un anno finisce, un anno comincia.

Un altro anno è giunto alla conclusione. Il mio 2020 è finito esattamente come era iniziato: a letto a leggere. E ho letto davvero tanto in quest’anno appena trascorso. Il tempo sicuramente non mi è mancato e la buona abitudine di accompagnare la fine delle mie giornate con la lettura mi ha aiutato ad arricchirmi culturalmente, oltre che a svagarmi e rilassarmi. Se mi guardo indietro, al di là della situazione che noi tutti viviamo, e di cui non ho voglia di parlare, perché già occupa troppo i nostri pensieri quotidiani, vedo un anno tutto sommato positivo. Ho portato avanti il mio lavoro con professionalità e impegno, nonostante le difficoltà quotidiane, ho coltivato le mie amicizie, ho superato un momento difficile nelle ultime settimane. E ora sono molto più serena.

Da ultimo, un paio di settimane fa ho conosciuto una persona, su un sito dove si comunica con persone di tutto il mondo per migliorare le lingue straniere. Si tratta di un italiano, una persona che sto cercando di conoscere meglio e che ha piacere di conoscermi. Per ora, sembra la nascita di una bella amicizia, cosa che non mi succedeva da tempo, essendo per me molto difficile fidarmi degli altri e lasciarmi andare a rapporti umani. Però ho la sensazione che questa persona meriti un’occasione e ho decido di dargliela. Spero che il nuovo anno mi porti delle nuove esperienze e un po’ di meritata gioia. Buon anno a tutti!

Pensieri sparsi: regalo di Natale.

Questi giorni sono stati molto pesanti. Ho passato quattro notti insonni, poi ieri sera finalmente sono riuscita a riposare. Quando hai un caro in ospedale, di questi tempi, è davvero molto difficile riuscire a restare sereno, per vari motivi: sapere di non poter visitare chi è ricoverato è fonte di preoccupazione, come se già non bastasse il fatto che se uno sta in ospedale bene non sta. Se poi a questo si aggiunge che la persona non può comunicare perché si trova in terapia intensiva dopo un intervento chirurgico di sei ore, lo stress sale alle stelle. Sentire dagli infermieri che è andato tutto bene ti solleva un po’ l’umore, ma sino a che non puoi sentire la voce di chi vuoi bene che ti dice che tutto sommato va bene, la tensione resta. Quella voce l’ho sentita stasera e il peso che avevo sul petto si è alleggerito di tanto. Domani proviamo a fare una videochiamata, così riusciamo a vederci. Anche perché al di là della distanza imposta dalle misure di sicurezza peri covid, mio padre sta ricoverato a 100 km da qui, perché nell’ospedale della mia città non c’è il reparto in cui doveva ricoverarsi.

Mercoledì mattina ho fatto una cosa che non facevo da quando avevo 18 anni: ho donato il sangue. Lo feci a suo tempo lutiamo anno di liceo, con la scuola. Poi non potei ripetere l’esperienza per diverso tempo per alcuni problemi di salute. Quando hanno ricoverato mio padre ci hanno detto che c’era bisogno di sangue, quattro donatori, per sicurezza, nel caso ne avesse avuto bisogno nei giorni successivi all’intervento. Allora mi sono data fare e ho trovato alcuni amici e colleghi gentilissimi che si sono resi disponibili. Ho donato anch’io, finalmente ci sono riuscita. Non nego di aver avuto un leggero malessere dopo, ma questo è stato subito compensato da due cose: il sapere di aver fatto una bella azione e poi il vedersi palesare il karma.

Ero con la mia migliore amica, che ha donato con me, tornavamo alla macchina ed ecco che incrociamo un furgoncino della raccolta differenziata. Guardo dentro l’abitacolo e vedo un gattino sul cruscotto. L’operatrice ecologica alla guida, ferma in sosta lo sta accarezzando. Dico alla mia amica: “Che carino quel gattino!”. L’operatrice ecologica se ne accorge, abbassa il finestrino e mi dice: “L’ho appena trovato in mezzo alla strada, rischiava di essere investito. Lo prendete?”. In quel momento mi sono balenati mille pensieri per la testa, ma poi le mie mani si sono mosse da sole e mi sono sentita dire:”Dammelo!”.

E niente, ora Penny ha un fratellino felino. Lo volevo chiamare Cannella, ma mia madre ha dissentito, così l’ho ribattezzato Raji. Penny è stata da subito curiosa nei suoi confronti, voleva annusarlo e giocare con lui, ma Raji non era dello stesso parere! A due giorni di distanza sembra che si stia abituando alla sorellina canina. Penny dal canto suo lo segue dovunque in giardino. Mia madre mi ha raccontato un episodio divertente: stamattina era dentro casa e ha sentito il cane abbaiare alla porta. E’ uscita in giardino e il cane cercava di attirare la sua attenzione, l’ha seguito e Penny si è fermata davanti ad un davanzale su cui Rai era salito, per bene due volte, e una terza davanti al nostro alberello di limoni. Come a dire:”Vedi dove sta andando? E’ pericoloso!”. Mi ha fatto sorridere.

Ecco il karma: fai del bene e vieni ripagato del bene. Raji è stato il mio personale regalo di Natale.

Pensieri sparsi: sogni.

È successo di nuovo. Dopo qualche mese l’ho risognato e per ben due volte nella stessa notte. Non so perché, ma nei periodi in cui mi sento particolarmente debole o indifesa lui compare nei miei sogni. Posso vederlo solo lì, anche se viviamo nello stesso posto non ci vediamo da quasi 10 anni. Sono stupidi i miei sensi ed il mio subconscio, inconscio e qualsiasi cosa si annidi nel mio cervello. Servisse almeno a qualcosa… invece mi fa solo venire altra tristezza, altro senso di sconfitta e rimpianto. E in questo momento ho bisogno di tutto l’opposto.

Pensieri sparsi: alla rinfusa.

Dovrei dormire già. Ma ho uno strano senso di inquietudine che non se ne va. Non so se sia ansia o se invece sia l’effetto del the che ho bevuto dalla mia vicina stasera. Fatto sta che anche se mi fa male la testa e vorrei riposare, non riesco a mettermi orizzontale. E così, in posizione semiseduta sul letto, scrivo. Non posso leggere, ho finito le scorte a mia disposizione e devo aspettare domani, con l’accredito dello stipendio, per poter ordinare qualcosa dal mio carrello delle riserve di amazon. Avrò una decina di testi salvati, pronti per riempire le mie serate autunnali, quasi invernali direi, visto il tempo. Ho salvato anche un paio di regali che farò per Natale, gli altri li comprerò qui. Più o meno ho già in mente che pensieri prendere, devo solo procedere agli acquisti, e siccome sono una programmatrice non amo ridurmi agli acquisti dell’ultimo minuto, ma compro sempre tutto con largo anticipo. Mi piace fare regali, fare sorprese. Mi piace anche ricevere sorprese, ma non me ne fanno mai 🤷🏼‍♀️🤷🏼‍♀️ Pazienza… ecco, dopo aver dato libero sfogo ai miei pensieri, provo a vincere l’inquietudine. A me il cuscino…

Pensieri sparsi: buonanotte al secchio.

Hai presente quel momento in cui spegni la luce, il buio prende il sopravvento e la giornata può dirsi veramente finita… quel momento in cui dovresti dire buonanotte a qualcuno lì accanto, ma non lo fai perché il suono della tua voce si perderebbe nell’aria senza alcuna risposta. Ecco, quello è il momento della giornata che detesto di più.

Pensieri sparsi: buio.

Poco fa ho saputo che una ragazza che conoscevo non c’è più: si è tolta la vita a 36 anni, lasciando il marito e una bambina piccola. Inutile dire che la notizia è stata sconvolgente. Non so perché abbia compiuto questo gesto, ma posso comprendere cosa significhi sentirsi disperati, vede solo nero e pensare che mettere fine alle proprie sofferenze sia l’unica via di uscita. Undici anni fa avevo gli stessi pensieri. Ma per mia fortuna ho trovato un motivo per non mollare e per riprendere in mano la mia vita. E oggi, in questo momento, tutto ciò che sento come un problema, un ostacolo alla mia felicità, mi sembra davvero piccolo e insulso di fronte ad un gesto del genere. Non so se ci sia un oltre, non so neanche se ci sia un dio o qualcosa di simile, so solo che voglio restare attaccata a questa vita, con tutto il suo bene ed il suo male, il più a lungo possibile.