Confessioni: gira la ruota.

Oggi finalmente ho firmato il contratto di lavoro. Pensavo sarei stata molto più eccitata, invece alla firma ero molto tranquilla. Oggi quindi dovrebbe essere lo spartiacque tra il passato e il futuro, il giorno della svolta. Mi auguro che la ruota abbia girato nel verso giusto e che sia l’inizio di una bella avventura.

Confessioni: non c’è trippa per gatti.

Sai quando ti arrampichi sugli specchi, nel maldestro tentativo di suscitare attenzione, o almeno una reazione al tuo dire? Ecco, il mio specchio sta urlando…

Dopo un paio di tentativi di conversazione via Whatsapp con Occhi Verdi, sono giunta alla conclusione che non c’è trippa per gatti. Chiaramente non nutre alcun tipo di interesse nei miei confronti, lo deduco dalle sue riposte. Perciò ho deciso di accantonare il pensiero di lui, tanto non sarebbe producente profondere energie in questa cosa.

Riprenderò a concentrarmi sul mio nuovo lavoro, che ho iniziato ieri. Alla fine questo è l’unica cosa che conta nella mia vita, a parte Penny. Non ho altro.

Anche se quel mio cliente di 80 anni continua dirmi che se gli uomini non mi guardano sono degli idioti, che sono una bella donna, una donna vera etc etc, l’unica cosa che posso fare è ringraziarlo per i complimenti, perché all’orizzonte c’è solo il deserto.

Confessioni: timore.

Ieri ho rivisto Occhi Verdi. È stato un vero piacere, anche se ci ho parlato solo una mezz’ora. Oggi sono stata più fortunata, ho avuto un’ora di conversazione e ho anche scoperto che è poco più giovane di me (un anno circa). Resta da scoprire se è single sul serio oppure no… continuo a pensare se dargli o meno il mio numero di telefono, ho paura nel caso non gli interessi. Ho ancora due giorni, poi le nostre strade si divideranno.

Confessioni: sogni ad occhi aperti

Viaggiavo in treno oggi pomeriggio, un lungo viaggio iniziato in aereo alcune ore prima. Mentre davanti ai miei occhi scorrevano rapidi paesaggi di vario genere e centri abitati, mi chiedevo, nel guardare delle belle villette con giardino che punteggiavanobla campagna laziale, come sarebbe stato vivere lì. Pensavo che lì ci vivono delle persone, che il mio passaggio da quelle parti era solo effimero, mentre altri chiamano quel posto “casa”.

È una domanda che mi faccio sempre, ogni volta che mi capita di passare per luoghi che non conosco. Chissà se mi ci troverei bene, se potrei chiamarli anche io “casa”. Chissà se la mia vita sarebbe diversa, se vivessi lì, se sarebbe più piena, più completa.

Viaggio più con la fantasia che con il mio corpo, non ci posso fare nulla. Il mio animo è sognatore, quasi sempre insoddisfatto. Perché la realtà non supera mai le aspettative e sognare è tutto ciò che mi resta.

Confessioni: in attesa.

Solo oggi sto cominciando a realizzare seriamente quello che è accaduto questo weekend: finalmente avrò un lavoro con contratto a tempo indeterminato… finalmente la stabilità economica che tanto desideravo è alle porte.

Ancora non ci credo, penso lo farò nel momento in cui riceverò la lettera di preassunzione, che dovrebbe arrivare a giorni. Intanto mi sono organizzata con le colleghe che sono state prese con me per il viaggio a Roma per l’affiancamento, abbiamo prenotato l’alloggio e preso i biglietti dell’aereo.

Queste spine su cui mi hanno tenuto erano parecchio acuminate e solo ora pian piano il dolore sopportato in questi mesi regredisce, la tensione lentamente scema.

Non mi resta che attendere la lettera.

Confessioni: solo un’ospite.

È stata una settimana difficile. Dopo aver detto ai miei del cane è calato il gelo. Praticamente non ci siamo sentiti per tutta la settimana, quando di norma ci sentiamo al telefono tutti i giorni. Venerdì sono rientrati e se abbiamo detto dieci frasi è stato troppo. Sabato mattina sono partiti per andare da mia nonna per il weekend. Io invece, accompagnata dalla mia migliore amica, sono andata a prendere la cagnolina che ho deciso di adottare. Questa cagnolina fa parte di una cucciolata di 6, abbandonata in un piazzale. L’ha trovata il mio socio, che sapendo la mia situazione, di quanto mi senta sola e tutto il resto, mi ha detto che se la volevo era mia. La cucciolata è stata portata nel canile comunale, mi hanno contattato per fare la pre adozione, ma poi mi hanno detto che se volevo potevo prenderla anche sabato, perché nel canile ci sono stati dei casi di gastroenterite e i cuccioli non ancora vaccinati rischiano parecchio. Così ieri sono andata, l’ho presa e l’ho portata a casa.

Non ha toccato cibo tutto ieri ed è stata poco bene. Stamattina l’ho portata dal veterinario perché avevo paura che avesse la gastroenterite. Ora è sotto antibiotici; per fortuna sono riuscita a farle mangiare dell’omogeneizzato con la siringa.

Anche se sta poco bene è molto affettuosa. Mi guarda con una dolcezza infinita e quando la tengo fra le braccia cerca il mio contatto. È con me da soli due giorni e già il vuoto dentro di me è meno vuoto.

Ieri ho chiamato mio padre e gli ho detto del cane. Gli ho spiegato perché l’ho portata a casa e gli ho anche detto che posso cercarmi casa. Lui dice che non è necessario… ma in realtà lo è.

Oggi, quando sono tornati, mi hanno detto a malapena ciao. Non hanno neanche degnato di uno sguardo la cagnolina e dopo neanche 5 minuti sono ripartiti. È chiaro che è arrivato il momento di levare le tende. Dopotutto, benché dicessero che è casa mia, non è così: mi sono sempre sentita un’ospite, sia quando sono tornata a casa dopo la fine del mio matrimonio, sia dopo la mia trasferta lavorativa fuori regione.

E ora mi sento ospite indesiderata. Ho visto su internet un appartamento che potrebbe fare al caso mio, domani chiamo per andare a vederlo di persona.

Sono molto triste, ma credo di avere il diritto di fare la mie scelte anche io, di avere un po’ di felicità e di affetto. Mi costruirò la mia famiglia, anche se saremo solo io e la piccola Penny.