Recensione: “Detective Hanshichi – Misteri e indagini nell’antica Edo”, Okamoto Kido 4/21

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Okamoto Kido, famoso autore del teatro kabuki e scrittore di racconti vissuto tra il XIX e il XX secolo, è noto al mondo occidentale soprattutto per i secondi. Fu il primo autore giapponese ad occuparsi del genere poliziesco e sua fonte di ispirazione furono Le avventure di Sherlock Holmes, lette peraltro in lingua originale, in quanto lo scrittore era anche un interprete. I racconti che narrano le avventure del detective Hanshichi sono ambientati in epoca Tokugawa, ad Edo (l’attuale Tokyo, capitale del governo dello shogun), più precisamente nel periodo che precedette le restaurazione Meiji (avvenuta nel 1868). In tutto ne furono scritti 69, tra il 1917 ed ili 1937, ma in italiano ne sono stati tradotti solo quattordici. Un vero peccato, permettetemi di dire, perché i racconti sono davvero scritti bene, coinvolgenti ed interessanti, perché ci danno uno spaccato ben definito di quella che era la società del tempo.

I temi in essi trattati sono i più disparati e spesso viene ad essi associati il soprannaturale, in quanto gli eventi narrati as un primo sguardo possono apparire come opere di un qualcosa di sovrannaturale. Ma lo spirito osservatore di Hanshichi riesce a cogliere quel particolare che svela l’arcano. Anche se, in un paio di occasioni, alcuni eventi restano misteriosi: per esempio, in Hiroshige e la lontra di fiume la presenza, su un tetto, del cadavere di una bimba di tre anni, viene spiegata dal detective per la presenza si un piccolissimo particolare sul collo della vittima, ma la soluzione del caso resta comunque una sua supposizione, non suffraga da prove concrete, che lascia il lettore col dubbio che qualcosa di diverso possa essere accaduto (non entro nei dettagli perché non voglio spoileravi il finale, qualora vogliate leggere il libro); in Cacofonia di gatti si racconta di una donna, soprannominata dal vicinato Signora Gatta (perché ospitava a casa sua circa una ventina di gatti e per questo considerata persona inquietante), che sembrerebbe essere stata stregata da tali animali (considerati nella cultura giapponese capaci di trasformarsi e possedere gli esseri umani e pertanto guardati con sospetto), al punto da essere vista trasformarsi in uno di essi; a questo fatto Hanshichi non trova una spiegazione razionale.

Per quanto concerne i temi trattati, si va dall’omicidio al suicidio, dall’aggressione al furto, dal rapimento alla truffa. Che dire ce n’è per tutti i gusti. Non voglio svelare le trame dei singoli racconti, perché rischierei di rovinare il piacere della lettura, che consiglio vivamente, perché nel leggere questo autore non direste mai che si tratti di qualcuno vissuto ormai un secolo fa, tanto il suo stile è moderno ed il suo modo di raccontare accattivante.

2 pensieri su “Recensione: “Detective Hanshichi – Misteri e indagini nell’antica Edo”, Okamoto Kido 4/21

  1. Ma come fai?
    Io è da un mese che sto leggendo un libro di un libro di una scrittrice giapponese (banana yoshiqualcosa) e sto andando avanti proprio perché non voglio mollare, ma… penso che al mondo troppi alberi vengano tagliati per niente 🙂

    "Mi piace"

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