Recensione: “La vita quotidiana dei Vichinghi (800-1050)”, Regista Boyer 3/21

61a8YIDkAmL

In questo saggio sulla vita quotidiana dei vichinghi vengono trattati tutti gli aspetti importanti della società vichinga: la strutturazione della stessa, le abitudini di vita, il perché delle spedizioni in terre lontane, la cultura. Il tutto viene narrato con grande fluidità e semplicità cosicché anche il lettore non esperto può addentrarsi nei meandri delle peculiarità di questa popolazione. L’introduzione stessa ci porta nel mezzo di un evento considerato molto importante tra i vichinghi: il matrimonio. Un evento, questo, che comportava una certa spesa sia da parte della famiglia della sposa che di quella dello sposo. Partendo dalla narrazione di quello che poteva essere un matrimonio standard si scopre che presso i vichinghi il matrimonio era un contratto tra due famiglie, combinato quindi, e comportava il trasferimento della sposa presso il clan dello sposo. 

Il clan è la struttura base della società vichinga; è retto da un capoclan, che è anche il responsabile delle spedizioni per mare, per motivi prettamente economici, anche se, qualora l’occasione si presenti, la spedizione può diventare una colonizzazione, più o meno cruenta, talvolta persino richiesta dai popoli colonizzati (vedi il caso della Russia, il cui stesso nome deriva dall’appellativo dato ai vareghi (i vichinghi che si stabilirono in questa zona) dalle popolazioni locali (Russia starebbe ad indicare il paese abitato da coloro dai capelli rossi). Si scoprono così fatti interessanti e vengono sfatati dei miti creati sostanzialmente dai racconti di autori della Chiesa cattolica, che dipinsero i vichinghi come dei barbari devastatori.

Molto interessante è la parte del libro che racconta la vita quotidiana a terra, scandita da due stagioni, quella estiva e quella invernale, durante le quali il clan aveva dei compiti ben precisi da portare a compimento. Scopriamo quindi che l’uomo vichingo era versato in diverse arti manuali: dalla falegnameria, fondamentale per la costruzione delle imbarcazioni e delle abitazioni, alla lavorazione del metallo, alla tessitura. Perché tra i vichinghi la tessitura, non era solo affar di donne. I prodotti tessili vichinghi, infatti, realizzati con la lana delle pecore da loro allevate, erano importante merce di scambio nei mercati europei.

Un capitolo a parte merita la trattazione inerente la letteratura che tratta dei vichinghi: apprendiamo che le saghe che trattano di essi sono tutte fonti posteriori alla loro epoca, di redazione islandese. Pertanto ciò che in esse viene narrato deve essere preso con le pinze, perché spesso non rispecchia ciò che accadeva nella società vichinga, ma usi e tradizioni posteriori di un secolo o due.

Consiglio la lettura di questo libro a chi voglia conoscere meglio l’etnologia di questo popolo, ma anche a tutti coloro che ritengono che vichinghi siano dei barbari con l’elmo a punta e fornito di corna (tipologia di elmo mai utilizzato e frutto di racconti e fantasie ben posteriori, sapevatelo!).

2 pensieri su “Recensione: “La vita quotidiana dei Vichinghi (800-1050)”, Regista Boyer 3/21

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...