Recensioni: “I vichinghi – Storia, civiltà, spiritualità degli Uomini del Nord”, Bernard Marillier 42/20

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Un paio di mesi fa ho visto un anime su prime video, che si intitola Vinland Saga. E’ un anime storico, che racconta l’epoca delle guerre tra vichinghi e inglesi, alle soglie dell’anno 1000. La storia mi ha incuriosito e ho fatto qualche ricerca online, constatando che gli autori hanno rispecchiato fedelmente la realtà storica. Avendo tra i miei interessi la storia e l’archeologia (nella mia vita passata volevo diventare archeologa e ho anche studiato per farlo) ho deciso di approfondire il discorso sui vichinghi e sui celti (ho nel carrello di Amazon un libro sui celti che acquisterò a breve). perciò ho acquistato questo libro, che racconta con un linguaggio semplice e scorrevole, adatto anche ai non addetti ai lavori, la storia e i vari aspetti della società vichinga: dall’organizzazione dell’esercito all’artigianato, dalla struttura della società a quella dei villaggi, delle abitazioni e delle loro navi; dalle motivazioni che li spinsero a spostarsi dalle terre di origine ai posti che raggiunsero e alle strategie utilizzate nelle loro conquiste e nell’intrattenere rapporti commerciali con gli altri popoli; dalla religione alla letteratura. Il tutto è corredato da numerose immagini esplicative.

il libro si legge agevolmente in pochi giorni, considerata anche la sua lunghezza. Lo considero una lettura interessante per chi voglia iniziare a conoscere questo antico popolo, senza doversi per forza immergere nella lettura di tomi specifici.

Pensieri sparsi: alla rinfusa.

Dovrei dormire già. Ma ho uno strano senso di inquietudine che non se ne va. Non so se sia ansia o se invece sia l’effetto del the che ho bevuto dalla mia vicina stasera. Fatto sta che anche se mi fa male la testa e vorrei riposare, non riesco a mettermi orizzontale. E così, in posizione semiseduta sul letto, scrivo. Non posso leggere, ho finito le scorte a mia disposizione e devo aspettare domani, con l’accredito dello stipendio, per poter ordinare qualcosa dal mio carrello delle riserve di amazon. Avrò una decina di testi salvati, pronti per riempire le mie serate autunnali, quasi invernali direi, visto il tempo. Ho salvato anche un paio di regali che farò per Natale, gli altri li comprerò qui. Più o meno ho già in mente che pensieri prendere, devo solo procedere agli acquisti, e siccome sono una programmatrice non amo ridurmi agli acquisti dell’ultimo minuto, ma compro sempre tutto con largo anticipo. Mi piace fare regali, fare sorprese. Mi piace anche ricevere sorprese, ma non me ne fanno mai 🤷🏼‍♀️🤷🏼‍♀️ Pazienza… ecco, dopo aver dato libero sfogo ai miei pensieri, provo a vincere l’inquietudine. A me il cuscino…

Recensioni: “I salici ciechi e la donna addormentata”, Murakami Haruki 41/20

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In questa raccolta di racconti di Murakami troviamo 24 brevi storie, di lunghezza variabile, scritte dall’autore in vari periodi della sua produzione e poi messe insieme in questo libro. Non scriverò la trama di tutte, ci metterei troppo tempo, ma ho deciso di soffermarmi su alcune che mi hanno particolarmente colpito. In tutte sono presenti i classici ingredienti delle storie di Murakami, il gusto per il surreale, per le situazioni strambe, la presenza di personaggi a volte inquietanti, misteriosi, sicuramente fuori dall’ordinario.

Può capitare che il racconto funga poi da spunto per lo sviluppo di un romanzo, come in La Lucciola, che verrà poi sviluppato nel bellissimo Norwegian Wood; o di ritrovare dei personaggi già protagonisti di altre storie, come ne La pietra a forma di rene che si spostava ogni giorno, dove il protagonista è Junpei, già visto nel racconto Torte al miele della raccolta Tutti i figli di Dio danzano; ancora ne I gatti antropofagi troviamo degli elementi che poi verranno sviluppati ne La ragazza dello Sputnik. Ne Il settimo uomo e Hanalei Bay è presente una nota struggente collegata al racconto di persone morte a causa del mare, insieme all’elemento del mistero (presenza di fantasmi e di spiriti inquietanti).

Ogni racconto porta in un mondo particolare, a volte anche coincidente con l’autobiografico. In Il folclore dei nostri tempi – preistoria del capitalismo avanzato, cha riporta la storia di un ex compagno di scuola di Murakami, è interessante l’ambientazione. Murakami scrive di aver incontrato il suo ex compagno di scuola durante la sua permanenza in Italia, per la precisione durante un viaggio che lo condusse a Lucca. Ed è qui che gli viene raccontata la storia che mette a sua volta per iscritto. E così si viaggia non solo metaforicamente, ma anche fisicamente, tra il Giappone, le Hawaii e l’Italia. Un viaggio che vale la pena di intraprendere.

Confessioni: tempo da sprecare.

Finalmente è venerdì sera. Ed io sono già a letto. Domani per fortuna non devo lavorare e posso godermi due giorni di meritato riposo. Sono stanca, per tanti aspetti. Il lavoro che non va cone vorrei, il dispiacere nel constatare che qualcuno a cui tengo non ha lo stesso pensiero nei miei confronti, la mancanza di qualcosa che non c’è. Continuo a chiedermi se qualcosa avrei potuto farla in maniera diversa, se avrei dovuto mettere in atto anni fa il proposito di andare via dall’Italia, cosa che non ho fatto per paura di non sapermela cavare. Una paura infondata, ora lo so. E mi resta solo il rimpianto di non avere avuto abbastanza coraggio. Qualcuno da poco mi ha detto che posso farlo ancora. No. Avessi dieci anni di meno avrei potuto provarci, ma ora non posso. O meglio, lo farei se avessi una ottima ragione, come una solida proposta di lavoro. Ma di certo a me non arrivano solide proposte di nessun tipo. Forse ho davvero sbagliato tutto e ho sprecato l’unica vita che ho. E non ho più tempo da sprecare dietro a persone che non meritano, o a situazioni che non valgono.

Pensieri sparsi: buonanotte al secchio.

Hai presente quel momento in cui spegni la luce, il buio prende il sopravvento e la giornata può dirsi veramente finita… quel momento in cui dovresti dire buonanotte a qualcuno lì accanto, ma non lo fai perché il suono della tua voce si perderebbe nell’aria senza alcuna risposta. Ecco, quello è il momento della giornata che detesto di più.

Pensieri sparsi: buio.

Poco fa ho saputo che una ragazza che conoscevo non c’è più: si è tolta la vita a 36 anni, lasciando il marito e una bambina piccola. Inutile dire che la notizia è stata sconvolgente. Non so perché abbia compiuto questo gesto, ma posso comprendere cosa significhi sentirsi disperati, vede solo nero e pensare che mettere fine alle proprie sofferenze sia l’unica via di uscita. Undici anni fa avevo gli stessi pensieri. Ma per mia fortuna ho trovato un motivo per non mollare e per riprendere in mano la mia vita. E oggi, in questo momento, tutto ciò che sento come un problema, un ostacolo alla mia felicità, mi sembra davvero piccolo e insulso di fronte ad un gesto del genere. Non so se ci sia un oltre, non so neanche se ci sia un dio o qualcosa di simile, so solo che voglio restare attaccata a questa vita, con tutto il suo bene ed il suo male, il più a lungo possibile.

Pensieri sparsi: piano b.

L’altro giorno ho fatto qualche ricerca su google perché mi piacerebbe approfondire un campo di studi che mi affascina: l’antropologia forense. Ho visto che ci sono dei master che in teoria potrei fare, data la mia prima laurea in archeologia. L’unico problema è che io vorrei fare un master online perché al lavoro non mi è consentito prendere permessi per seguire corsi che durano un anno accademico (troppi giorni). Se fossi ancora libero professionista ci avrei fatto un pensiero molto serio. Anche se ho 40 anni ho sempre voglia di conoscere cose nuove e penso che tenere il cervello impegnato lo mantenga giovane. E poi nella vita bisogna sempre avere un piano b. Chissà, magari un giorno farò anche questo passo.

Pensieri sparsi: passatempi pomeridiani.

Ognuno di noi ha dei modi preferiti con cui trascorrere il tempo libero. Tra le varie cose che mi piace fare per svagarmi c’è il fare puzzle. Lo trovo rilassante e mi piace rimettere insieme i pezzi per ottenere l’immagine completa, che poi incornicio. Ora, dato che lo spazio è quel che è, non compro di certo puzzle in continuazione (e quando lo faccio cerco soggetti che oer me abbiano un certo interesse), per cui questo passatempo lo coltivo di rado, ma il mese scorso ne ho trovato uno su amazon a cui non ho saputo resistere. E siccome avevo giusto uno spazio da riempire nella parete della mia stanza (e dato che costava meno di 10€) allora ho fatto l’acquisto. Me la sono presa con calma nel ricomporlo e oggi pomeriggio l’ho terminato.

Taadaaaaa!

Non mi resta che comprare una bella cornice 😁😁

Confessioni: 10 minuti.

Lo confesso: ho ceduto.

Ma solo per 10 minuti. Il tempo di crearmi un account, dare una sbirciata sul sito, vedere che in pochi minuti il mio profilo veniva scandagliato da uomini di mezza Italia che piombavano come falchi sulla preda, ricevere diversi like e una richiesta di chat con scritto “come mai misteriosa?” (ancora sto cercando di capire misteriosa de che) da uno che non rientrava neppure nel range di età che avevo impostato per la ricerca, per poi andare sulle opzioni e cancellare il profilo.

Non ce l’ho fatta. Vedevo facce che non mi piacevano di persone che a parer mio avevano ben oltre degli anni dichiarati. Ma almeno mi sono tolta il dubbio del provaci, che ti costa? Niente, non mi costa niente. Ma dopo quest’ultimo tentativo, venuto dopo 3 anni e mezzo di inattività totale, sono sempre più convinta di non essere fatta per le nuove conoscenze su siti di incontri.

O forse non sono fatta per le nuove conoscenze e basta! 😂😂😂 Ho nuove serie tv da vedere (ieri notte ho finito di vedere dottor House, stronzo ma affascinante, o forse affascinante proprio perché così stronzo? 🤔🤔🤔), già salvate sul mio prime video, bei libri da leggere (ho superato quota 40 letti in un anno e ne ho già altri pronti sul comodino), esercizi da fare alla batteria, Penny da portare a passeggiare, chi ha tempo e voglia per dedicarsi a coltivare rapporti umani? 😂

Ce la posso farcela!

Recensione: “Tutti i figli di Dio danzano”, Murakami Haruki 40/20

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In questa raccolta di racconti, con cui raggiungo la soglia dei 40 libri letti quest’anno, Murakami Haruki narra sei brevi storie, che hanno tutte sullo sfondo un pensiero connesso con il terremoto di Kobe del 1995. Murakami è cresciuto a Kobe e ha voluto così ricordare questo terribile evento della storia della sua città.

Le sei storie raccontano attimi di vita di sei persone: in Atterra un UFO su Kushiro Komura, il protagonista, torna a casa e scopre che la moglie lo ha lasciato senza apparente motivo. decide così di prendersi qualche giorno di vacanza per metabolizzare la cosa e accetta di fare un favore ad un collega: portare un misterioso pacchetto alla di lui sorella che vive a Kushiro.

In Paesaggio con ferro da stiro Junko si ritrova sulla spiaggia di un piccolo paese sul mare, nella provincia di Ibaraki, insieme allo strano Miyake, che ha l’abilità di accendere fuochi strepitosi.

In Tutti i figli di Dio danzano Yoshiya vede in metro un uomo al quale manca il lobo dell’orecchio e, pensando che si tratti del padre che non ha mai conosciuto, lo pedina sino ad arrivare all’estrema periferia della città.

In Thailandia Satsuki decide di fare qualche giorno di vacanza in terra straniera dopo aver partecipato ad un convegno medico a Bangkok, accompagnata dall’autista e tuttofare Nimit.

In Ranoccho salva Tokyo (di cui esiste anche una versione edita da Einaudi a parte, correlata di illustrazioni) Katagiri torna a casa dal lavoro e vi trova un ranocchio gigante, che afferma di chiamarsi Ranocchio, e che gli rivela di dover salvare Tokyo da un imminente terremoto, affrontando il temibile Gran Lombrico, un mostro che vive nelle profondità della terra sotto la città e che si è risvegliato a causa del terremoto di Kobe.

In Torte al miele Junpei si ritrova a vedersi soffiare l’unica donna da lui amata, Sayoko, dal suo migliore amico, Takatsuki. Assiste al loro matrimonio, alla nascita della piccola Sara e infine al divorzio per il tradimento di lui. E poi…

Nonostante la brevità delle storie, in esse è presente lo spirito di Murakami, che inserisce il suo solito surrealismo, il non senso, il gusto per l’inatteso e l’incomprensibile in ogni storia. Perciò nessuna di esse risulta noiosa e tutte hanno un finale aperto, come sempre nelle sue storie. Di lettura piacevole, veloce (sono in tutto 128 pagine), può essere un libro interessante per chi magari non conosce Murakami e ne vuole un assaggio, prima di passare a storie più impegnative.