Recensione: “Tracce Criminali”, di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi. 18/20

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Questo saggio della coppia Lucarelli e Picozzi racconta le storie di alcuni omicidi attraverso l’analisi delle prove. Ogni capitolo del libro è incentrato su un tema specifico, che viene analizzato anche attraverso la storia di crimini in cui quel tema è stato fondamentale per la risoluzione del caso. Si parte così trattando delle impronte digitali, i liquidi biologici e il sangue, le impronte (di morsi, attrezzi, o l’impronta vocale), per arrivare alle microtracce, all’ingegneria forense e all’utilizzo delle nuove tecnologie. Tra i crimini raccontati la morte di Lady Diana, gli omicidi di Michele Profeta e di Ferdinando Carretta, gli Atlanta Child Murders.

Ogni argomento viene trattato con il solito acume e lo stile diretto e graffiante che i lettori di Lucarelli conoscono bene; il linguaggio semplice e conciso tiene l’attenzione del lettore fissata sull’argomento trattato, spiegato come sempre con dovizia di particolari e in maniera tale da essere accessibile anche per i non addetti ai lavori.

Penso sia un libro utile per chi vuole saperne di più dell’analisi degli elementi che compongono un’indagine e che portano alla soluzione dei crimini.

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