Recensione: “Manuale di tecnica delle autopsie”, Armando Businco. 1/2020

Ho deciso di tener conto qui sul blog dei libri che leggerò durante l’anno, anche per dare un numero definito alle mie letture. Ho provato infatti a contare quelle dell’anno scorso e ho perso il conto. Penso comunque di aver superato la trentina…

Il primo libro da me letto quest’anno è “Manuale di tecnica delle autopsie”, di Armando Businco. Come ho già scritto altre volte mi piace leggere anche la saggistica e tra gli argomenti che voglio approfondire ci sono anche la criminologia e le scienze ad essa correlate. Il libro appena menzionato descrive appunto in maniera tecnica come effettuare un’autopsia, dall’esame obiettivo del cadavere all’analisi dei singoli organi e tessuti, seguendo un ordine prestabilito. Il testo è corredato di disegni realizzati dall’autore che rendono più chiaro il discorso, già comunque affrontato con linguaggio semplice, comprensibile anche per i profani dell’anatomia. Una lettura di sicuro interesse per chi vuole approfondire determinati temi.

Pensieri sparsi: robusta (?) costituzione… insomma.

Venerdì durante l’allenamento di krav ho preso un pugno sullo zigomo. È stato un errore, roba di poco conto, ma l’evento mi ha fatto capire alcune cose:

– ora so che si prova a essere colpiti in faccia da un pugno. No, non è affatto piacevole, meglio darli che prenderli;

– anche sul mio viso vige la regola del resto del corpo: basta un colpo da nulla che subito compare un bel livido blu;

– il blu sulle guance non mi sta bene, meglio un bel colorito roseo di sana e robusta (?) costituzione.

Robusta lo sono di sicuro, ve lo può confermare anche il mio nutrizionista. Sana… una domanda di riserva?

Pensieri sparsi: men are the new women.

Oggi ho parlato con mio cugino di Surfer e del Milanese. Gli ho raccontato a grandi linee della storia del primo, sino alle ultime chattate, e poi di qua to ho saputo del secondo nei giorni scorsi.

Il suo pensiero è stato questo “A noi uomini piace la donna che si fa avanti”. In sostanza per lui gli uomini sono incapaci di prendere in mano la situazione. Andiamo bene, ho pensato io…

Su Surfer mi ha detto che per prendere in mano la situazione avrei dovuto organizzare l’incontro oltremare. Sul Milanese invece ha detto:”Le persone educate che si preoccupano di rispettare la privacy purtroppo non vanno avanti gran che. Prendi quel numero e scrivigli, tanto che può succederti di male? Al massimo non ti risponde”.

Certo che gli uomini sono le nuove donne…

Personalmente sono molto incerta sul da farsi. Surfer mi piace molto da quell’agosto del 2016 in cui parlammo per la prima volta su tinder (incredibile a dirsi, nonostante il come ci siamo conosciuti è sempre stato un perfetto gentiluomo), anche se sparisce per mesi, ancge se ogni volta mi dico mandacelo a quel paese e vai avanti, che tanto non ti si fila. Eppure secondo mio cugino questo suo apparire e sparire è un classico comportamento di chi ha paura di aprirsi. Considerato il dramma che ha vissuto lo capisco, ma non so proprio come superare quella scorza. Non so se mi sento di organizzare un incontro, ho un po’ di paura al riguardo, non tanto per lui, quanto per me.

Sul Milanese sono ancora in fase di valutazione sul da farsi. Penso sia un uomo in gamba, intelligente, serio, timido da morire. Non nascondo che il suo lato timido mi attira. Sono lì lì per dire alla mia collega che vorrei quel numero. Ma ho paura che si adiri, che non gradisca se lo cerco così. Dopotutto non siamo mai stati intimi.

Alla fine mi sto facendo mille seghe mentali e non ho neppure un fidanzato per cui farle, sono messa proprio male! Sarà colpa del raffreddore se vaneggio così. Chiudiamo il sipario per oggi.

Pensieri sparsi: e…tcì!

Non potevo iniziare l’anno senza prendere un bel raffreddore. Che fai, te ne privi? Fazzoletti ovunque, il naso che sembra un rubinetto con una perdita perenne, ma allo stesso tempo incapace di gestire il flusso d’aria, per cui mi ritrovo a boccheggiare, che manco un pesce rosso scappato dalla bolla farebbe così! Poi non parliamo della zona tra narici e labbra, talmente arrossata dal continuo soffiare che per avere sollievo ho dovuto ricorrere al bepantenol (se va bene per il culetto di un bambino va bene anche per la mia faccina).

La gola pizzica, la sinusite esulta, non mi resta che imbottirmi di santo oki e ancor più santo latte caldo con miele. Penso che unirò il tutto a una bella spalmata di vicks vaporub, per sturare le narici in vista della notte che mi attende.

Io odio il raffreddore.

Pensieri sparsi: frecce.

Argomento del giorno: il Milanese.

Parlando con la collega è venuto fuori che il Milanese è persona molto timida, al punto che con le donne non è uno che si fa avanti. Indi per cui, a meno che io non faccia qualche passo per iniziare a conoscerlo, mai si sognerebbe di contattarmi per primo, qualora ne avesse l’opportunità o l’interesse. Io timida non sono, ma molto titubante sì, in primis perché non so se provare a contattarlo potrebbe essere cosa gradita, in secondo luogo perché la mia richiesta di contatto su linkedin (unico social che mantengo) fluttua in sospeso da un paio di giorni.

La collega ha proposto come soluzione taglia teste quella di procurarmi il suo numero di telefono, ma non sono d’accordo (non trovo giusto avere il numero personale di qualcuno senza averne il consenso), a meno che non gli si chieda in via preventiva se gradisce fornirmelo. E anche qui è da vedere se dice sì o no. La mia collega si è eletta a mio personale Cupido… io non cerco frecce trafiggenti, trapassanti e perforanti, mi basterebbe solo la possibilità di poter conoscere un uomo normale, serio, con cui poter parlare senza dover pensare che a fine giornata voglia una cosa soltanto. Da quel che mi ha detto lei, lui è proprio questo tipo di persona.

Milanese or not Milanese…

Pensieri sparsi: molle come un mollusco.

Al lavoro ho conosciuto una collega che è delle mie parti e con cui ho scoperto di avere delle conoscenze in comune. Dopotutto abbiamo frequentato due scuole che sono letteralmente attaccate. Parlando delle varie persone conosciute è venuto fuori il nome di un ragazzo per cui ho avuto una cotta quando ero al terzo anno. Sapevo che era fidanzato, ma lei mi ha detto che si è lasciato e siccome conosce molto bene un suo amico gli ha chiesto conferma che fosse single.

Ebbene lo è. Ma non lo vedo da anni (lo avevo amico su fb ma in realtà non abbiamo mai parlato), vive a Milano, soprattutto non saprei proprio cosa dirgli se mai lo risentissi.

Sono davvero una rammollita…