Pensieri sparsi: si chiude una porta…

Anche quest’anno è giunto al termine. Nel mio letto ormai da alcune ore, non partecipe di cenoni e festeggiamenti vari, non posso fare altro che pensare a cosa questo anno mi ha portato. Sicuramente molte sono le cose positive, la più importante è la serenità data dalla finalmente raggiunta stabilità lavorativa. Nonostante ciò, qualora mi si chieda se sono felice, la risposta è no.

Non ricordo neanche più cosa significhi essere felici. Semplicemente io vivo giorno per giorno, portando con me il fardello di una mancanza che mi preclude la possibilità di essere felice.

Il giorno di Natale ho scritto a Surfer, per fargli gli auguri. È stato un bel momento, ma poi… mi viene da fare un sospiro di quelli giganti.

Mi ha detto che da qualche giorno sentiva la solitudine, gli ho risposto che solo non è, io quando vuole ci sono. A lui ho pensato spesso, più di quanto avrei voluto. Ho cercato di lasciar perdere per tutti i mesi di silenzio seguiti al suo ultimo contatto.

Sinceramente non so più come comportarmi: ti dico che io ti penso, che vorrei vederti, che per te ci sono, che per me è stato un bel Natale anche perché ti ho sentito, cerco di tenderti entrambe le mani, ma tu all’inizio fai per afferrarle e poi invece ti scansi, ti rinchiudi nel tuo bozzolo e mi allontani.

Ma allora chieditelo perché ti senti solo… io lo so perché sono sola, anche in una notte come questa, dove tutti (o quasi) festeggiano in allegria.