Pensieri sparsi: petali di anima.

Stasera, mentre annaffiavo i fiori nel giardino dei miei, mi sono soffermata ad osservare delle piccole rose bianche, che ho comprato quando sono tornata a casa due anni fa. Sono in un vaso e ora che il caldo sta iniziando a farsi sentire (e finalmente direi!) stanno sbocciando. Ho catturato così questa immagine.

La piccola rosa bianca, imperlata dall’acqua fresca, mi ha fatto pensare nella sua delicatezza e purezza ad un’anima. Basta un po’ di freddo o di vento perché essa deperisca sino ad avvizzire; allo stesso modo se un dolore, una sofferenza, un evento traumatico colpiscono l’anima, essa può risentirne al punto da sfiorire inesorabilmente.

Di conseguenza ho pensato alla mia anima, alle tempeste che ha attraversato. Molti petali sono caduti, ma qualcosa ancora resiste: il nucelo del bocciolo. Prendermi cura di quel nucleo è la cosa più importante.

Pensieri sparsi: la calma della semplicità.

Stamattina mi sono dovuta alzare molto presto per questioni di lavoro. Alle sei e mezza, in giardino ho visto una lumaca che lentamente attraversava una porzione di terra. Mi sono fermata ad osservarla: avanzava con calma, le che la fretta non sa cosa sia, le antenne tese mentre scivolava col suo corpo allungato sulla terra.Devo dire che l’ho invidiata, lei che non aveva alcuna preoccupazione, alcuna impellenza, semplice nel suo vagare mattutino. Così l’ho fotografata, per ricordarmi di questo piccolo evento.

Ecco, a volte vorrei essere una lumaca, così calma nella sua semplicità.

Musicheggiando di qua e di là: esibizione in vista.

Oggi a lezione di batteria il mio insegnante mi ha chiesto se partecipavo al saggio di fine anno. Ho risposto che lo avrei fatto, a meno di fare figuracce! La fase successiva è stata scegliere che canzone suonare. Avevo due scelte: Shadow of the day dei Linkin Park e Highway to Hell degli AC/DC. Dopo averle sentire e provate entrambe abbiamo convenuto che la fortunata sarà la seconda. Il mio insegnante dice che la vede più adatta a me e penso abbia ragione: mi dà una grande energia e quando ho iniziato questa avventura ho sempre avuto come pallino di imparare a suonarla. E così fra poco più di un mese salirò sul palco per la prima volta e suonerò davanti ad un pubblico: sono terrorizzata ed eccitata allo stesso tempo al pensiero!

Per il momento c’è da capire se qualche altro allievo della scuola che suona il basso e la chitarra si vuole unire all’esecuzione, sarebbe fighissimo suonare con altre persone. Il massimo sarebbe se qualcuno cantasse, certo trovare una voce come quella originale è impossibile, ma avere un cantato sulla melodia sarebbe comunque favoloso.

Non vedo l’ora di provare!

Pensieri sparsi: gocce di pioggia.

Piove da ieri sera qui. Gocce leggere, serene, continue, che impregnano tutto e appesantiscono la terra. L’umidità ti entra dentro sino alle ossa e l’unica cosa che puoi fare è stringerti nella felpa. Sento le gocce colpire le tegole con un dolce ritmo, mentre sono qui nel letto in attesa di dormire. Domani inizia una nuova settimana, il nuovo lavoro con le sue aspettative mi terranno impegnata e questo silenzio, questo vuoto attorno a me, dentro di me, sarà messo in un angolo dove non mi possa disturbare, almeno sino a venerdì sera. E questo tempo grigio non aiuta il mio umore.

Pensieri sparsi: frequentazioni.

Mi sono resa conto che in questi ultimi due mesi mi sono isolata dalle consuete amicizie. Non cerco nessuno e se mi si cerca mi limito a qualche risposta di circostanza. È che mi sono stancata di essere quella senpre disponibile, quella che si preoccupa per gli altri, che c’è sempre e sempre risponde. Gli altri con me non si comportano allo stesso modo. Persone che guardano le mancanze altrui e le trovano offensive poi attuano le stesse mancanze con me e neanche ci badano, salvo poi cadere dalle nuvole quando dico di essere arrabbiata e delusa dal loro comportamento, perché manco sanno che hanno fatto, troppo presi dalle proprie vite per rendersi conto.

Ieri sera sono uscita dopo mesi che non mettevo il muso fuori casa; mio cugino ha fatto una cena a casa sua e mi ha invitato. Conoscevo solo lui e la sua ragazza, ma mi sono trovata benissimo. Era da non so quanto che non mi rilassavo così, mi sono sentita viva. E qualcuno, un suo amico, ha fatto anche apprezzamenti su di me, da quello che mi ha detto oggi.

Fare colpo su qualcuno è una cosa che non mi capita spesso e un po’ mi mette a disagio. Ieri mi sono accorta che questa persona era particolarmente premurosa con me, per essere la prima volta che mi vedeva. Mi ha fatto piacere che qualcuno mi abbia dedicato un po’ di attenzione.

Oggi sono tornata al mio solito weekend, non so quando uscirò di nuovo, ma per ora va bene così.

Confessioni: tasche vuote.

È inutile, in qualunque posto io finisca continuo a sentirmi fuori posto. Saranno sciocchezze, ma a me danno da pensare. Cose del tipo che quando la mattina si arriva al lavoro e tutti i colleghi prendono il caffè, io mi sento una intrusa perché caffè non ne bevo; idem dopo pranzo. Fanno il giro, offrono a turno ed io mi sento una cogliona, quella che non prende mai niente e che non offre. Non prendo nulla perché caffè non ne bevo e non ho voglia di prendere altre cose, non offro perché in questo periodo non ho soldi e per me spendere anche solo 10 euro al bar per offrire da bere agli altri è una grande spesa, dato che quei soldi li uso per comprarmi da mangiare, in attesa del primo stipendio.

Stasera l’ennesima cosa che mi ha fatto sprofondare: qualcuno ha buttato lì l’idea di pranzare al bar domani e diverse persone hanno approvato entusiaste. Io ho detto che ho già preparato il mio pranzo, di spendere ulteriori soldi non mi va proprio. Se non avessi dovuto anticipare di tasca 1500 euro e oltre per l’affiancamento, in attesa del rimborso, e se non avessi dovuto spendere altri 500 euro per ripagare il danno che ho fatto con la macchina, sarei più propensa a spendere soldi così, ma sul conto ho solo 40 euro e i soldi da parte li ho accumulati faticosamente per pagare le tasse della partita iva di quest’anno.

Sto cercando di mantenermi a galla come posso, ma mi sento in colpa perché non condivido con gli altri, che magari pensano che sono tirchia, quando così non è.

Confessioni: gira la ruota.

Oggi finalmente ho firmato il contratto di lavoro. Pensavo sarei stata molto più eccitata, invece alla firma ero molto tranquilla. Oggi quindi dovrebbe essere lo spartiacque tra il passato e il futuro, il giorno della svolta. Mi auguro che la ruota abbia girato nel verso giusto e che sia l’inizio di una bella avventura.