Pensieri sparsi: fine di un’epoca.

Attenzione SPOILER!

Sono rientrata poco fa dal cinema. Ho visto le ultime tre ore di un’epoca e sono ancora un po’ scossa. Sapevo che qualche personaggio sarebbe morto, ma sinceramente mi aspettavo che ne facessero fuori di più. E invece… e invece hanno trovato la loro fine i miei due personaggi preferiti: Black Widow, a neanche metà del film (neanche il gusto della battaglia finale per lei, ma comunque un sacrificio necessario ai fini della storia), e poi lui, il mio eroe preferito: il genio, miliardario, playboy, filantropo. Chiude la sua storia con la stessa battuta con cui si era concluso il primo film della sua trilogia: “Io sono Iron Man”. E se al vedere Natasha priva di vita il dispiacere era stato grande, nell’assistere alla morte di Tony Stark le lacrime sono arrivate eccome, a fiotti.

Non sto lì a descrivere le tre ore di film, sarebbe troppo lungo e non mi va di farlo; devo però dire che per quanto concerne emozioni e colpi di scena mi era rimasto più impresso infinity war, forse perché sapevo già che questo film mi avrebbe lasciato l’amaro in bocca e l’ho affrontato armata di uno scudo di vibranio per proteggermi.

Ah, momento topico per me: Thor panzone!

Pensieri sparsi: bella Pasqua.

Da venerdì sera mi trascino per casa, con addosso un mal di testa di quelli che vorresti darti un colpo ben assestato per perdere i sensi e riposare. Questo pomeriggio sono crollata a letto e ho dormito per due ore, stanchissima. Mi sento così stremata che il pensiero del martedì che si avvicina mi fa venire la nausea.

Tra due settimane riparto; ieri ho fatto i biglietti dell’aereo, l’appartamento l’ho già prenotato martedì scorso. Non sono entusiasta di ripartire, ma cerco di essere positiva… ma a chi la racconto: continuo a pensare a Occhi Verdi, ogni tanto accedo al suo profilo fb dal mio profilo farlocco che uso per gestire la pagina del lavoro. Accedo e guardo le sue foto, è più forte di me. Nel mio profondo fantastico su di lui, faccio dei film mentali che Ally McBeal spostati proprio, mi illudo che quando lo rivedrò a maggio mi chieda il numero di telefono. Ma poi, guardandomi allo specchio mi vedo sempre più brutta, mi dico figurati se ti ha notato al di là del tuo profilo professionale… fantastico perché fantasticare è l’unica cosa che posso fare, senza delusioni e senza prese in giro.

Insomma, proprio una bella Pasqua.

Pensieri sparsi: ritorno a casa

Sono sul treno, appena all’inizio del lungo viaggio che mi porta a casa, dove arriverò stanotte. Sono state due settimane davvero pesanti per vari motivi: da un lato lo stare fuori casa così tanto tempo è prostrante, anche economicamente; dall’altro l’affiancamento è stato per la maggior parte dei versi deludente. Tra le cose che si salvano tre sono molto importanti:

– con i colleghi abbiamo fatto team e ci siamo affiatati

– abbiamo conosciuto il nostro responsabile che ha le idee molto chiare su come vuole farci lavorare, idee che ci piacciono e che sono esattamente l’opposto delle cose viste in questi giorni (per nostra grande fortuna)

– ultima, e questa personale, nell’ultima sede di tirocinio ho conosciuto un collega che lavora nel mio stesso ramo, davvero molto piacevole sotto diversi punti di vista. Mi sa che mi son presa una cottarella a furia di guardare quei bellissimi occhi verdi e quel sorriso. Resterà una bella parentesi in questo lungo viaggio (anche se mi sarebbe piaciuto che la parentesi non si fosse già chiusa).

Stasera riabbraccio la mia Penny, alla pensione è stata benissimo, quando mio padre è andato a prenderla stamattina voleva solo giocare con gli altri cani!

Pensieri sparsi: giro di boa.

È stata una settimana pesante, deludente sotto molti punti di vista, ma fortunatamente ripresasi nel finale. Pensavamo che l’affiancamento si avrebbe aiutato per impostate il futuro lavoro, invece ci ha fatto capire come non vogliamo lavorare. Quando hai una certa esperienza e ti vedi trattato come un tirocinante inesperto, un po’ le palle ti girano a elica, anche se le palle non le hai. Fortunatamente ieri pomeriggio abbiamo incontrato colui che sarà il nostro responsabile, per un corso che è finito stasera. Ed ecco un barlume di speranza, la luce in fondo al tunnel: qualcuno che ti dice in quel modo non si lavora, io voglio fare ben altro. Ti spiega cosa vuole creare e tu finalmente ti senti felice ed entusiasta, perché non potevi desiderare di meglio. Ci ha restituito la serenità e la voglia di crescere professionalmente. Così siamo giunti al giro di boa, da lunedì vedremo un altro ambiente, in un’altra città, in un’ora realtà. Speriamo che il vento del confronto spiri alle nostre spalle e ci spinga verso nuovi orizzonti proficui.

P.s. Oggi ho sentito la titolare della pensione di Penny: la signorina gioca con tutti e si diverte, io invece sento da morire la sua mancanza! La mattina mi sveglio attendendo il suo buongiorno e invece c’è il vuoto. Sogno venerdì prossimo, quando la riabbraccerò.

Pensieri sparsi: la medaglia ha sempre 2 facce.

E così domani si parte… da un lato sono in fibrillazione perché la realtà desiderata si avvicina, dall’altro sto malissimo perché devo lasciare Penny alla pensione.

Spero che questi 12 giorni senza di lei volino e che al mio rientro stia bene come adesso. Ho il terrore che possa stare male e che creda che io l’abbia abbandonata. Vorrei poterla portare con me…

Pensieri sparsi: vortici vorticosi.

La partenza si avvicina. Da un lato sono in fermento per queste due prime settimane di affiancamento, dall’altro sono preoccupata perché devo lasciare Penny in una pensione per cani; anche se l’educatrice cinofila mi ha assicurato che i cuccioli si adattano subito e l’altro giorno quando l’ho portata per fare conoscenza con il luogo lei giocava felice, io mi sento comunque in colpa, come se la stessi abbandonando. Penso che alla fine soffrirò più io di lei!

In questi giorni mi sono sentita come travolta da un ciclone; tra organizzare questo viaggio e il lavoro per chi mi sostituisce e pensare a come impostare le cose per il futuro, mi sono sentita persa. Però ho avuto anche dei momenti divertenti, come oggi pomeriggio.

Un cliente, un signore di 80 anni molto simpatico e divertente, mi ha raccontato i suoi trascorsi di gioventù in termini di donne; abbiamo passato a ridere i tre quarti d’ora del suo appuntamento in ufficio. E poi mi ha detto una frase che davvero mi ha fatto piacere, qualcosa del tipo “Miharu, tu sei una donna vera. Non solo hai una bella personalità e un bel fisico (non ha visto io mio sovrappeso per fortuna!), ma hai una femminilità che ti rende veramente donna. Ti auguro di trovare un uomo che ti apprezzi”. L’ho ringraziato col cuore, mai nessuno aveva apprezzato così la mia femminilità.

Peccato che i miei fans siano sempre over 75!