Pensieri sparsi: step by step.

E alla fine è arrivata, la fatidica lettera di preassunzione. Ieri le mie colleghe mi scrivevano di averla ricevuta, ma la mia mail era deserta. Naturalmente era nello spam, fortuna che lo controllo spesso e in questi giorni più che mai.

Ho letto, stampato, firmato, fatto la scansione e spedito tutto quello che mi si chiedeva. Il prossimo passo sarà la firma del contratto, già faccio il conti alla rovescia.

Confessioni: in attesa.

Solo oggi sto cominciando a realizzare seriamente quello che è accaduto questo weekend: finalmente avrò un lavoro con contratto a tempo indeterminato… finalmente la stabilità economica che tanto desideravo è alle porte.

Ancora non ci credo, penso lo farò nel momento in cui riceverò la lettera di preassunzione, che dovrebbe arrivare a giorni. Intanto mi sono organizzata con le colleghe che sono state prese con me per il viaggio a Roma per l’affiancamento, abbiamo prenotato l’alloggio e preso i biglietti dell’aereo.

Queste spine su cui mi hanno tenuto erano parecchio acuminate e solo ora pian piano il dolore sopportato in questi mesi regredisce, la tensione lentamente scema.

Non mi resta che attendere la lettera.

Pensieri sparsi: un nuovo capitolo

Oggi ho avuto delle ottime notizie, eppure non ho reagito come avrei dovuto. L’azienda per cui avevo fatto i colloqui mi ha comunicato che mi assumerà, con contratto a tempo indeterminato full time. La prossima settimana mi invieranno la lettera di preassunzione, dopodiché ad aprile e a maggio dovrò andare a Roma per l’inquadramento. A metà maggio firmerò il contratto e un nuovo capitolo del libro della mia vita comincerà.

Eppure non ho esultato, al sentire la notizia. Ho pensato che dovevo organizzare le cose nello studio per trovare chi mi sostituisca quando sarò a Roma e poi quando inizierò col nuovo lavoro.

Ho anche pensato a Penny: purtroppo sarò obbligata a lasciarla in una penione per cani, cosa che mi disturba alquanto. I miei non possono tenerla, ormai mia mamma è in pianta stabile da mia nonna e Penny darebbe solo fastidio, con la sua esuberanza di cucciola. Stasera ho chiamato la mia migliore amica e le ho chiesto se poteva prendersi cura lei di Penny, venendo a stare da me per il tempo necessario. Naturalmente ha detto di no; non che mi aspettassi il contrario, sia ben chiaro, ma ci ho provato perché l’idea di lasciarla con degli sconosciuti non mi va.

E invece dovrò farlo. Continuo a oensare che soffrirà, che penserà che la sto abbandonando e mi viene da piangere al pensiero.

Così una giornata che doveva essere lieta è diventata fonte di tristezza. Mi sento una merda.

Pensieri sparsi: trascinarsi arrancando.

In questi ultimi giorni mi sento svuotata. La mattina apro gli occhi a fatica e l’ultima cosa che vorrei è alzarmi. Sento che più che affrontare le giornate mi trascino arrancando, anche se esternamente riesco a mantenere una parvenza di apparenza. La mia piccola Penny mi concede gli unici momenti di sorriso di questo periodo altrimenti grigio. Se non avessi lei mi sentirei completamente sola.

E poi la notte continuo a sognare qualcuno che neanche sa che esisto, ma poi mi chiedo perché mai lo sogno, se da sveglia neanche io lo cerco.

È un periodo che vedo tutto buio, nero, un tunnel senza fine, da cui non si intravede alcun fondo di luce.

E sospiro, guardo il telefono senza messaggi di chicchessia, poi prendo un libro e con Penny che dorme accanto a me leggo, sprofondando nella storia di qualcuno che non esiste, ma di sicuro più vitale della mia.

Pensieri sparsi: parenti serpenti.

Sono giorni cupi, carichi di pensieri e preoccupazione. Mia nonna sta male. Ha quasi 90 anni, ma vederla a letto sofferente fa comunque male, soprattutto quando il letto è quello di un ospedale. Ora è a casa sua, ma il quadro non è per nulla roseo. Mia madre è da lei da qualche giorno (vive a 80km da dove stiamo noi) insieme a mia zia. Non so quando i miei genitori torneranno a casa, considerata la situazione immagino che resteranno lì fino a che mia nonna avrà bisogno.

Non è bello vedere che di 9 figli (sì, proprio 9, sei maschi e 3 femmine) si prendano cura di lei sempre gli stessi, mentre altri adducono scuse e impegni per non degnarsi neanche di dare una mano agli altri. Vedo mia madre che è pronta a correre ad aiutare mia nonna, a discapito anche del suo lavoro, mentre altre persone si presentano (e in passato si sono presentate quando è morto mio nonno) solo quando devono riscuotere.

A tale proposito, la terza sorella di mia madre, una stronza di prima categoria, che qualche giorno fa si era rifiutata di andare a stare qualche giorno da mia nonna perché il figlio (un idiota con zero voglia di lavorare, un parassita della società, viziato a livelli estremi) aveva messo il broncio (no, non è un bambino, ha 25 anni e passa, il coglione, degno figlio dei genitori), ieri si è presentata per una visitata della durata di ben 20 minuti, accompagnata da un fratello che sta in attesa dell’eredità come un avvoltoio della carcassa di un animale.

La visita è durata così poco perché mia nonna, non appena li ha visti, con un’espressione tutt’altro che lieta li ha apostrafati dicendo che non aveva più niente da dare, che quello che avevano da prendere lo avevano avuto alla morte di mio nonno.

Nonostante non riesca a respirare bene, ed in certi momenti neanche a parlare, non gliel’ha mandato a dire. E ha fatto bene.

A certa gente resta solo da augurare di ricevere dai figli lo stesso trattamento che riservano ai genitori. Considerate le premesse, sarà solo questione di tempo perché ricevano la giusta paga del karma.

Pensieri sparsi: miti di gioventù.

Poco fa leggevo le notizie online e ho visto che Luke Perry non ce l’ha fatta. Avevo letto dell’ictus che lo aveva colpito alcuni giorni fa e che era in condizioni molto gravi. Leggere della sua morte mi è dispiaciuto tantissimo. Sono cresciuta guardando Beverly Hills 90210 e il personaggio di Dylan era il mio preferito.

Con la sua morte se ne va un pezzo della mia adolescenza. Ed io mi sento sempre più vecchia.

Che tristezza infinita.