Pensieri sparsi: fiacca.

Oggi non è stata una giornata impegnativa. L’unica occupazione degna di nota è stata accompagnare la mia migliore amica a fare delle compere per la laurea del fratello. Eppure mi sento stremata. Come se un macigno mi fosse caduto sopra ed io non riuscissi a levarmelo di dosso. Sono quasi giunta al punto di spegnere la luce e mentre scrivo neanche sono le dieci e mezza. Domani potrei riposare… e invece no. Ho un corso nella mia città e zero voglia di prendervi parte.

Forse il mancato riposo dello scorso weekend sta iniziando a farsi sentire. In ogni caso la fiacchezza mi sta avvolgendo col suo bozzolo ed io mi sto lasciando dolcemente cullare da essa, unica compagna di questa mia serata.

Irrealtà.

Che bello sarebbe
Sfiorarti la mente
Dolcemente al risveglio
E vedere il sorriso
Illuminare il tuo viso,
Al pensiero di me.
O sorprenderti un istante,
Trasognato ad immaginarmi,
Lontana eppur vicina,
Lì ad un soffio da te.
E la mia voce
Cercheresti,
O la tua presenza
Mi comunicheresti,
Per dirmi a tuo modo
Che sei qui con me.
Ma il giorno è finito,
Il sonno soggiunge
E con esso il silenzio
E l’assenza di te.

Pensieri sparsi: qualcosa di caldo.

L’altra sera frugavo sul mio telefono alla ricerca di un po’ di musica rilassante e ho ritrovato alcune canzoni che mi aveva mandato quasi due anni fa il mio ultimo ex. A lui non penso da tempo, ma alcune canzoni mi hanno fatto sentire delle emozioni, alcune nuove, altre vecchie. Una in particolare mi è rimasta in mente e ora la riascolto, con un po’ di malinconia, mista ad un qualcosa che non riesco ad identificare, qualcosa di caldo, ma che allo stesso tempo mi fa venire la pelle d’oca.

Pensieri sparsi: troppo impegnati.

Ma la gente che entra su whatsapp, sta online ma non visualizza i tuoi messaggi che problemi ha? E quella che li visualizza e non risponde?

Due giorni fa ho scritto ad un amico per organizzare una uscita. Ancora sto aspettando che mi faccia sapere, eppure il messaggio lo ha letto.

Io questa gente che si dice troppo occupata per dire un semplice si o no non la capisco. Se hai il tempo di leggere un fottuto messaggio o di stare online a rispondere al resti del mondo, ce l’hai anche per rispondere a me.

La cosa mi dà veramente sui nervi, la trovo una mancanza di educazione e di rispetto, come se il fatto che io ho trovato del tempo per pensarti e scriverti un invito o qualsiasi altra cosa non valesse un bel niente.

E così continuo a depennare persone dalla mia sfera personale, perché se io non valgo niente per loro, non comprendo come loro dovrebbero valere qualcosa per me.

Pensieri sparsi: finalmente a letto.

Gli altri il weekend si riposano, io vado oltremare a fare corsi per migliorare il mio lavoro. Finalmente, sebbene sfinita, sono nel mio letto. Di positivo, oltre all’esperienza in sé, il fatto che nessun autista psicopatico mi ha molestato stavolta. Di negativo, la nausea e il mal di pancia, uniti al terrore che la mia colite decidesse di risvegliarsi sull’aereo.

Fortuna che sono sopravvissuta. Fortuna che domani inizio a lavorare tardi.

Pensieri sparsi: niente e qualcosa.

Dreams.

Continuo a pensare a cosa succederà, se poi succederà mai qualcosa. Da quando si è rifatto vivo ho una speranza latente, riposta nell’angolo più buio del mio cuore: è lì che in sordina sussurra “magari ti riscopre e sentirà che non può stare senza te”.

Ma io mi sforzo di non ascoltarla, non voglio restare delusa. Devo accettare la realtà, ovvero che si tratta di semplici conversazioni quotidiane, del più e del meno, buongiorno e buonanotte, pensieri sparsi nell’arco della giornata, tra le varie incombenze che la riempiono.

E nello scorrere i nostri messaggi su whatsapp, o nel risentire la sua voce nei messaggi audio, mi vengono in mente queste parole: “La cosa più strana del nostro modo di comunicare è che si tende a parlare più di niente che di qualcosa. Ma io volevo dire che tutto questo niente per me ha più significato di tanti qualcosa“. [c’è posta per te]

Non posso fare a meno di sorridere, a tale ricordo, perché dopotutto ci siamo conosciuti proprio così, via mail e messaggi online, parlando di
tanti niente che poi sono diventati un importante qualcosa.