Pensieri sparsi: mi Whatsappi? Ma quanto mi Whatsappi?

Una volta qualcuno, mentre parlavamo al telefono, mi disse che la mia voce è sexy. Al che mi chiesi se stava bene o se aveva seri problemi di udito.

Oggi invece, in un mondo in cui la parola pronunciata cede sempre più il passo a quella scritta, con eventuali annessi e connessi di orrori ortografici, mi chiedo come si possa stabilire la sensualità di una persona. Forse dalle emoticon che usa? Anche perché se scrivi pensieri troppo lunghi la gente si stanca di leggere.

Mi ritrovo così a rimpiangere quei tempi in cui il massimo di messaggi gratis concessi al giorno era di 100, in cui la chat la facevi su messenger di msn, in cui il desiderio di sentire qualcuno era così forte che alla fine cedevi e lo chiamavi.

Oggi, pur di evitare la telefonata, ci si affida ai messaggi audio. La tristezza. E intanto le distanze aumentano, i sentimenti rimpiccioliscono e la finalizzazione della conoscenza non è più un “non vedo l’ora di vederti, quando verrai?”, ma un “Whatsappami quando sei libero”. Così il mondo è sempre più arido e si finisce per passare i secondi, i minuti, le ore e i giorni a controllare questo diavolo di telefono chiedendosi “Perché non mi Whatsappa?”.

Facciamo un sudoku, che è meglio…

4 risposte a "Pensieri sparsi: mi Whatsappi? Ma quanto mi Whatsappi?"

  1. Il mondo è diventato frenetico, senza momenti di vero relax e senza veri momenti rilassanti.

    Prima si facevano abbreviazioni per mancanza di caratteri; ora per mancanza di voglia.

    Non sia più abituati al sentimento, relegando tutto alla famosa “botta e via” (od il famoso “send nudes”, riferendoci a WA ed a tutto ciò che è app di messaggistica).

    La cosa triste è che, questi soggetti, non hanno la minima idea di cosa si stiano perdendo! O forse lo sanno, evitando con intenzionalità.

    Non possiamo farci niente, purtroppo. Non ci degnerebbero di orecchio, se non quando ormai sarà troppo tardi.

    "Mi piace"

    1. A me viene tanta tristezza. Ormai tutto è fast, nessuno che abbia voglia di prendersi il tempo per sviluppare una relazione seria, che sia di amore o di amicizia. Sembra che per sentire una persona la telefonata sia un mezzo da evitare. Sono lontani i tempi in cui una telefonata ti allungava la vita…
      Fare due chiacchiere ora è noioso, perché quando si parla non si può silenziare, ignorare, visualizzare e non rispondere. Si deve per forza interagire. Non capisco se l’interazione faccia paura o se invece venga percepito come un qualcosa di noioso, perché si è costretti a rivolgere la propria attenzione a qualcuno di diverso da se stessi.

      Piace a 1 persona

      1. La voce è, in un certo senso, come l’occhio: uno specchio dell’anima. E, in un mondo digitale, dove sia “avatar” o “leoni da tastiera”, mostrare il vero io può spaventare, e molto.

        Sentir parlare, invece, ti fa conoscere l’altro. Vuole, la nuova generazione, conoscere l’altro? Per molti, la risposta è “no”. Come si ha paura di rivelare l’io al mondo, si ha terrore di scoprire l’io altrui. E ricordati questo, anche se ti metterà più tristezza: la gente sa sentire, ma non sa più ascoltare. Spero tu riesca a capire, ciò che intendo.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...