Pensieri sparsi: riletture.

Fuori tuona così forte che sembra di avere il temporale in casa. Anche stasera niente di interessante in tv, perciò sono nel mio letto, circondata da luci soffuse che ben mi predispongono alla lettura. Purtroppo non ho nuovi libri da leggere, il periodo non è dei migliori economicamente parlando, perciò metto in lista su amazon i libri che vorrei comprare e nell’attesa rileggo quelli in mio possesso. Poco fa, prima di infilarmi sotto il piumone, davo un’occhiata alla libreria e alla domanda silente quale libro prendere, l’occhio è andato dritto verso un dorso. Melodien, di Helmut Krausser. Ora è davanti a me, pronto per la rilettura. Mi farà compagnia per qualche giorno, tra tuoni, lampi e diluvi vari. Notti autunnali, silenti e solitarie, dove un buon libro è un compagno migliore di qualche essere umano.

Confessioni: pensieri in piena.

Ci sono momenti in cui il silenzio dentro me è così forte che non riesco a trovare le parole per esprimerlo. La mia voce non riesce a vincerlo, così resto ferma, immobile nello scrutare dentro di me. Altre volte ho così tante cose da dire che vorrei gridarle al mondo, anche se non c’è nessuno ad ascoltarle. Sento il fiume di parole erompere dal profondo del mio petto e quasi non riesco a stargli appresso, nel trasponderlo in qualcosa di scritto. A pronunciarle neanche ci penso, tanto sono sola e parlerei ad una casa vuota. Anche solo scriverle mi dona sollievo, perché il mio sfogo ha comunque raggiunto uno scopo: liberarmi di parte del fardello che mi porto dentro ogni giorno e che non rivelo a nessuno. Salvo aprire questa app e digitare sulla piccola tastiera i miei pensieri. Il mio luogo sicuro.

Pensieri sparsi: vaneggiamenti domenicali.

Oggi mi sono arresa alla tv e all’inizio della programmazione natalizia. Ho passato il pomeriggio affossata nella poltrona a guardare film dalla trama così sottile da essere quasi trasparente, tutti accomunati dal fatto di essere ambientati in periodo natalizio. Tra di essi due mi hanno colpito, uno perché riprende un cliché noto al cinema (l’essere intrappolati in un loop temporale, celebre il giorno della marmotta e, per quel che mi riguarda, una puntata di supernatural molto divertente; mi sono sempre chiesta che farei io se mi trovassi in una situazione del genere. Forse impazzirei…), l’altro perché parlava dell’amico immaginario della protagonista da piccola, che si materializza quando lei è in età adulta. Anche io da bambina avevo un amico immaginario, prima della nascita di mia sorella (abbiamo 5 anni di differenza), ma non ne ricordo neanche il nome. Certo, se si materializzasse ora in un gran bel figo innamorato di me non avrei nulla da obiettare! Ma certe cose accadono solo nei film…. E mentre il lieto fine scorreva sullo schermo, io pensavo tra me e me:”ora questo tizio è reale, ma non ha un certificato di nascita, non ha numero di assistenza sanitaria, non ha un titolo di studio. Come diavolo farà a farsi assumere per un lavoro?”. E niente, sono rincoglionita, punto e basta.

Recensione: Animali fantastici – i crimini di Grindelwald

Oggi pomeriggio sono stata al cinema. Erano mesi che non andavo (l’ultima volta fu per Deadpool 2) e attendevo l’uscita di questo film, essendo una patita del mondo di Harry Potter. Comincio col dire che non sono rimasta delusa, la storia ha degli sviluppi interessanti e dei bei colpi di scena. Stavolta Scamander deve andare a Parigi, alla ricerca di Credence (che alla fine del precedente film si era creduto morto); naturalmente il giovane obscuriale è cercato anche da altre persone, tra auror e seguaci di Grindelwald. Non voglio spoilerare, perciò non dirò nulla sulla trama, se non che l’argomento dell’omosessualità di Silente è trattato in maniera molto soffusa (una sola scena fa intendere la cosa, ma è una scena molto importante del film). Ho trovato molto belli i nuovi animali incontrati da Scamander nel suo percorso, ma tranquilli, i fan dello snaso non resteranno delusi: snaso rules! Mi è piaciuta anche la versione umana di Nagini e sono curiosa di sapere come finirà per diventare uno dei horcrux di Voldemort (sempre che ci venga svelato). L’unica cosa che mi arreca dispiacere è il dover aspettare non so quanto tempo per vedere come la faccenda si sviluppa ne prossimo film, ma fa niente, pazienterò, da brava Potteriana!

Pensieri sparsi: mi Whatsappi? Ma quanto mi Whatsappi?

Una volta qualcuno, mentre parlavamo al telefono, mi disse che la mia voce è sexy. Al che mi chiesi se stava bene o se aveva seri problemi di udito.

Oggi invece, in un mondo in cui la parola pronunciata cede sempre più il passo a quella scritta, con eventuali annessi e connessi di orrori ortografici, mi chiedo come si possa stabilire la sensualità di una persona. Forse dalle emoticon che usa? Anche perché se scrivi pensieri troppo lunghi la gente si stanca di leggere.

Mi ritrovo così a rimpiangere quei tempi in cui il massimo di messaggi gratis concessi al giorno era di 100, in cui la chat la facevi su messenger di msn, in cui il desiderio di sentire qualcuno era così forte che alla fine cedevi e lo chiamavi.

Oggi, pur di evitare la telefonata, ci si affida ai messaggi audio. La tristezza. E intanto le distanze aumentano, i sentimenti rimpiccioliscono e la finalizzazione della conoscenza non è più un “non vedo l’ora di vederti, quando verrai?”, ma un “Whatsappami quando sei libero”. Così il mondo è sempre più arido e si finisce per passare i secondi, i minuti, le ore e i giorni a controllare questo diavolo di telefono chiedendosi “Perché non mi Whatsappa?”.

Facciamo un sudoku, che è meglio…

Pensieri sparsi: fiacca.

Oggi non è stata una giornata impegnativa. L’unica occupazione degna di nota è stata accompagnare la mia migliore amica a fare delle compere per la laurea del fratello. Eppure mi sento stremata. Come se un macigno mi fosse caduto sopra ed io non riuscissi a levarmelo di dosso. Sono quasi giunta al punto di spegnere la luce e mentre scrivo neanche sono le dieci e mezza. Domani potrei riposare… e invece no. Ho un corso nella mia città e zero voglia di prendervi parte.

Forse il mancato riposo dello scorso weekend sta iniziando a farsi sentire. In ogni caso la fiacchezza mi sta avvolgendo col suo bozzolo ed io mi sto lasciando dolcemente cullare da essa, unica compagna di questa mia serata.

Irrealtà.

Che bello sarebbe
Sfiorarti la mente
Dolcemente al risveglio
E vedere il sorriso
Illuminare il tuo viso,
Al pensiero di me.
O sorprenderti un istante,
Trasognato ad immaginarmi,
Lontana eppur vicina,
Lì ad un soffio da te.
E la mia voce
Cercheresti,
O la tua presenza
Mi comunicheresti,
Per dirmi a tuo modo
Che sei qui con me.
Ma il giorno è finito,
Il sonno soggiunge
E con esso il silenzio
E l’assenza di te.

Pensieri sparsi: qualcosa di caldo.

L’altra sera frugavo sul mio telefono alla ricerca di un po’ di musica rilassante e ho ritrovato alcune canzoni che mi aveva mandato quasi due anni fa il mio ultimo ex. A lui non penso da tempo, ma alcune canzoni mi hanno fatto sentire delle emozioni, alcune nuove, altre vecchie. Una in particolare mi è rimasta in mente e ora la riascolto, con un po’ di malinconia, mista ad un qualcosa che non riesco ad identificare, qualcosa di caldo, ma che allo stesso tempo mi fa venire la pelle d’oca.