Ossidiana.

Si è fermato
Il mio cuore,
Spezzato.
Non batte,
Non sente,
Non prova più
Amore.
Più duro dell’ossidiana,
Più nero della notte
Più buia,
Semplice pietra
Incapace di vita.
È un peso
Nel petto,
Freddo come ghiaccio,
Ma impossibile
Da sciogliere.
Un grumo di carbone
Rattrappito
Dal dolore,
Privato di
Speranza.

Confessioni: malumore.

Stanotte ho fatto un sogno che mi ha fatto svegliare col malumore. Ennesimo sogno di ennesima delusione, che appena aperti gli occhi mi ha lasciato quell’amaro in bocca, quel senso di impotenza, quella sensazione di ineluttabilità che aleggia intorno a me e mi attraversa, quando le difese si abbassano. Essere serena non significa essere felice. Io sono serena, e questo per me è già tanto, considerato che l’anno scorso manco sapeva dove stava di casa la serenità. Ma, e c’è sempre un ma, quel desiderio di qualcosa di più, di afferrare la fugacità dell’istante perfetto, mi rode, perché sono così lontana da esso, che difficilmente potrei arrivare alla sua portata. E questo non fa che alimentare il mio malumore. Non c’è niente da fare, l’insoddisfazione sarà compagna della mia vita. E il malumore con essa.

Le mani vuote.

Cosa è la felicità,
Non lo so,
E mai lo saprò.
Così lontana
Dalle mie dita,
Così sfuggente
Al mio sguardo,
Eco distorto
Per le mie orecchie,
Incomprensibile,
Irraggiungibile.
Inutile cercarla, seguirla,
Attenderla.
Svanirà, proprio
Nel fugace istante
In cui l’illusione
Prevarrà, lasciandomi
Le mani vuote.

Confessioni: una situazione spiacevole.

Quella appena trascorsa è stata una settimana pesante. Il tizio del ncc mi ha ricontattato martedì ed ha attraversato le seguenti fasi:

– mi ha scritto su whatsapp: ho risposto un po’ per educazione, un po’ perché all’inizio mi lusingava che qualcuno mi avesse notato. Mi ha invitato a cena e non sapendo come dire no ho detto si, pensando al contempo a come evitarlo. Non volevo essere scortese.

– mi ha scritto per sms paventando problemi per cui non mi poteva più scrivere su whatsapp e ribadendo in più messaggi di chiamarlo perché doveva dirmi roba urgente: mi ha scartavetrato i coglioni al punto che l’ho chiamato, stavolta dicendo chiaramente che a me uno che ci prova essendo impegnato non interessa. Eh, ma a lui piace rischiare, anche se ha una fidanzata gelosa che potrebbe controllargli il telefono (ecco perché non potesa più usare whatsapp). Dice che vuole vedermi questo weekend (devo ritornare là per lavoro con dei colleghi) ed io cerco di fargli capire che ho da fare (e ho zero voglia di vederlo, ma non afferra il concetto).

– nel liquidarlo con una balla (mi stava seriamente mettendo a disagio) mi dice che mi vuole sentire al telefono dopo un’ora. Anche no. Vuole risentirmi il giorno dopo. E che palle.

– comincia a chiamare più volte al giorno e a mandare sms dicendo che vuole sentirmi e che vuole vedermi nel weekend, io prima dico ho da fare, poi decido di attuare una strategia imparata dai uomini: lo ignoro.

– mi viene il terrore che questo pazzo mi si piazzi davanti all’hotel (dovevo utilizzare con i colleghi di nuovo il ncc e c’era il rischio che venisse lui a prenderci) nonostante io non abbia risposto e parto con l’ansia.

– il pazzo continua a provare a chiamare venerdì e a mandare messaggi, prontamente ignorato da me. Riprende a utilizzare whatsapp (ma non era rischioso?). Ed io non posso bloccarlo, perché se purtroppo dovesse capitare che debba portarci lui in aeroporto domenica, sarebbe un problema non essere rintracciabile.

– domenica mattina scrive ancora… purtroppo i miei timori erano fondati: sarà lui l’autista. Ancora insiste di volere vedermi e parlarmi, ma io lo ignoro. E lo ignoro quando arriva, sentendomi a disagio. Faccio il viaggio seduta in fondo nel van e tiro un sospiro di sollievo quando arriviamo in aeroporto. Appena salita sul mezzo ho bloccato il suo numero ovunque. E naturalmente non userò più quel ncc.

Ora tiriamo le somme da questa esperienza:

– per una volta che invece di starmene zitta faccio conversazione, incappo in uno squilibrato. La prossima volta muta come un pesce.

– dire ad una persona che si è fatta una conversazione interessante e che è simpatica, per non so quale bislacco motivo viene interpretato con “provaci e te la do”. La prossima volta muta come un pesce.

– cercare di essere diplomatica e non rispondere bruscamente viene interpretato come “continua a provarci”. La prossima volta (spero non capiti mai più) mando affanculo senza mezzi termini.

– Questa settimana ho compreso come si sentono le poverette che vengono prese di mira da stalker e maniaci. E sono felicissima di avere iniziato a prendere lezioni di krav maga, così mi posso difendere da individui che nulla hanno di uomo, ma tanto di bestie.

Ignavia.

Nebbia la testa pervade,
fitta al punto che
il nulla si manifesta
allo sguardo.
Sordi rumori lontani
percuotono il timpano
indistinti, labili tracce
della vita al di fuori.
E resto in silenzio,
gli occhi ben chiusi,
per non cercare,
per non scoprire
per non soffrie.

Pensieri sparsi: come disse il caro Aldo…

Questo weekend sono stata fuori per lavoro. All’aeroporto mi attendeva il ncc, il cui autista è stato molto gentile e simpatico. A fine corsa mi ha detto che probabilmente ieri mi avrebbe riaccompagnato lui in aeroporto, al che ho detto bene, ci si rivede domenica allora. Ieri mattina mi ha scritto per dirmi che non sarebbe stato lui a portarmi a destinazione, con grande dispiacere. Gli ho risposto che dispiaceva anche a me e da lì abbiamo iniziato a discorrere su whatsapp. Il tono era allegro e piacevole, ho avuto la netta sensazione che ci provasse (complimenti vari, vuole rivedermi etc) e la cosa a dire il vero non mi dispiaceva, perché non era male neanche dal punto di vista fisico (anche perché, diciamocelo, vedere che un uomo mi apprezza non succede spesso).

E niente, ha una compagna. È proprio vero che di uomini non capisco una beata minchia.

Come disse il caro Aldo… ma vaffanculo! VU A EFFE EFFE NCUUUULOOO!