Pensieri sparsi: prima vengo io.

La fine dell’estate ha portato alcune novità. Su alcune situazioni rimuginavo da tempo e finalmente mi sono risoluta a mettere in atto i miei propositi.

Le lezioni di batteria procedono bene: l’insegnante dice che sono portata per lo strumento, che imparo in fretta le cose che mi spiega; spero dica la verità! Di certo c’è il fatto che lo studio di questo strumento mi sta interessando parecchio e lo trovo molto stimolante, oltre che di sfogo. Non vedo l’ora di essere in grado di poter suonare qualche canzone; ci vorrà ancora del tempo, ma la volontà e l’impegno non mi mancano.

Questo lunedì ho iniziato le lezioni di krav maga. Ero totalmente estranea a questo mondo e devo dire che questo tipo di allenamento mi ha reso entusiasta, piena di voglia di fare, anche perché ho bisogno di bruciare tutte le calorie che ho accumulato durante l’estate (e non sono poche), oltre che di fare qualcosa che mi faccia stare bene e mi rilassi. Sembra strano dire che dare pugni e calci rilassi, ma sfogarmi in questo modo mi aiuta a buttare fuori tutta la rabbia e la frustrazione repressa.

A fine agosto ho avuto l’ennesima delusione da parte di qualcuno che si definiva amico. Ancora una volta mi sono purtroppo interfacciata con una persona che ha dimostrato di considerare il valore della mia amicizia uguale a “cerco Miharu quando mi fa comodo”. La cosa mi è risultata manifesta dopo questo avvenimento: la persona in questione prima mi invita a casa sua al mare per un weekend, dicendomi di dirle io quando volevo andare, dato che non ho fatto un giorno di ferie e dovevo organizzarmi in base al lavoro. Le dico la data, mi organizzo l’agenda in modo da liberarmi il venerdì della partenza, felice perché potevo finalmente staccare la spina per un paio di giorni. Una settimana prima di andare la stessa persona mi scrive su Whatsapp chiedendomi se potevo anticipare o spostare di una settimana la mia visita, ben sapendo che la cosa non era per me possibile (in precedenza le avevo detto che la data da me scelta era l’unica in cui potevo spostarmi, a causa di altri impegni di lavoro); le dico che non posso e le chiedo il perché della richiesta. Mi risponde che deve andare a farsi una vacanza di una settimana con un’amica e così mi bidona, senza tanti problemi. La cosa mi ha lasciato basita. Io, se invito una persona a casa mia per un weekend, lo considero come un impegno e non me ne vado a farmi i fatti miei altrove con un’altra amica. Visto il comportamento della persona le ho detto buon viaggio e ho smesso di sentirla. Era chiaro che fino a che si trovava nella mia città aveva tutto l’interesse a cercarmi, dato che non conosceva nessuno, ma una volta tornata a casa sua la mia amicizia valeva meno di zero. Peraltro lei era tranquilla come se non avesse fatto nulla di male, salvo poi rendersi conto della merdata che aveva messo in atto quando, nel chiedere alla mia migliore amica se io stessi bene (dato che non la cercavo più), la mia migliora amica le ha fatto notare come si era comportata. Ecco allora venire i sensi di colpa e cercarmi per chiedere scusa. Ieri, dato che non potevo evitarlo ulteriormente, l’ho incontrata e le ho detto chiaramente che anche se si scusava e anche se accettavo le sue scuse, per quel che mi riguarda darò alla nostra “amicizia” lo stesso valore che le ha dato lei, per cui deciderò io se e quando avrò voglia di uscirci, parlarci etc.

Sinceramente, non ho nessuna voglia di continuare a frequentarla, perché mi sono stancata di essere la ruota di scorta degli altri. E avendo deciso di impostare la mia vita su un nuovo mantra, lo perseguirò senza esitare. Anche perché non so che farmene di persone che mi cercano a convenienza.

Prima vengo io.

 

Pensieri sparsi: mail inutile.

Mi chiedo perché la gente metta come contatto la mail, se poi provi a contattarla usandola e manco ti degnano di risposta.

Se la mail non la usi o non la leggi è inutile metterla come contatto. Recentemente mi è successo più volte di dover contattare delle associazioni di vario tipo e l’ho fatto via mail, dato che tra i contatti questa era presente. L’unica volta che ho ottenuto risposta, questa mi è arrivata quasi un mese dopo, quando ormai avevo già fatto quello di cui avevo bisogno.

Per dare un servizio scadente, meglio non darlo affatto.

Pensieri sparsi: tempo per me.

Prendermi del tempo per me è meraviglioso. Avrei dovuto farlo prima, ma ero troppo impegnata a cercare di venire incontro alle esigenze degli altri, senza che questi pensassero alle mie.

Ma da quando qualcuno mi ha fatto capire che il segreto per migliorare è circondarsi solo di persone stimolanti in positivo e lasciare allontanare quelle negative, ecco che tutto si è fatto improvvisamente chiaro. E nel mettere in pratica il suggerimento finalmente ho sentito il bisogno di soddisfare le mie esigenze, le mie voglie, i miei sfizi.

Il tempo per me è quello più prezioso.

Pensieri sparsi: step by step.

È fatta: oggi mi sono iscritta al corso per imparare a suonare la batteria. Martedì sera prima lezione, mi sento alquanto emozionata, per diversi motivi: non suono uno strumento da tempo immemore, non mi sono mai confrontata con altre persone sulla musica e su come io possa essere come musicista, anche se dilettante; è la prima volta dopo tanto tempo che decido di fare qualcosa che mi renda felice.

Quando ero giovincella mi dilettavo con la tastiera e con la chitarra. La mia conoscenza della musica e degli spartiti deriva dagli studi delle scuole medie, quando mi facevano suonare il flauto (sorvolo su quanto ho rotto i timpani ai miei). Ma io desideravo mettere mano ad altri strumenti. La prima pianola me la regalarono che ero alle elementari, aveva 22 tasti ed io la suonavo ad orecchio. Poi qualche anno più tardi mio zio mi regalò la sua tastiera Yamaha e con quella sì che mi scatenai. A quell’epoca avevo imparato a leggere gli spartiti e mi divertivo a suonare le canzoni del mio libro di testo. Poi proseguii suonando ad orecchio, come sempre avevo fatto. A 16 anni i miei genitori mi regalarono per Natale una chitarra. Imparai per mio conto gli accordi e ricordo che passavo le ore a suonare e a cercare gli accordi delle canzoni che mi piacevano (internet andava ancora col modem a 56k, se eri fortunato ad avere la connessione…)

È passata una vita ed ora eccomi qui, pronta a sentire l’insegnante che mi consiglia su che bacchette comprare, su quale materiale didattico prendere. Mi sembra di essere tornata al primo giorno di scuola!

Step by step ci riuscirò, imparerò. Poi magari chissà, troverò qualcuno con cui suonare del metal nel tempo libero… ma ora stop. Voliamo basso e prepariamoci a rullare i tamburi per bene!

Contro Digiuno Terapeutico e Dieta Vegana

Condivido pienamente il pensiero e ribloggo con piacere!

AndreaTaglio

“A Digiuno Terapeutico e Dieta Vegana è piaciuto il tuo articolo …”

Brivido: la temperatura della stanza è appena precipitata sotto lo zero.

Ricevo spesso “like” da blog più o meno commerciali, a cui interessa espandere la propria visibilità, ma è la prima volta che vengo contattato da un blog centrato su un argomento e su delle tesi che non condivido nemmeno parzialmente.
Ma neanche alla lontana.
Ma nemmeno per sogno.

Quindi mi sembra giusto correggere il tiro di certi furbacchioni, così la prossima volta andranno gentilmente a sollecitare altri più gonzi di me.

Segnatevelo:
Le diete vegane o basate sul digiuno sono delle solenni fregature.

Se volete dimagrire prenotate una visita da un medico dietologo. E poi sentitene anche un’altro, giusto per sicurezza.
State alla larga dagli improvvisati e da chiunque abbia delle tesi infondate o ancora peggio ‘originali’.
Diffidate di chi vi cita un unico studio e quattro nomi…

View original post 129 altre parole

Pensieri sparsi: anniversari.

In questi giorni i miei genitori hanno festeggiato 40 anni di matrimonio. Questo evento mi ha fatto pensare e sentire di essere davvero fortunata, perché alle mie spalle ho una famiglia unita che mi sostiene e mi fa sentire bene, perché i miei genitori sono per me un punto di riferimento fondamentale, perché grazie ai loro insegnamenti ho imparato il valore del sacrificio, dell’impegno, della famiglia.

Mi dispiace non essere riuscita ad avere una mia famiglia dove promuovere i loro stessi insegnamenti, ma la vita è così: non sempre si vince.

Tuttavia, anche quando si perde (e la sconfitta di un matrimonio fallito pesa sulle mie spalle come un macigno), avere una famiglia che ti aiuta a rialzarti e a riprendere in mano la tua vita non è cosa da poco. Senza i miei genitori non sarei riuscita a ricominciare e inevitabilmente mi viene da chiedermi come farò quando un giorno non ci saranno più. Perché allora, purtroppo, sarò veramente sola.

Sono una figlia davvero fortunata.