Pensieri sparsi: un nuovo mantra.

Sono buttata sul letto a smanettare col cellulare su Youtube, alla ricerca di contenuti interessarti in mezzo ad un oceano di immondezza mediatica. E mentre lo faccio mi chiedo: sono quindi arrivata a questo punto? Quale punto?, penserete. O forse no, perché la cosa non vi tange.

Beh, direi al punto di impiegare il mio tempo libero prima di dormire in ogni modo utile ad evitare contatti umani. Solo io, il mio letto e uno schermo che fa quello che pare a me.

Nessuna discussione, nessun contrasto, nessuna rottura di palle o giustificazione. Nell’ultimo mese mi sono resa conto di essere sempre più intollerante verso il mio prossimo e alla fine mi dico essere inevitabile la cosa, soprattutto quando la gente prima ti dice una cosa, ti propone una cosa, ti invita a fare qualcosa e tu inizi ad organizzarti in merito, salvo poi dover mandare tutto a puttane quando chi ti ha proposto annulla tutto perché prima vengono i cazzi suoi.

E allora ripetiamo il nuovo mantra della stagione autunno/inverno 2018: d’ora un avanti vengono prima i cazzi miei.

E niente: su youtube ho trovato dei documentari sui serial killer che sembrano interessanti e molto più di compagnia di certa gente.

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