Pensieri sparsi: breve storia triste 2.

L’altro giorno è arrivato un nuovo cliente: poco più giovane di me, bel tipo, educato, simpatico. Più ci parlo e più mi dico che esistono ancora uomini seri e veri signori. Mi dice he ha una figlia di 7 mesi ed io tra me: e ti pareva… tutti gli uomini decenti o sono impegnati o sono gay.

Oggi ritorna e facciamo di nuovo conversazione: mi dice che è un papà single. Io mi dico: forse c’è ancora speranza…

E niente. È gay.

Fine della breve storia triste.

Pensieri sparsi: una bella sorpresa

Sabato ho visto un amico carissimo. L’ultima volta che ci siamo incontrati per fare due chiacchiere è stato poco prima di Natale; da allora solo contatti virtuali, eccezion fatta per un breve istante al funerale di sua madre, poco più di un mese fa.

Era insieme alla sua fidanzata, una ragazza brasiliana davvero in gamba, di cui lui mi aveva tanto parlato ma che io avevo visto una volta soltanto, di sfuggita. Allora avevamo comunicato in inglese, sabato invece abbiamo parlato in italiano e devo dire che lo parla davvero bene. Lei è qui da aprile, sapevo che poteva restare solo tre mesi, per questioni di visto, e invece mi hanno dato la bella notizia che si sono sposati in comune, così lei può restare qui con lui. Non hanno fatto feste, neanche portano la fede, dicono che la metteranno qua do si sposeranno in chiesa. Ho fatto loro gli auguri, sono felice per il mio amico, penso che meriti di essere tanto felice perché è un ragazzo come pochi e sono certa che lei sia la persona giusta per lui. Mi hanno fatto tanta tenerezza, sono così semplici nel loro volersi bene… hanno dimostrato che le distanze si possono superare e si può avere il lieto fine.

Ogni tanto qualcosa riesce a scaldare questo cuore solitario.

Confessioni: fame nervosa.

Mangio gelati come se non ci fosse un domani, inutile surrogato consolatorio. Ingurgitarli non mi servirà, non mi darà affetto, eppure non ci riesco ad evitarlo. Il fugace senso di appagamento che mi propinano per qualche secondo lo ricerco come se fosse il mio unico appiglio. E quando passi la giornata sola come un cane anche quel breve momento di finta gioia è meglio di niente, mentre senti lo sconforto salire, ignorata e rannicchiata in un angolo.

Menomale domani lavoro, menomale sarò utile per qualcuno.

Confessioni: desiderio.

Ho aperto gli occhi dieci minuti fa. Demoralizzata. La mia vita sessuale è un ecg piatto da quasi un anno e mezzo, e neanche prima non è che fosse un gran che. Normalmente convivo molto bene con questa cosa e non mi pesa la mancanza di certa attività fisica, ma stamattina ho sognato il desiderio. Ho sognato di fare l’amore. E svegliandomi avevo tanta voglia di sentirmi desiderata e di desiderare a mia volta. Non voglio semplice sesso meccanico, quello non mi procura nessun piacere. Voglio fare l’amore.

Sì, demoralizzata è la parola giusta.

Epistulae: NY 512.

Caro NY 512,
Avevo voglia di uscire stasera: mangiare fuori e fare un giro tra le bancarelle al porto vecchio, una passeggiata e magari incrociare un NY 512 che non aspettasse neanche un minuto per chiedermi se volevo qualcosa da bere “finché morte non ci separi”.

E invece no. Ultimamente mi capita di dover sempre abbozzare per gente che mi dà buca o che pensa che debba essere sempre io quella che si deve adeguare agli altri. Mai nessuno che si adegui a me. Pertanto stasera, come ogni sera, cena in solitaria e letto, a perdermi tra le lettere delle parole di un libro di astrofisica.

Caro NY 512, forse un giorno ti incontrerò, magari mentre porti a spasso Brinkley da queste parti. E allora non ci saranno buche, non ci saranno adeguamenti. Ci saremo solo noi e Brinkley, tra le cicale di un pomeriggio di mezza estate, a sorriderci perché finalmente ci siamo trovati.

Tua,
Shopgirl

Pensieri sparsi: breve storia triste.

Mi scoppia la testa. Da questo pomeriggio l’emicrania non mi dà tregua, ora che il lavoro sta prendendo una buona piega io mi riduco a cadavere sul letto.

Che palle…

Almeno avessi qualcuno che mi massaggiasse i piedi o mi facesse delle coccole meritate, me tapina. Ed emicranica.

E niente cena con l’uomo affascinante. Fine della breve storia triste.

Diari di viaggio: Milano.

Questo weekend sono stata a Milano con un’amica. Motivo principale del viaggio mordi e fuggi la mostra su Harry Potter, ma naturalmente ne abbiamo approfittato per vedere anche altre cose. Era la mia terza volta in questa città: la prima fu otto anni fa, ma vidi ben poco, giusto il duomo (allora si entrava gratis) e la zona circostante. Gustai uno dei fantastici panzerotti di Luini, questo lo ricordo bene. La seconda volta fu l’anno scorso, quando a gennaio andai a vedere la mostra dei pittori giapponesi a palazzo reale. Anche allora ero concentrata in altre occupazioni, per cui della città non vidi nulla. Ma questa volta mi sono rifatta, almeno in parte (motivo questo per farci una puntatina una quarta volta).

Dopo la sveglia alle 5 e l’aereo alle 7, lasciati i bagagli in hotel abbiamo puntato verso il Castello Sforzesco, che ci è piaciuto molto, sia per il complesso architettonico in sé che per i musei al suo interno.

Purtroppo non siamo riuscite a vederli tutti, perché alle due ci attendeva la prenotazione per Harry Potter – The exhibition. Devo dire che non siamo rimaste deluse: abbiamo potuto ammirare gli abiti e gli oggetti di scena, oltre che le riproduzioni a grandezza reale usate nel film di Dobby, Aragog e Fierobecco.

Belli, se così so può dire, e molto inquietanti il dissennatore e la statua della morte con tanto di falce, che troneggiava nella tomba dei Riddle nel cimitero di Harry Potter e il Calice di fuoco. E poi che dire dei costumi di Bellatrix, di Silente, degli abiti di gala del ballo del ceppo, o delle mandragole, della sala delle pozioni con il libro del principe mezzosangue e il costume di Piton!

E ancora le divise di quiddich, il quadro e le foto di Allock, e Fanny, la teca con gli Orcrux… se avete letto i libri e visto i film potete ben capire perché ci siamo fatte fotografare come due ragazzine con tanto di bacchetta in mano e tunica e sciarpa di Hogwarts indosso! Fotografie rigorosamente stampate, anche in formato di manifesto segnaletico! Per non parlare degli acquisti fatti allo shop a fine mostra: un bel portachiavi a forma di boccino d’oro, una penna a forma di bacchetta di silente (quella vera costava un po’ troppo, 40€…) e una tazza con Dobby che dichiara ancora una volta di essere un elfo libero.

Se non si è capito sono tornata adolescente per un paio d’ore!

Dopo la mostra abbiamo deciso di visitare il cimitero monumentale, ma abbiamo dovuto desistere presto per via della pioggia improvvisa. Quindi via in hotel e poi cena in un ristorante giapponese poco lontano, molto carino e dai prezzi non eccessivi.

Ieri abbiamo dedicato la giornata a piazza duomo e dintorni. Ci siamo godute la mostra sugli impressionisti a palazzo reale, per poi entrare nel duomo. Lo ricordavo più buio, a dire il vero. Ma sempre bellissimo.

Dopo aver vagato per i piani della rinascente senza una meta apparente ecco la delusione cocente: Luini era chiuso. Avevo promesso alla mia amica di farle assaggiare i tanto decantati panzerotti, ma la domenica Luini non dà da mangiare. Altro motivo per tornare a Milano ancora una volta.

E così, tra un giro e un pezzo di anguria, abbiamo recuperato i bagagli e ripreso la direzione di casa.

Piccola considerazione: Milano è bella, ma la gente troppo nervosa. Ci credo che poi vengono tutti in vacanza da noi… ma almeno il nervosismo potrebbero lasciarlo a casa.