Pensieri sparsi: amicizie di una vita

Mi trovo fuori città per il weekend, per un corso. Sono nella città dove ho studiato per la mia prima laurea e sono appena tornata in hotel dopo aver trascorso una bellissima serata a cena con le mie vecchie coinquiline. È stato come se tutti questi anni non fossero mai trascorsi. Mi ha fatto un piacere immenso rivederle, sono due ragazze davvero in gamba e amiche per me molto care, anche se ci sentiamo e vediamo molto poco. Questa rimpatriata mi ha scaldato il cuore.

Pensieri sparsi: rotolano e si sovrappongono.

Viaggio con la mente, alla ricerca di un qualcosa che non c’è. Nessuna soluzione, nessun finale ad effetto o confortante. Solo io e i miei sogni irrealizzabili. Ieri sono arrivata a chiedere ad un amico di farmi da paraninfo per farmi conoscere qualcuno. Dice che ha un amico da presentarmi. Non so… non mi faccio illusioni, perché tanto so che finirei per restare delusa. E domani andrò nella città dove il mio personale spezzacuore vive, ma sarò forte e non lo cercherò. Lo terrò fuori, lontano dagli occhi e dal mio cuore rabberciato.
Non lo so perché scrivo tale sequenza di pensieri. Forse perché non riesco a confessarli a nessuno. Solo il mio diario online in forma anonima accoglie questi miei scritti. Meglio dormire. Domani sera mi attende un viaggio di 300 km. Verso sud.

Confessioni: sognare in grande.

Dovrei trasferirmi in Svedesia. Cercare un bel vichingo svedesiese che mi faccia perdere la testa, tipo lui.

Un mio amico una volta mi ha detto che gli italiani nel nord Europa spaccano, chissà se vale anche per noi donne. Magari lì non passerei inosservata, magari un bel fusto come quello sopra, stanco delle solite bionde stangone svedesiesi con gli occhi azzurri, mi metterebbe gli occhi addosso e perderebbe la testa per me. Perché non sognare? Tanto questo solo mi resta. E se devo sognare voglio farlo in grande!

Pensieri sparsi: pulizia di massa.

Mood del giorno: prendere i cattobigotti, che ammorbano l’aria imponendo al mondo i loro pensieri ottusi e che pensano che risolveranno i problemi di salute affidandosi a decotti di dubbia efficacia e a Gesù Cristo, e disporli in fila indiana, comodamente distesi sulle rotaie, in attesa che i decotti facciano effetto e Gesù Cristo passi. Sopra di loro. Manovrando un treno.
Magari gli fa il miracolo e li accoglie direttamente in Paradiso.

Sempre che esista.

Confessioni: una lacrima di commozione.

“Allora… ti sei fidanzata?”
“No…”
“Sicura? Dai puoi dirmelo”
“No, davvero…”
“Come no?”
“Eh… chi vuoi che mi si pigli? Non mi vuole nessuno”
“Come non ti vuole nessuno! Ma sei una bella ragazza! Te lo trovo io un fidanzato!”

Sentirsi dire di essere bella ogni tanto aiuta, come la sensazione che a qualcuno importi della tua felicità. Specie se quel qualcuno ti conosce da quando sei nata e per te è come uno zio, anzu meglio di uno zio vero.

Confessioni: la cena di traverso.

Sono davvero infastidita. Passo tutta la settimana sola in casa, aspetto il venerdì per vedere i miei, per mangiare finalmente con qualcuno che non sia il muro e che parli con me, e quando torno a casa dopo una giornata di lavoro di quelle che manderesti a quel paese chiunque, loro non mi hanno aspettato per cena. Come la settimana scorsa. Ed io che cerco di cenare a casa quando ci sono loro perché mi fa piacere…
che delusione.
D’ora in avanti me ne frego e esco anche il venerdì se capita l’occasione; almeno mangio con qualcuno.