Soccombo.

Passi pesanti,
Mi trascino,
Ecco il letto.
Esausta,
Scivolo su di esso,
Alla ricerca
Del desiderato
Riposo.
Oppressa
Dal fardello
Non mi muovo,
Non respiro.
Ricerco la mia
Aria,
Ma è svanita,
O è finita.
Ed ecco,
Soccombo.

Pensieri sparsi: sogni distorti

Stanotte ho sognato lui, pietra di paragone instancabile, ricordo che fatico a lasciare andare. Quando sembra che tutto sia passato, che le cose migliorino, che il mio sguardo solitario si rivolga al mio presente ed al mio futuro, ecco che lui ricompare. Nei miei sogni.
Guardavo il pc, connessa ad internet su non so che sito di gioco online, forse quello dove ci eravamo conosciuti quasi dieci anni fa. E mentre lo guardavo una scritta compare: il suo nome e lui che digita ti amo.
Come mi ami!
Ma non è possibile!, penso io. E freneticamente cerco di rintracciarlo, di chiamarlo al numero di telefono che ho. Rocambolescamente appare, su non so che navicella che vortica per lo spazio-tempo. Ribadisce il concetto, mi attira a sé, con passione mi bacia e chiaramente vuol fare l’amore con me.
La confusione mi assale e con essa la paura di perderlo ancora. Si susseguono altri eventi nebulosi…
E poi apro gli occhi.
Col vuoto nel petto e la sensazione di tristezza che mi incombe sul capo, più la sensazione che mi sia passato sopra un treno.
Giuro che non ho bevuto!

Pensieri sparsi: stordita.

Oggi è una giornata di quelle da archiviare immediatamente. Mi sveglio dopo un sogno inquietante, uno di quelli che ripropongono le mie paure, e mi sento stordita, al punto da avere serie difficoltà ad alzarmi dal letto. Forse questa sensazione è dovuta al raffreddore che mi tiene nella morsa da venerdì, o forse la causa è il mio solito problema di salute, o ancora una combinazione di entrambi i fattori.
Quale che ne sia stata la causa, comunque, mi sono trascinata al lavoro e ho resistito sino alle 5, annullando un paio di appuntamenti troppo impegnativi e stringendo i denti, mentre sentivo lo stordimento che mi faceva vorticare come un fuscello preda della corrente del fiume in piena.
Quando sono arrivata a casa ero così debole che ho dovuto stendermi. Pensavo di avere la febbre, ma il termometro ha riso mebtre mi restituiva un laconico 36.0°C.
Ho dormito due ore e al risveglio un po’ stavo meglio. Ora guardo trepidante in avanti, alla ricerca del venerdì…

Ed è subito insonnia.

Persa nel silenzio della notte,
Raggomitolata tra coperte
Protettrici.
Tese le orecchie,
A percepire un suono,
Un respiro, un battito.
Chiusi gli occhi,
Per paura di vedere,
Di scorgere inquiete ombre.
Rigidi i muscoli,
Raccolti gli arti,
Alla spasmodica ricerca
Di protezione.
Ed è subito insonnia.

Pensieri sparsi: Ecg piatto.

È da diversi giorni che non scrivo, un po’ perché sono stata presa dal lavoro, un po’ perché avevo pensieri per la testa che non volevo esprimere ad alta voce, un po’ perché ho avuto giorni stressanti e non avevo la forza di scriverli e descriverli.
Messa la pietra sopra su determinate situazioni e su certe persone e tirato avanti per la mia solitaria strada, ieri notte ho fatto un sogno.
Ho sognato l’uomo affascinante, quello con cui lavoro. Il bel tipo che fisicamente mi piace, ma per cui il mio cuore non accelera il suo battito, come ormai non lo accelera per nessuno, eccezion fatta la tachicardia pre ansia. E oensare che un paio di settimane fa ho avuto una conversazione molto personale con lui, in cui mi ha raccontato delle cose intime, che mai avrei pensato di sentire. Ho raccolto le sue confidenze… ed in quel frangente mi sono accorta che il mio cuore se ne stava tranquillo e pacifico nel petto, addormentato, me tre pensavo che era veramente un uomo serio, con dei principi e dei valori. Uno da sposare, insomma.
L’ho sognato, dunque.
Parlavamo, manco ricordo di cosa. Era gentile, come sempre; affettuoso, cosa nuova. Ad un certo punto ecco che mi bacia ed io rispondo al bacio, ma non sento nulla. Mi scosto poi e vedo che lui ci resta male. Il mio cuore non batte neanche in sogno, neanche in sogno mi godo un momento che molte donne vorrebbero vivere.
Ecg piatto.
E non solo in sogno.

Confessioni: disfatta.

È stato un weekend devastante.
Seguendo il consiglio del medico ho deciso di staccare per due giorni ne ho approfittato per andare a vedere la persona per cui sentivo quel bel feeling… dovevo farlo, dovevo capire se era vero o se era solo l’ennesima illusione della mia testa.
Risultato: mi sono ritrovata davanti un uomo dal cuore d’oro, innamorato di me… ma io niente.
Ci sono rimasta malissimo, per lui e per me.
L’ho fatto soffrire ed ho sofferto nel vederlo star male, al punto da sentirmi molto male.
È stato tremendo, sono tornata a cada totalmente disfatta. Mai mi aveva addolorato così un evento.
E alla fine ho avuto la conferma di ciò che più temevo: non mi innamoro.
Faccio schifo, a me stessa prima di tutto.