Epistulae: Tenshi

Stanotte ti ho sognato.
Non succedeva da tempo, come da un po’ non ti pensavo, almeno non nell’ottica di quanto mi manchi.
Ti ho sognato, dicevo. Mi dicevi che volevi provarci ancora, che quello che era stato in passato non contava, che volevi stare con me. Mi hai baciato, con la stessa passione con cui mi baciavi allora. Ed io mi sentivo così felice, sentivo che la seconda chance che avevo sempre desiderato per noi non era più un’utopia. Ero al settimo cielo, finalmente c’era di nuovo un noi, un futuro, la gioia di creare ciò che non ci era riuscito in passato.
Il mio Angelo era tornato, per rimanere.
Mi sono svegliata…
La tristezza mi ha avvolto con il suo gelido abbraccio.
Lo so che non ci sarà un secondo noi, che non ci sentiremo più, non ci vedremo più. Quando ho potuto parlarti di nuovo, dopo anni, ho capito che non potevo farti tornare nella mia vita. Ho deciso di lasciarti andare perché avrei sofferto troppo se avessi continuato a sentirti. Avevo false speranze e non volevo vivere nel passato sperando in un futuro impossibile per noi.
E sognarti stanotte mi ha acuito quel senso di solitudine che provo senza di te.
Guardo avanti, ma ogni tanto mi volto indietro, anche se non voglio.
In momenti come questi mi dispiace ancora di più non avere trovato una persona che mi facesse dimenticare te.
Non leggerai mai, lo so.
Mi illudo che un giorno potresti, per caso, trovarmi qui, leggere di te e desiderare un noi. Perché tu conosci questo mio nome, conosci questo tuo…
Ma non succederà.

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