Confessioni: carne e sangue.

Ci sono dei giorni veramente difficili. Sono giorni in cui avrei davvero bisogno di un contatto fisico, di una carezza, di un bacio, e perché no?, di passione tra le lenzuola.
Anche io sono un essere umano, anche io bisogno di coinvolgimento fisico, di sentire vibrare il mio corpo, di lasciarmi andare, di sentirmi amata, desiderata.
Anche se per la maggior parte dell’anno sopporto bene il fatto di non avere una vita sentimentale e sessuale (vivo lo stesso, anche se non faccio l’amore), ci sono dei giorni in cui il desiderio mi assale, forse perché anche io ho bisogno di sfogarmi, e allora diventa davvero difficile.
E non parlo di puro e semplice sesso. Parlo di fare l’amore, di coinvolgimento fisico e mentale, di complicità, di affinità di coppia.
Ci ho provate a fare del puro e semplice sesso, è stato sempre insoddisfacente. Quando hai a che fare con persone troppo prese da sé, da ciò che piace a loro, incuranti di cosa può piacere a te e proiettate al raggiungimento del proprio piacere fregandosene altamente del tuo, la prestazione non può che essere insoddisfacente.
Probabilmente anche grazie a queste esperienze riesco a sopravvivere bene, nel senso che per avere esperienze deludenti preferisco non pensarci e dedicarmi ad altre occupazioni.
Ma è da circa una settimana, forse complice il periodo natalizio, che sento un gran vuoto dentro ed è un vuoto non solo di tipo affettivo, ma anche fisico. Non desidero una persona in particolare, non ho un chiodo fisso. Ho solo bisogno di sentire che le attenzioni di qualcuno sono rivolte verso la mia persona.
E l’unica cosa che posso fare, tanto per cambiare, è scrivere i miei pensieri qui, lasciarmi correre sulla tastiera, per dare almeno un po’ di sfogo alla mia frustrazione, per sentire un po’ di sollievo.
Sino a che questa sensazione finalmente non passerà.

Epistulae: Caro Babbo Natale.

Caro Babbo Natale,
ogni anno ti scrivo per chiederti lo stesso regalo. Non sono stata una bambina cattiva, anzi, forse anche troppo buona, eppure il regalo non arriva mai.
Non voglio denaro (anche se ne avrei davvero bisogno), non voglio macchine, né vili oggetti che possono invece stuzzicare il desiderio dei più.
Non voglio una casa (perché non potrei permettermi di mantenerla), non voglio viaggiare, non voglio una vacanza per rilassarmi (anche se non mi dispiacerebbe poterne fare una di tanto in tanto).
Ciò che vorrei, ciò che desidero con tutta me stessa, è sentire il mio cuore che palpita. Avvertire i singoli battiti, sempre più rapidi, accompagnati da quelle belle farfalle nello stomaco, foriere di una sola notizia.
Se ciò succedesse significherebbe una cosa soltanto: che tu mi avresti fatto trovare sotto il mio albero una persona speciale.
Ma forse sbaglio richiesta.
Forse dovrei chiederti di trovare qualcuno per cui io sia speciale e che mi aiuti a scongelare questo gelo che mi avvolge, che mi permetta di ritrovare la fiducia che ormai ho perduto nel genere maschile, che abbia la forza, il coraggio, la perseveranza di sopportare una donna ormai indurita per necessità, per protezione, che abbia la voglia di scoprire quanta bontà c’è nel mio cuore e quanta voglia di amare vi si racchiude.
Vorrei tanto che questo fosse l’anno buono, per me.
Me lo ripeto ogni anno.

Vita da Player: emozioni.

Ieri sera, durante la mia quotidiana role sulla land che frequento ormai da alcuni mesi, ho ricevuto una sorpresa di quelle per cui una donna farebbe carte false.
La mia pg era a cena a lume di candela col fidanzato, quando lui, poco prima del dessert, la invita a ballare nel loro salotto, mettendo in sottofondo la loro canzone. Quando ecco che ad un certo punto si inginocchia e le chiede di sposarlo, mostrandole un anello bellissimo.
Vi giuro che in quel momento mi sono sentita come se la proposta fosse stata fatta a me in persona. Era tutto perfetto, tutto come noi donne romantiche e sentimentali sogniamo che sia. Per un attimo ho desiderato di esserci io al suo posto, di avere io al mio fianco un uomo così dolce e premuroso, così attento ai particolari…
In ogni caso sono stata così contenta di come è andata la cosa che anche oggi, ripensandoci, mi veniva da sorridere.
Comunque, la mia pg ha naturalmente accettato la proposta di matrimonio e ora c’è da organizzare un matrimonio!
Ogni tanto qualche piccolo episodio che mi dona il sorriso…

Ti amerei.

Ti amerei,
anche se tutto crollasse,
se il mondo cascasse,
se la vita svanisse.
Ti amerei,
anche se non mi guardassi,
se di me non ti accorgessi,
o se tu mi ignorassi.
Ti amerei,
e null’altro mi basterebbe,
una carezza mi riscalderebbe,
il tuo amore mi curerebbe.
Ti amerei,
se tu esistessi,
se poi mi cercassi
ed infine mi conquistassi.
Ti amerei…
ma non ci sei.

Confessioni: incollata alla routine.

Vorrei tanto chiudere gli occhi ed al mio riaprirli ritrovarmi in un altro luogo, in un altro tempo, in un’altra vita.
Mi piacerebbe tanto trovarmi in uno di quei film natalizi, in cui succede come per magia che la protagonista, sfigata sotto ogni punto di vista, dopo un desiderio espresso sotto l’albero e una dormita colossale, si risveglia in un posto nuovo e vive strane avventure, contornata da personaggi particolari e divertenti, e alla fine incontra colui che le donerà di nuovo il sorriso. Salvo poi risvegliarsi e ritrovarsi nello stesso squallido letto su cui si era addormentata. Ma, c’è un ma, ecco che alla porta bussa lui e vissero tutti felici e contenti.
Nel mio caso la storia si ferma all’addormentarsi nel proprio squallido letto. Al massimo sogno, ma poi il risveglio è sempre lo stesso. La routine è sempre la stessa. Sento forte il bisogno di staccare, di cambiare aria per qualche giorno, per distrarmi, ma non mi posso muovere. Sto arrancando a fatica… se solo potessi staccare…

Pensieri sparsi: tempo di addobbi.

In questo weekend mi sono data da fare per rendere la casa più natalizia. Perciò venerdì mattina ho tirato fuori dal magazzino albero e decorazioni e ho messo in atto la mia opera.

Ho fatto tutto sola soletta, ero a casa da sola e mi ci sono dedicata con calma. Ho messo le palline colorate, le decorazioni di famiglia (ricordi di battesimi e altre cose) e come ultimo tocco ho aggiunto il collare della piccolina. È strano non averla con noi quest’anno, mettere anche il suo collare con la targhettina lì nel mezzo dell’albero è stato un modo per ricordarla e per tenerla comunque con noi.
Sicuramente ci saranno persone che troveranno questa cosa ridicola, ma penso chr chi ha avuto un cane che ha amato come un membro della propria famiglia capirà questo mio gesto e il vuoto che sento dentro.

Pensieri sparsi: Natale alle porte.

Il natale si avvicina.
Quest’anno da un lato sono serena, perché sono a casa mia, ho i miei vicino e passeremo il Natale insieme. Dall’altro c’è sempre quella sensazione di insoddisfazione che continua ad aleggiare sulla mia testa. Il lavoro piano piano si sta aggiustando, non è questo che occupa i miei pensieri, ora.
E’ che inevitabilmente mi dico “un altro Natale senza amore”.
Naturalmente per amore non intendo quello della mia famiglia, per il quale mi ritengo molto fortunata e ringrazio gli dei tutti i giorni.
Mi capita di vedere di continuo in tv, quando la guardo nel fine settimana, scene di film di donne sfigate al mio pari che incontrano il principe azzurro nelle spoglie più disparate. Io mi guardo intorno e vedo solo il vuoto.
E mi chiudo sempre più in me stessa.
Mi sto rendendo conto che mi sta diventando sempre più difficile fidarmi delle persone. A volte mi infastidisco anche se mi mandano solo un messaggio. Sto diventando sempre più orso.
Ah beh, direte… come pensi di trovarla una persona se ti comporti così?
Eh, lo so…
Ma le poche volte che esco non faccio conoscenze, mi limito a mangiare qualcosa fuori e a tornare a casa ad un orario che neanche Cenerentola avrebbe considerato. La sua mezzanotte è molto lontana dai miei canoni.
Provo a chiedere a Babbo Natale se mi fa trovare sotto l’albero il principe azzurro… spero di non trovarci del carbone.
Almeno quest’anno sono in grado di fare un pensiero alla mia famiglia, se lo meritano davvero, per tutto quello che hanno fatto e stanno facendo per me.