Confessioni: piccole ferite.

Oggi è successa una cosa che mi ha riportato indietro nel tempo e mi ha riaperto una piccola ferita. Andiamo con ordine.
Dieci anni fa mi sono sposata. Quando è arrivato il momento di scegliere il mio abito da sposa, ho deciso di farmelo fare su misura. Ci tenevo che alla scelta del bozzetto e poi alle prove dell’abito ci fosse qualcuno di famiglia. Mia madre purtroppo non poté venire a causa del lavoro, mio padre mi accompagnò alla prova finale del vestito (e fu un momento molto bello); mia cugina, che era la mia testimone, mi accompagnò una volta anche lei.
E mia sorella, testimone anche lei… beh, non venne mai, sebbene glielo avessi chiesto più volte, perché ci tenevo tanto alla sua presenza.
Le voglio molto bene, anche se lei ha sempre eretto un sottile muro tra noi, per cui mi ha sempre tenuto a distanza. Ma questa è un’altra storia.
Non venne, quindi, adducendo non so quante scuse e ci rimasi malissimo, perché pensavo e penso tuttora che se certi momenti non li condividi con la tua unica sorella non li godi pienamente.
Oggi sento mia madre al telefono. Mi dice che ha parlato con mia sorella. Deve fare da testimone al matrimonio di un’amica e l’ha accompagnata a scegliere il vestito.
Lei sì, io no.
Chiudo qui, lasciandovi immaginare come mi sento ora.

Confessioni: Solo.

Mi hai detto che ti senti solo, in questo periodo. Ti senti solo ma sorridi comunque. Ti capisco, siamo in due; anche se io, in realtà, non ce la faccio tanto, a sorridere. Proprio per questo ti ho detto che se ti senti solo puoi scrivermi, per parlare con me. Io ci sono per ascoltare, per consolare, per incoraggiare. Ci sono come vorrei che gli altri ci fossero per me.
Mi hai ringraziato e mi hai detto che mi abbracciavi. Un abbraccio grande.
Ma non sai che quell’abbraccio mi piacerebbe che me lo dessi davvero, Surfer.
Magari un giorno riusciremo ad incontrarci e a fare la bevuta che ti ho proposto l’altra sera e l’invito alla quale hai detto che non avresti declinato.
Nel fondo del mio cuore io lo spero, un giorno, di vederti finalmente. Magari a Milano, dove ti sei trasferito dal quel di Bologna e dintorni, o magari nelle mie coste, o in Portogallo, dove ami fare surf.
Magari, o se solo…
Solo.

Pensieri sparsi: auguri.

Un anno fa a quest’ora crollavo a letto esausta dopo il viaggio di ritorno da Parigi. Un anno fa mi apprestavo a trascorrere il mio compleanno da sola.
Quest’anno nessun viaggio per me, ma passo il compleanno con chimi vuole bene: i miei genitori.
Tanti auguri a me, anche se il buonumore è un ricordo lontano, anche se la vita è sempre in salita, anche se le difficoltà sono tante e difficili da superare.