Pioggia d’autunno.

Miharu no Tamashin (Miharu's soul)

Lente le gocce
S’infrangono a terra.
Lavano l’aria
Greve di tristezza.
Scivolano sulla pelle
E un brivido la percorre.
Sfiorano le labbra,
Con un gelido bacio.
Immobile le sento
Penetrare nell’anima.
Come statua
Rimango, silente,
Rapita.

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Confessioni: tristezza.

È da ieri che il mio umore è in modalità tristezza. Probabilmente è colpa degli ormoni, o meglio, io preferisco attribuirne la colpa a loro. Sento come un guscio invisibile che mi attornia e mi leva il respiro. Provo a sorridere, ma sento che gli angoli della bocca non ne vogliono sapere di andare verso l’alto. Vedo il sole fuori e voglio solo stare al buio. Non so neanche io perché mi sento così, non ne avrei motivo.
Passerà, come tutto attraverso il tempo. Però intanto vorrei solo piangere.
Buona domenica.

Pensieri sparsi: gocce di dispiacere.

Ieri sera sono uscita con 3 amici. Non uscivo a cena dal mese di agosto, un po’ perché non ho tanti soldi (diciamo che sono molto a stecchetto, ma per fortuna stando a casa dei miei riesco a respirare un po’),un po’ perché difficilmente ho compagnia per le uscite notturne.
Sono stata molto bene in loro compagnia e sono un po’ dispiaciute perché due di loro, che sono una coppia che lavora nella mia città ma viene dal centro Italia, potrebbero ritornare a casa per una nuova opportunità lavorativa.
E’ un vero peccato quando conosci delle persone con cui ti trovi bene e poi devi distaccartene per cause di forze maggiore. L’altro amico ha detto “Allora andremo a trovarli!”. Sarebbe divertente, anche perché la loro città di origine è davvero bella.
E’ così difficile per me farmi dei nuovi amici e quando poi ci riesco veniamo separati dalle circostanze…

Pensieri sparsi: piccoli regali

Sabato sono andata con la mia migliore amica a vedere un evento nel suo paese d’origine: molte case antiche erano aperte al pubblico, che poteva vederle arredate come a fine ‘800 e inizio ‘900. In alcune di esse si potevano vedere prodotti della vita quotidiana, dal legno intagliato agli strumenti del calzolaio. In molti punti si preparava del cibo che poi si vendeva, dolce e salato. Non ho potuto mangiar nulla, ahimè, molto a malincuore. Ma un piccolo regalo me lo sono fatta:

Indossati sono davvero carini. Rappresentano il costume tradizionale di uno dei paesi della mia terra (ogni paese ha il suo). Mi sono piaciuti così tanto che non ho potuto resistere. La perla nera che si vede alla base si chiama “coccu” e nella tradizione protegge dal malocchio. E così abbiamo preso due piccioni con una fava!
Inaugurerò questi orecchini venerdì sera, quando andrò a cena con degli amici. Magari mi portano bene… chi lo sa!