Racconti: sogno o realtà. 

Avete mai immaginato di potere entrare nei sogni altrui, o di incontrare nei vostri qualcuno e, una volta svegli, di avere con questo qualcuno in comune il ricordo del sogno fatto?
Magari! Diranno alcuni.
Che stupidaggine! Replicheranno altri.
Che assurdità… e così via a sentire le opinioni più disparate.
Tutte voci che hanno in comune una cosa: non possono mettere in atto tale proposito.
Ma io…
Io entro nei sogni delle persone, o forse faccio in modo che esse entrino nei miei. Qualunque sia delle due l’opzione corretta, mi basta pensare intensamente ad una persona che ecco, una volta intrapreso il viaggio nel paese di Morfeo, io la raggiungo.
Posso decidere se fare capolino nella sua ambientazione, o se invece condurla in un posto tutto mio. Dipende da cosa voglio scoprire, o da cosa voglio ottenere.
È un po’ come fare un’indagine di mercato, capire cosa tale persoma desidera nel profondo per poi approfittarne e creare un’offerta ad hoc nel mercato del reale.
E il bello è che la persona non sa che io so.
Fino ad oggi avevo usato questa mia capacità per divertimento, qualche volta per affari. Ma ieri notte… ieri notte è successo qualcosa di diverso.
Non ho pensato a nessuno di particolare prima di andare a dormire. La mia mente ultimamente è scevra da pensieri, da affetti. O almeno così pensavo. Ho fatto fatica a prendere sonno, forse colpa del caldo, o forse del mio subconscio che tentava di emergere e farsi sentire.
Alla fine però ho ceduto ed il mio viaggio è cominciato.
All’inizio era tutto nebuloso, ma poi l’atmosfera si è come messa a fuoco e l’ho visto.
Indossava un grembiule bianco, che ricopriva il muscoloso petto nudo. Teneva in mano una paletta per far scolare i fritti ed era intento a preparare il pranzo per la mia famiglia.
Ora, io non lo conosco a tal punto da sapere se sappia cucinare o meno, ma nel sogno gli piaceva ed era pure bravo. Così bravo che i miei non lo mollavano un attimo ed io pensavo che ero tremendamente gelosa, perché lo volevo tutto per me.
Ma poi mi ha visto, mi è venuto incontro e mi ha sorriso: quel sorriso abbagliante, sensuale, che provoca il contorcimento inconsulto del tessuto addominale, mantre le gambe cedono e tu ti ritrovi a terra senza manco sapere come ci sei arrivata.
E quando mi ha stretto a sé, come se fossi la sua unica ragione di vita, il mio cuore ha sussultato, quasi è fuggito dal petto, desideroso di andare a dire al mondo che ero io la donna che voleva…
Sembrava una scena di vita quotidiana, così realistica che per un istante ho pensato che non fosse un sogno, ma vita vissuta.
Poi ho aperto gli occhi e so che lui ha fatto altrettanto nel suo letto, accanto alla sua donna. Per lui è stato solo un sogno strano, quello in cui amava me, ma per me è stato il momento più magico di tutta la mia vita. Perché io non ho guidato il suo pensiero, non ho scavato nel suo profondo. Perché ciò che faceva era frutto del suo libero arbitrio.
Ricorderò il suo abbraccio, il suo profumo, il suo sorriso, e lo terrò come il tesoro per me più prezioso, spaccato di quello che sarebbe potuto essere e mai sarà.
Forse, un giorno, ci incontreremo in un nuovo sogno, chi lo sa.

2 risposte a "Racconti: sogno o realtà. "

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