Musica.

La musica è mia compagna,
Parla di me, con me.
Riferisce il mio sentire,
Lo riflette come lucido
Specchio, in cui mi vedo
Ad ogni nota, ad ogni verso.
Segue il ritmo
Del mio cuore,
La sua ansia, o stanchezza,
Il suo ardore, o timore.
Va all’unisono
Con la mia vita
E mi chiedo:
Chi riprende chi?
Chi riflette chi?
Nel dubbio, tendo l’orecchio.
Per non perdere nota alcuna,
Per sentire l’ultimo fiato.
Musica è in me.

Confessioni: Penso troppo.

Sarà il troppo sole preso al mare,o forse sarà che come al solito il sabato sera lo passo a letto invece che in giro per mancanza di pecunia, o forse sarà che oggi parlando con la mia migliore amica è saltato fuori il nome di una persona a cui non pensavo da un po’… insomma, qualunque sia la premessa, fatto sta che ho ripensato a tale persona.
Sai, quando hai quella sensazione che per te e quella persona non ci sia mai stato un posto ed un momento giusto e ti chiedi come sarebbe andata se aveste avuto gli dei propizi. Soprattutto perché senti che con quella persona avevi tanto in comune e sai che capiva ciò che avevi passato perché aveva sofferto come te. Probabilmente anche più di te.
Pensando a lui ho dato una sbirciata al suo profilo fb. Si è riscritto dopo anni e so perché a suo tempo aveva disattivato l’account.
Potrei scrivergli un messaggio, potrei chiedergli l’amicizia… ma forse è meglio di no. Se due strade si incrociano per ben due volte e non è il posto e il momento giusto, provarci una terza sa di perseveranza diabolica.
E di diabolica basta la mia sofferenza passata.
Merda, penso troppo e penso a chi non dovrei pensare.

Pensieri sparsi: Risvegli.

Ho recuperato la parvenza di rispettabilità dopo aver rotolato per mari e monti ieri sera. Stremata mi sono adagiata con la delicatezza di un pachiderma sul mio lettuccio ed ivi sono crollata, sfatta.
Ho ronfato come il mio cane nella sua cesta, sopraffatta da un sonno così pesante che cannone spostati… o almeno così pensavo, sino a quando stamattina, nel bel mezzo di un sogno concitato (di cui ahimè non ho alcuna rimembranza!) mi sveglio di soprassalto credendo di avere un bombardamento in casa.
Dire che ho maledetto i simpaticoni che martellavano, scalpellavano, mazzettavano e qualsiasi altra cosa facevano contro i muri della mia abitazione è un simpatico eufemismo. Se le mie imprecazioni avessero potuto avere consistenza gli sarebbero piovute addosso con la leggiadria e leggerezza dell’iceberg del Titanic.
Giusto perché dicono che il buongiorno si vede dal mattino, il mio è iniziato proprio di merda!

Amerai.

Mi amerai stanotte?
Volgerai il tuo pensiero a me,
Mentre le palpebre caleranno,
Inesorabili
Come un pesante sipario
Sulla tua indecisione?
Sentirai il tuo cuore
Pulsare,
Il tuo sangue fluire,
Senza un motivo apparente,
Ma dentro di te
Lo sentirai,
Il mio ricordo riaffacciarsi
Alla tua mente.
E quando lo avrai quasi afferrato,
Ecco che svanirà,
Risucchiato dal presente
E dal sonno che avanza.
Ma domani…
Mi amerai domani?

Confessioni: sulle ali della fantasia.

Sul letto, la voce di John Legend che crea l’atmosfera, la voglia di ballare un lento perdendomi tra le braccia forti di qualcuno di speciale… è bello sognare, sentirsi vivi attraverso la fantasia. Menomale che non è mai venuta meno la mia fantasia. Mi aiuta a volare e raggiungere luoghi che non posso visitare di persona, mi fa rivedere amici lontani e sentire emozioni che voglio tenere vicine anche se sono distanti nel tempo.
Canta John, raccontami del mio passato, del mio presente, del mio futuro, della mia vita in un universo parallelo.

All’ignoto.

Prendimi
Tra le tue mani,
Nascondimi
Al male del mondo,
Proteggimi
Dal tempo che avanza,
Ricoprimi
Di tenui carezze,
Riscaldami
Dal gelido inverno,
Ridonami
Il sorriso perduto.
Amami,
Perché amore fortifica
E dà il coraggio
Di agire.

Pensieri sparsi: l’armadio dei ricordi.

Ho incontrato una persona oggi. L’ho incrociata nel mio passato di studi e oggi l’ho rivista per lavoro.  Io mi ricordavo molto bene di lui, sia perché di uomini così affascinanti ne ho visti ben pochi, sia perché ho sempre trovato che fosse intelligente ed interessante. Non ci avevo mai fatto una conversazione seria, solo un fugace ciao ogni tanto, all’università. Oggi l’ho rivisto, per questioni di lavoro. Lui non sapeva che si sarebbe trovato di fronte a me, mentre io sapevo benissimo chi andavo a vedere. Mentre bussavo al suo studio mi chiedevo se si sarebbe ricordato di me. Quando mi ha visto era sorpreso; mi ha riconosciuto e mi ha detto che non aveva idea che fossi io la collaboratrice inviata dal mio capo. Ho pensato, si ricorda di me perché ci siamo incrociati qualche volta, mi conosce di vista. E invece si ricordava benissimo anche il nome.
La cosa mi ha fatto molto piacere, devo ammetterlo. Ho sempre pensato che ai suoi occhi fossi una delle tante studentesse con cui dire un ciao, una di cui ti ricordi alla vaga ma il cui nome ti sfugge. Invece non gli è sfuggito.
È bello essere ricordati…
Soprattutto è stato bello parlarci per la prima volta seriamente, da professionisti.
Tante volte ho fantasticato su di lui, ma so che uno così non si accorgerà mai di una come me, anche perché è fidanzato con una splendida ragazza. In ogni caso, sono molto contenta che le nostre strade si siano incrociate di nuovo, perché penso valga la pena conoscerlo e lavorarci insieme.
Anche se da questo momento relegherò le mie fantasie nel fondo dell’armadio dei ricordi.