Diari di viaggio: Volterra.


Se vi capita di fare un viaggetto in Toscana vi invito a visitare Volterra, graziosa cittadina sita in provincia di Pisa, a pochi chilometri da San Gimignano. Può essere agevolmente visitata in una giornata e l’acquisto della Volterra Card consente di vedere i siti ed i musei di maggior interesse ad un prezzo veramente vantaggioso (14€).
Le origini di Volterra sono etrusche è proprio alla civiltà etrusca è dedicato il Museo archeologico cittadino. Composto in tutto da tre piani, è ricco di reperti che dal neolitico arrivano all’epoca romana. Proprio la ricchezza del parco reperti meriterebbe a parer mio una migliore esposizione. L’unico piano in cui sono presenti dei cartelli con spiegazioni esaustive e l’ultimo. A piano terra si comincia con l’esposizione di reperti di età preistorica, corredi funerari di sepolture ad incinerazione, corredati di didascalie che elencano semplicemente cosa è presente nella vetrina. Poco viene raccontato al visitatore e quel poco è in italiano. Si comincia poi quasi subito con reperti di epoca etrusca, per lo più urne funerarie dalle sembianze di mini sarcofagi, esposte alle pareti, su più piani. Il criterio di esposizione consiste nella divisione delle urne in più sale, raggruppate in base alle tematiche raffigurate sulla base del sarcofago; sono così numerose che anche al primo piano si trovano intere stanze che ospitano tali reperti! Oltre ad esse, al pian terreno si trovano anche dei cippi ed alcune stele. Al primo piano alcune stanze ospitano ceramiche di diverso tipo, dal bucchero nero etrusco alla sigillata italica di epoca imperiale. Anche qui la didascalie sono assenti ed i reperti sono stipati in polverose vetrine in legno presumibilmente ottocentesco o su mensole che riempiono la parete sino al soffitto. Interessanti da vedere alcuni pavimenti a mosaico, alcuni dei quali purtroppo presentano dei danni, con tessere staccate tenute in loco da un foglio di plastica posto sopra di esse e fissato a terra con dello scotch di carta. Un paio di sale purtroppo sono inagibili per lavori. All’ultimo piano l’esposizione assume contorni più moderni e finalmente possono leggersi delle spiegazioni, sia per quanto concerne la storia della città, sia per quanto riguarda la datazione e le caratteristiche dei reperti esposti. Non so perché ragioni di questa scelta, forse si voleva evidenziare da un lato come i reperti venivano esposti un tempo e come lo sono ora, ma l’assenza di qualsiasi spiegazione rende il tutto molto aleatorio. Ho visto dei visitatori entrare nelle sale e dare svogliatamente una rapida occhiata, come a dire “che palle, tutte ste cose uguali!”. Un vero peccato, perché ci sono delle particolarità molto interessanti che andrebbero valorizzate. È possibile fruire di audioguide per la visita, ma il personale non le ha sponsorizzate, per lo meno con me. Le ho viste in un angolo, sicuramente con quelle il visitatore inesperto di archeologia potrebbe essere agevolato.
Diverso è il discorso per la pinacoteca, situata nello stesso palazzo che ospita anche il piccolo museo dell’alabastro (qualunque vicolo di Volterra ospita negozi di souvenir che vendono oggetti di alabastro e sono presenti anche alcuni laboratori che lo lavorano): la pinacoteca è piccola, divisa in due piani. Lo spazio espositivo è ben curato, con didascalie esaurienti su ogni quadro, bilingue. Il museo dell’alabastro è piccolo, ospita alcuni oggetti antichi ma soprattutto opere d’arte moderne; si visita in poco più di un quarto d’ora.
Lì vicino si trova l’area del teatro Romano, dove è possibile vedere il teatro e le terme, vittime di restauri di età moderna a base di cemento armato (cosa alquanto comune questa nei siti archeologici, prima che si scoprisse che il cemento armato è il peggio che si possa utilizzare nel restauro). Anche qui la visita è abbastanza rapida, essendo il complesso piccolo e fruibile solo dalla sommità della platea.
Altre emergenze di epoca Romana ed Etrusca sono visitabili nell’area dell’Acropoli, in particolare per quanto concerne l’epoca Romana una cisterna sotterranea profonda 8 metri, mentre per quanto riguarda l’epoca etrusca alcuni resti di edifici.
A poche decine di metri è situata la fortezza medicea, attualmente non visitabile perché ospita il carcere della città.
Ultima attrazione fruibile attraverso reso la Volterra Card è il palazzo dei priori, situato nella piazza omonima, in cui attualmente sono siti gli uffici del comune. Sono visitabili parte del primo piano, il secondo e la torre, da cui si gode di una splendida vista su tutta la città.
Vi auguro una felice permanenza!

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