Confessioni: il vuoto dentro.

È strano come questa sensazione di nulla che avvolge il mio cuore non sia più come un corpo estraneo. Ho cominciato a sentirla parte di me, quasi come una persona di famiglia, e si sa che i parenti possono essere alquanto molesti.
Ma se i parenti non si possono scegliere, per quanto concerne questo vuoto infinito io non so se questo sentirlo parte di me sia una mia scelta o meno. Forse è entrambe le cose: ovvero, non ho scelto io che mi circondasse ed entrasse così nella mia vita, ma probabilmente ho scelto io di farlo restare.
Mi capita di chiedermi perché io consenta tale cosa: penso che il vuoto mi serva come un cuscinetto per ripararmi dal male del mondo. Meno il male si avvicina, meno si sente il dolore.
E il dolore, quando arriva, quando ti attanaglia il petto e lo stringe in una morsa mortale, quando ti soffoca sino a lasciarti senza respiro, porta solo distruzione. Io ho fatto cosi tanta fatica a ricostruire ciò che era stato distrutto che ora non posso permettermi nuovi errori.
Benvenuto cuscinetto di vuoto.

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