Pensieri sparsi: Fine e inizio.

Faccio le valige. Sbaracco casa. Alla fine ho deciso che il 31 maggio sarà il mio ultimo giorno di lavoro in questo posto, perciò ho iniziato a fare pacchi da spedire a casa mia. Nella mia macchina non ci starebbe tutto, perciò devo portarmi avanti e spedire anticipatamente quello che posso. Domani darò la comunicazione ufficiale. Dovrò anche avvisare il padrone di casa, preparare i moduli per disdire il contratto della luce e dell’acqua, insomma, far fronte a quelle noiose incombenze tipiche di un trasloco.
Non ho tanta roba, ma quando tra te e la tua casa c’è il mare di mezzo anche il poco acquista un certo peso.
Qualcosa sembra muoversi, nel panorama del lavoro. Ho avuto un contatto per un lavoretto da fare a domicilio (la mia professione mi consente di poter lavorare anche a casa del cliente), con cui posso cominciare una volta a casa, e un collega mi vuole vedere perché probabilmente ha bisogno di collaboratori. Dei tanti curricula che ho inviato non ho avuto nessuna risposta, ma non potevo attendere oltre.
Oltre ai problemi di natura economica, si stanno sommando problemi di natura fisica. Mi sto ammalando a causa dello stress e questo non va bene. Temo che se resto troppo in questo posto finirò per stare male sul serio, perciò ho anticipato i tempi del ritorno. La cosa mi solleva alquanto, devo dire. Finalmente ho un senso di leggerezza nel petto, che sino a qualche giorno fa era pesante come se sopra vi fosse un macigno del peso del mondo intero.
Sono un po’ nervosa, perché domani darò questa notizia al lavoro. La settimana scorsa, sbollita l’incazzatura, mi hanno fatto un’offerta, secondo loro buona. Non per me. Un palliativo. Non sono una persona disonesta, se lo fossi avrei accettato e poi alla prima occasione li avrei mollati. Ma non è nella mia indole.
Perciò domani li ringrazierò, educatamente, e dirò loro che il 31 maggio sarà il mio ultimo giorno di collaborazione.
Mi prenderò qualche giorno per sistemare le ultime cose e poi solcherò quel mare che mi riporterà alla mia terra.
A casa.

4 risposte a "Pensieri sparsi: Fine e inizio."

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