Epistulae: andrà come deve andare.

Non stare sul chi vive.
Non erigere barricate.
Non nasconderti in trincea.
Non blindare il tuo cuore.
La vita riserva sempre delle sorprese, lo sai. Io sono una di quelle e anche tu lo sei, per me.
E una sorpresa è bella proprio perché inattesa, o non sarebbe sorpresa.
Siamo due rette parallele, giunte all’infinito per incontrarsi, incrociarsi, intrecciarsi e, chi lo sa, magari anche per procedere in questa nuova condizione sino alla fine dei tempi.
Forse sarò fatalista, ma per me è chiaro che il destino ci abbia messo lo zampino. Due come noi, così diversi eppure così simili.
Due cuori rattoppati, due animi disillusi, due menti vaganti per la strada che ogni giorno si dipana.
Unici, ma simili.
Procediamo sullo stesso sentiero, ora. Tu cerchi di dissuadermi, ma lo so che lo fai per paura di soffrire, non solo per quella di farmi soffrire. E allora?
La vita è emozioni: gioia, amore, dolore, sofferenza… Ma senza di esse non sarebbe vita. E ne abbiamo una soltanto, che va vissuta pienamente. Carpe diem, ti dico sempre. L’attimo va colto, il momento assaporato, il ricordo serbato, il sentimento vissuto.
E non importa se magari non durerà sino alla fine dell’esistenza. L’importante è non averlo ricacciato, evitato, perduto solo per paura di viverlo.
Non puoi saperlo cosa faremo, diremo, saremo, vivremo.
Se sarà un effimero istante di serenità o se invece sarà la gioia di una vita.
Andrà come deve andare. Ed io sarò felice, perché ci siamo appartenuti.

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