Pensieri sparsi: Natale influenzato

E quando pensi di aver superato indenne l’anno…
Febbre a 40!
Fortunatamente sono arrivati i miei salvatori, i miei genitori, muniti di ogni ben di dio e di una bella confezione di augmentin, che porta via ogni male, febbre a 40 compresa!
Certo, sono ancora acciaccata, ho una tosse da urlo, un orecchio tappato… Ma avere mamma e babbo che si prendono cura di me non ha prezzo.
Buon Natale!

Epistulae: andrà come deve andare.

Non stare sul chi vive.
Non erigere barricate.
Non nasconderti in trincea.
Non blindare il tuo cuore.
La vita riserva sempre delle sorprese, lo sai. Io sono una di quelle e anche tu lo sei, per me.
E una sorpresa è bella proprio perché inattesa, o non sarebbe sorpresa.
Siamo due rette parallele, giunte all’infinito per incontrarsi, incrociarsi, intrecciarsi e, chi lo sa, magari anche per procedere in questa nuova condizione sino alla fine dei tempi.
Forse sarò fatalista, ma per me è chiaro che il destino ci abbia messo lo zampino. Due come noi, così diversi eppure così simili.
Due cuori rattoppati, due animi disillusi, due menti vaganti per la strada che ogni giorno si dipana.
Unici, ma simili.
Procediamo sullo stesso sentiero, ora. Tu cerchi di dissuadermi, ma lo so che lo fai per paura di soffrire, non solo per quella di farmi soffrire. E allora?
La vita è emozioni: gioia, amore, dolore, sofferenza… Ma senza di esse non sarebbe vita. E ne abbiamo una soltanto, che va vissuta pienamente. Carpe diem, ti dico sempre. L’attimo va colto, il momento assaporato, il ricordo serbato, il sentimento vissuto.
E non importa se magari non durerà sino alla fine dell’esistenza. L’importante è non averlo ricacciato, evitato, perduto solo per paura di viverlo.
Non puoi saperlo cosa faremo, diremo, saremo, vivremo.
Se sarà un effimero istante di serenità o se invece sarà la gioia di una vita.
Andrà come deve andare. Ed io sarò felice, perché ci siamo appartenuti.

Pensieri sparsi: Sacrificio.

La vita ha una parola d’ordine: sacrificio.
Sono cresciuta in una famiglia in cui i sacrifici sono stati all’ordine del giorno e ne comprendo pienamente il significato, la portata in termini di risultati, il valore del gesto in sé.
Perché se fai un sacrificio, sai che rinunci a qualcosa per un fine migliore.
Ogni giorno lo vivo con sacrificio e apprezzo chi è capace di farne, per se stesso, per la sua famiglia, per le persone che ama.
E incontrare qualcuno che si riconosce nei miei stessi valori, pensieri, presupposti ed obiettivi non può che farmi sentire un po’ più compresa, meno sola, più normale, meno strana.
Il sacrificio pesa, ma deve farlo, o non sarebbe un sacrificio.
Però… c’è un però.
Se il sacrificio è condiviso è più lieve, più sopportabile, quasi piacevole. Perché se lo condividi con qualcuno significa che non sei solo, che al tuo fianco qualcuno combatte con te. E una battaglia combattuta non da sola è una battaglia con delle possibilità di vittoria maggiori.
In queste ultime settimane ho avuto modo di riflettere molto su questo concetto, forse perché il Natale è alle porte, o forse per delle situazioni piacevolmente impreviste.
In ogni caso ho avuto modo di riprendere in considerazione delle opzioni che mai avrei pensato di poter riconsiderare, perché pensavo che mai ne sarebbe valsa la pena.
Però… forse la pena valevole si è palesata davanti ai miei occhi.
E allora questo sacrificio che si prospetta davanti ai miei occhi assume un retrogusto dolce, diventa potenzialmente digeribile.
Come un bel pranzo di Natale condiviso con tutta la famiglia, un boccone per ciascuno.

Domani.

Il tempo si fermerà,
Domani.
Sospesa,
La sabbia mi sarà complice.
Allora i nostri occhi
Si troveranno,
Le mani si sfioreranno,
I cuori sussulteranno.
E il nostro mondo si fonderà,
Eterno in un istante.

Per sempre.

Sei luce,
Tra i miei pensieri più bui.
Sei fuoco,
E sciogli il ghiaccio del mio cuore.
Sei refolo,
Che scompiglia i miei capelli.
Sei acqua,
Che deterge il mio viso.
Sei carezza,
Che brividi dona al mio corpo.
Sei anima,
Nella mia anima unita.
Per sempre.

Pensieri sparsi: si vedrà.

Eccolo qui, di nuovo, il weekend. Tanto atteso e desiderato, per potermi ritagliare un po’ di spazio nel mio piccolo mondo personale, dentro il quale ben poche persone sono ammesse. E al momento nessuna di esse si trova dalle mie parti.
E’ stato un periodo difficile, soprattutto per questioni di tipo economico. Ho avuto tanti pensieri, ho dovuto chiedere aiuto ai miei… E speravo che mai più sarebbe successo, una volta iniziata la nuova vita.
Non ho lavorato serena, ultimamente, perché pensavo al fatto che ho tante spese e nessun guadagno a fine mese.
La preoccupazione si è anche fatta sentire a livello fisico, con l’ansia della scorsa settimana.
Ieri, però, un piccolo squarcio si è aperto in questo cielo plumbeo, a darmi un po’ di respiro, un po’ di tregua e, forse, di speranza.
La mia titolare mi ha convocato nel suo ufficio e, dopo avermi ringraziato per il mio lavoro e l’impegno profuso per l’azienda, mi ha comunicato che da gennaio mi sarà aumentata la paga, perché me lo merito.
Incredula ho ringraziato a mia volta, perché è la prima volta che mi capita di lavorare per qualcuno che ringrazia i collaboratori, che li incentiva e li motiva a fare meglio.
Quando sono uscita dal suo ufficio mi sono sentita un po’ più leggera.
Spero che le cose ora prendano una piega più serena, perché ho davvero bisogno di alleggerire il mio animo dalle preoccupazioni.
Per ora mi concentro sul riposo di questo due giorni, poi si vedrà.

Cristallo.

Cammino,
Su freddo cristallo.
Scricchiola,
Sotto le punte leggere.
Affronto ogni passo
Col cuore in gola,
Per non cadere,
Per non precipitare.
Ma basta un istante,
Una sola distrazione.
E tutto s’infrange.