Pensieri sparsi: niente.

Sono triste, oggi.
Ho conosciuto una persona, in questi giorni. Una persona che reputo splendida e fuori dal comune, con cui il confronto è stato davvero stimolante, cosa che non mi accadeva da anni. Mi ha colpito sin dalle prime battute e ho sentito un filo invisibile che mi avvicinava e collegava quasi senza che me ne accorgessi.
Ho capito subito che era molto simile a me, non solo come carattere, ma anche come esperienze di vita. E questo mi ha fatto sentire sempre più vicina.
Mi direte, ma allora perché diavolo sei triste?
Perché sentire una persona dire che vive ma in realtà dentro ha raggiunto e superato il punto di appassimento, che il suo cuore è morto e non può più donare amore, non può rendere felici.
Vorrei poter fare qualcosa, vorrei poter dimostrare che non è vero, che se esprimi certi pensieri, se comunque hai dei sentimenti e soffri della tua condizione, il cuore non è morto.
Per una volta vorrei non essere arrivata troppo tardi, vorre essere la persona giusta al posto giusto, quella che risolve la situazione e dona di nuovo il sorriso.
E sono triste, perché temo che neanche stavolta potrò essere d’aiuto. E mi scivolerà tra le dita, svanirà dalla mia vita senza che io possa farci niente.
Niente.

È un gioco.

È un gioco, il tuo.
Sorridi, alludi,
Mi parli con tono suadente.
Il tuo fascino mi assalta,
Il tuo spirito mi ammalia,
La tua crudità mi percuote
Le vene, e mi manca l’aria.
Ma è un gioco, il tuo,
Il più pericoloso.
E mi vedo, sconfitta ai tuoi piedi.

Distratto.

Guardami attraverso il mio sguardo,
Nuda è la mia anima,
Colma di debolezze,
Indifesa nel suo pudore.
Sentimi attraverso le mie parole,
Rotondo il loro suono,
Denso il significato,
Carico di dolce sentimento.
Toccami attraverso le mie dita,
Caldo è il mio corpo,
Vibrante di vita,
Tremante di desiderio.
Ma ciechi sono i tuoi occhi,
Sorde le tue orecchie,
Mozze le tue mani;
Distratto dal superfluo,
Ti sfugge il prezioso
Più profondo.

Sogno.

Sogno,
Un calore mi avvolge,
Un sussurro mi scalda,
Un profumo mi inebria,
Un battito mi trascina.
Sogno,
Due braccia intorno al petto,
Una bocca sfiora l’orecchio,
Un contatto mi da la scossa,
Il mio viso affonda in te.
Sogno,
Appunto.

Evasione.

Lo sguardo che scorre sul profilo dei tetti,
Rincorre le nubi portate dal vento.
La mente le segue e salda le cavalca,
Volando libera,
Lontano,
Staccata dal corpo,
Che sta sul divano, immobile, prigioniero.

Pensieri sparsi: disgusto.

Scrivo queste cose spinta dall’amarezza. Mi sento davvero una mosca bianca, in questo mondo fatto di tanta facciata e di poca sostanza, per non dire zero cuore.
Io sono semplicemente me stessa, ho dei valori, non sono una persona superficiale, non sopporto mettermi in mostra né con il corpo né con il mio modo d’essere. So essere seria e spensierata a seconda della situazione, mi piace ridere, stare in compagnia e sono molto aperta e disponibile con le persone che per me sono importanti.
Ho un cuore grande, forse troppo, e per questo finisco per soffrire per colpa di chi lo prende e lo butta in un angolo, come se fosse spazzatura.
Chi mi conosce dice che merito il meglio, che non è possibile che nessuno si accorga di me e voglia stare al mio fianco.
Dicono che gli uomini sono stupidi…
Non lo so se sono stupidi, di sicuro non sono interessati al mio tipo di persona. Sto provando a conoscere persone nuove e data la mia situazione l’unico modo disponibile è ricorrere a ste dannate app di incontri. Per evitare situazioni non gradevoli, dato che la maggior parte degli uomini iscritti vogliono una cosa soltanto, ho specificato sul mio profilo di non essere interessata ad avventure sessuali. Ho pensato che così avrei sì avuto meno contatti, ma almeno sarebbero stati veri e alla ricerca delle mie stesse cose.
Risultato: gli uomini non leggono, o lo fanno dopo aver ottenuto il match. Per cui mi ritrovo persone che non rispondono se scrivo ciao, o che rispondono dicendo che vogliono solo sesso. Poi ci sono quelli che se ne sbattono e fanno gli splendidi, salvo poi essere fermati quando capisco dove stanno andando a parare. In questi mesi ho incontrato rarissime persone normali e mi dispiace molto vedere quanto poco contino oggi certe qualità. Mi chiedo allora cosa posso fare, dove posso andare per trovare qualcuno di normale che trovi piacevole fare anche solo due chiacchiere con me e che non veda davanti ai suoi occhi come punto di partenza e di arrivo una cavolo di scopata.
Non mi dite di uscire per conoscere gente, una donna che esce da sola e vaga per vie e locali non è un’opzione considerabile.
Comincio a pensare di essere davvero condannata a stare in questa merda di limbo.
Non esistono più gli uomini, le donne e i rapporti di una volta.
Non esiste più la voglia di scoprire l’altro in tutte le sue sfaccettature, di confrontarsi, di palpitare, di sperare, di amare e condividere il proprio sentire.
È una società da fast food, fast love e fast sex.
E non fa per me.