Racconti: un battito di ciglia.

Cammino impavida, mentre il freddo sferza il mio viso. Ma non sento i suoi aghi pungenti trapassarmi i pori. Ho fretta. Devo raggiungere la fermata, prendere al volo la metro e sperare.
Sperare di incrociare anche oggi il tuo sguardo, anche solo per il breve istante necessario a farmi arrossire sino al midollo. Ma tu non te ne accorgerai, perché la sciarpa mi copre quasi tutto il viso, lasciando liberi soltanto gli occhi.
Ti guarderò solo un attimo, lo spazio di un battito di ciglia, perché tu non devi accorgerti di me. Sarà un fugace sguardo fintamente distratto, mentre ancora una volta registrerò come il più accurato degli scanner il contorno del tuo viso, il verde intenso delle tue iridi incorniciato da lunghe ciglia scure, la tua aria pensierosa, mentre ascolti la tua musica e nel contempo leggi quel libro, lasciando le lettere stampate solo per guardare di tanto in tanto la fermata successiva.
Sarà in uno di questi istanti che i tuoi occhi si rifletteranno impercettibilmente nei miei, poi io scenderò, come sempre prima di te, e rimarrò lì alla fermata, mentre la metro si allontana, a chiedermi dove vai, cosa fai nella vita, se sei sempre così pensieroso o se è solo il tuo modo di essere concentrato, perso tra la pagine di quel libro, uno dei miei preferiti.
Ecco la metro…
Non tutti i giorni sono fortunata, non tutti i giorni riesco a vederti. Quando succede mi sento così leggera che la giornata trascorre quasi come se fosse evanescente, leggiadra. A volte passa una settimana prima che la fortuna mi baci di nuovo.
Sospiro, mentre mi guardo intorno con finta indifferenza… e finalmente ti vedo.
Sei a buon punto, ti mancano pochi capitoli alla fine del libro. Vorrei chiederti che ne pensi, se ti sta appassionando, o se vai avanti solo per pura inerzia, per portare a compimento il cimento della lettura.
Le tue labbra sono lievemente imbronciate, forse sei di malumore?
Ecco che alzi il tuo sguardo…
Ma era un leggero sorriso quello che ho visto per un attimo, prima di guardare oltre? Sicuramente mi sono sbagliata, tu non sorridi mai.
Mi stringo nel cappotto, facendomi sottile, pronta per scendere. La fermata si avvicina, la metro rallenta, si ferma, le porte si aprono ed io le varco, ben attenta a non voltarmi. Gente che scende, gente che sale. Mi fermo, fecando finta di cercare qualcosa nelle tasche, in realtà ascoltando il bip della chiusura delle porte e poi lo sferragliare delle ruote sul binario. La guardo di soppiatto mentre si allontana, portandoti via chissà dove, anche oggi.
Sospiro, ben nascosta nella sciarpa, e faccio per riprendere il mio cammino, ma vado a sbattere contro qualcuno davanti a me.
Ero così impegnata a seguire la metro che non mi sono accorta della figura ferma, di fronte.
Alzo lo sguardo, imbarazzata per la figuraccia appena fatta, pronta a profondermi in mille scuse, ma dalla mia bocca non esce un fiato.
Sì, era proprio un sorriso quello che avevo visto, e che rivedo ora davanti a me, il più bel sorriso mai dipinto sulla faccia della Terra e dell’intero creato.

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